La Commissione europea porta avanti l’agenda per semplificare le norme e rafforzarne l’applicazione nell’UE

La Commissione europea porta avanti l’agenda per semplificare le norme e rafforzarne l’applicazione nell’UE
Progressi nella semplificazione del diritto dell’UE

La seconda panoramica annuale della Commissione europea sulla semplificazione riguarda il periodo dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026 e illustra i progressi compiuti per ridurre gli oneri normativi, migliorare l’attuazione e rafforzare l’applicazione del diritto dell’UE. Secondo l’aggiornamento, i pacchetti di semplificazione dell’Unione potrebbero generare risparmi amministrativi per miliardi di euro all’anno, mentre la Commissione sta aumentando la pressione sugli Stati membri per garantire il rispetto delle norme.

Punti chiave

  • La Relazione annuale 2026 della Commissione europea sulla semplificazione illustra misure che dovrebbero generare risparmi annui sui costi amministrativi per 13 miliardi di euro a favore di imprese e pubbliche amministrazioni.
  • L’adozione integrale di tutti i 12 pacchetti omnibus e delle relative proposte potrebbe generare risparmi annui sui costi per 22,3 miliardi di euro e ridurre i costi una tantum di 5,6 miliardi di euro in tutta l’UE.
  • La Commissione ha intensificato i controlli, avviando 874 procedure d’infrazione e chiudendo 499 casi; nel periodo di riferimento, i 332 dialoghi pre-infrazione hanno registrato un tasso di risoluzione del 74%.

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La spinta alla semplificazione punta a ridurre i costi di conformità

Come riferito dalla Commissione europea, la Relazione annuale 2026 sulla semplificazione, l’attuazione e l’applicazione definisce le misure per semplificare la normativa dell’UE, ridurre gli oneri superflui e migliorare l’applicazione delle norme in tutta l’Unione.

La relazione afferma che diverse proposte sono già in vigore, tra cui Omnibus I sulla rendicontazione di sostenibilità e sul dovere di diligenza, Omnibus II sugli strumenti di investimento dell’UE, Omnibus III sulla politica agricola comune, alcune parti di Omnibus VII sulle componenti digitali dell’AI e Omnibus X sui biocidi. Sono stati inoltre raggiunti accordi politici su Omnibus IV, V e VI, mentre la Commissione sollecita il Parlamento europeo e il Consiglio ad accelerare l’esame delle misure ancora in sospeso.

Nel periodo di riferimento, la Commissione ha proposto sei pacchetti omnibus che riguardano le politiche digitali, la legislazione ambientale, le norme automobilistiche, la sicurezza degli alimenti e dei mangimi, la fiscalità e i prodotti energetici. Insieme ad altre misure di semplificazione, queste proposte dovrebbero generare risparmi annui sui costi amministrativi per circa 13 miliardi di euro a favore delle piccole e medie imprese, delle aziende più grandi e delle pubbliche amministrazioni.

Nell’ambito della tabella di marcia Un’Europa, un mercato, il Parlamento e il Consiglio si sono impegnati a procedere rapidamente sul piano legislativo. Una volta adottati tutti i 12 pacchetti omnibus e le relative proposte di semplificazione, si prevede che generino risparmi annui sui costi amministrativi per circa 22,3 miliardi di euro e riducano i costi una tantum di 5,6 miliardi di euro, a condizione che mantengano l’attuale livello di ambizione.

Più sostegno all’attuazione e controlli più rigorosi

La Commissione afferma che il percorso di semplificazione si basa su prove di tenuta dell’acquis dell’UE, un piano d’azione per una revisione approfondita della normativa e consultazioni dirette con oltre 1,000 portatori di interesse nell’ultimo anno. Il confronto comprende 49 dialoghi sull’attuazione e più di 60 verifiche sul campo, volti a individuare ostacoli pratici e sovrapposizioni nelle norme vigenti.

Per sostenere l’attuazione, la Commissione segnala misure rivolte alle imprese, ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni, tra cui l’AI Act Service Desk, una piattaforma informativa unica, strumenti per facilitare l’accesso a laboratori avanzati e strutture di prova, nonché un regolamento di esecuzione pensato per rendere il cambio di fornitore di energia elettrica più semplice e rapido. La Commissione dichiara inoltre che l’EU Age Verification sarà messa a disposizione degli Stati membri e degli operatori di mercato ad aprile 2026, mentre il sostegno amministrativo sarà potenziato tramite strumenti informatici, programmi di scambio e strumenti digitali per il settore pubblico.

La relazione pone nuovamente l’accento anche sul gold-plating: nel discorso sullo stato dell’Unione del 2026, la presidente Ursula von der Leyen ha chiesto un patto per evitare che le norme nazionali aggiungano complessità a quelle dell’UE. La Commissione sta elaborando un kit di buone pratiche e linee guida per il recepimento e propone di avvalersi del Semestre europeo per collaborare con gli Stati membri all’individuazione dei casi di gold-plating, preservando i diritti e le tutele esistenti.

Sul fronte dei controlli, la Commissione afferma di seguire ormai quasi 2,000 casi di presunte violazioni del diritto dell’UE da parte degli Stati membri. Nel periodo di riferimento ha avviato 874 procedure d’infrazione e ne ha chiuse 499 dopo che gli Stati membri hanno affrontato le questioni contestate. Sono stati inoltre avviati 332 dialoghi pre-infrazione, con un tasso di risoluzione del 74%.

Nel nostro precedente articolo sulla pianificazione della resilienza informatica delle banche, abbiamo spiegato perché le autorità di regolamentazione esortano gli istituti di credito a prepararsi a guasti tecnologici più gravi e causati dall’AI. L’articolo ha illustrato il lavoro della Bank of England con le principali banche sulle opzioni di ripristino “bare metal”, per mantenere operativi i servizi essenziali anche in caso di compromissione dei sistemi centrali, insieme a più ampi appelli a pianificare il ripristino operativo end-to-end.

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