Italia, 144 GW di progetti rinnovabili restano bloccati nelle autorizzazioni

Italia, 144 GW di progetti rinnovabili restano bloccati nelle autorizzazioni
144 GW rinnovabili bloccati

Il rallentamento degli iter autorizzativi continua a pesare sulla crescita delle rinnovabili in Italia, con 144 GW di progetti fermi dal 2020 su 186 GW complessivamente richiesti negli ultimi sei anni. Il quadro evidenzia una pressione particolare sull’eolico e segnala che, nonostante l’aumento delle installazioni dal 2021, il Paese deve ancora colmare oltre 52 GW per raggiungere il target 2030.

In evidenza

  • Italia ha 144 GW di progetti rinnovabili bloccati nelle autorizzazioni su un totale di 186 GW richiesti, principalmente solare (119 GW) ed eolico (67 GW).
  • Il ministero della Cultura ha espresso pareri negativi nel 91% dei casi per l’eolico onshore greenfield e nel 79% per i progetti solari, rallentando i processi.
  • Al 31 maggio 2026, l’Italia ha installato 27.785 MW di rinnovabili ma resta distante dall’obiettivo 2030, mancando ancora 52.216 MW.

Stallo autorizzativo e nodi sull’eolico

Come riportato da Il Sole 24 Ore, i dati presentati dall’Osservatorio Regions2030 di Public affairs advisors ed Elemens indicano che per 25 GW di capacità c’è stato il via libera, mentre per 17 GW è arrivato il diniego o l’archiviazione. Le richieste complessive ammontano a 186 GW, di cui 119 GW nel solare e 67 GW nell’eolico.

Le maggiori difficoltà riguardano l’eolico, che conta 35 GW fermi nell’iter di valutazione di impatto ambientale nazionale, contro 28 GW del fotovoltaico. Secondo l’Osservatorio, il blocco dipende dall’elevato numero di progetti presentati nel corso degli anni, dalle risorse limitate della Commissione Pnrr-Pniec e, nonostante una recente accelerazione, anche dal rischio di contenziosi.

Il ministero della Cultura rappresenta un altro fattore di freno, con pareri negativi nel 91% dei casi per l’eolico onshore greenfield e nel 79% per i progetti solari. Nei casi di dissenso con la Commissione Pnrr-Pniec è necessario l’intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che negli ultimi anni sblocca quasi 8 GW, ma restano ancora in attesa di giudizio 8 GW di solare e 5 GW di eolico, con tempi che normalmente superano i 12 mesi.

Obiettivi 2030 e impatto sulla competitività

Dal 2021 al 31 maggio 2026 l’Italia installa 27.785 MW di rinnovabili, trainati soprattutto dai piccoli impianti fotovoltaici con 15.954 MW, seguiti dagli impianti utility scale con 8.518 MW, dall’eolico con 3.004 MW e da altre fonti con 309 MW. Pur avendo superato l’obiettivo intermedio, al traguardo di 80.001 MW previsto per il 2030 mancano ancora 52.216 MW.

Aurelio Regina, vice presidente per l’Energia di Confindustria, afferma che per raggiungere gli obiettivi del Pniec al 2030 e ridurre le bollette serve una forte accelerazione delle rinnovabili, con un cambio di passo deciso e strumenti straordinari se quelli ordinari non bastano. Giovanni Galgano, amministratore delegato di Public affairs advisors, osserva che l’avanzata del fotovoltaico si accompagna a un vero stop dell’eolico, sia a livello nazionale sia regionale, in un contesto di diffidenza territoriale verso questa tecnologia.

Tommaso Barbetti, partner di Elemens, sottolinea che l’analisi dei progetti bloccati mette in luce colli di bottiglia e criticità strutturali del sistema autorizzativo. A suo avviso, il fatto che il Consiglio dei Ministri debba decidere sulla valutazione ambientale di un progetto quasi nella metà dei casi mostra come una procedura eccezionale sia diventata di fatto la norma.

Nella nostra precedente analisi su Terna (TRN) abbiamo evidenziato un recupero dell’azione e un’impostazione tecnica complessivamente rialzista, con i prezzi sopra le principali medie mobili e in avvicinamento a un’area di resistenza. Abbiamo anche segnalato indicatori di momentum contrastanti e letture divergenti tra gli esperti TU, con l’ipotesi che il movimento possa restare fragile in assenza di catalizzatori fondamentali.

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