Abruzzo aderisce al progetto FAMI per finanziare l'integrazione dei migranti
La Regione Abruzzo si prepara a candidare una propria proposta nell'ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell'Unione europea. L'iniziativa può contare su una dotazione di oltre 300mila euro ed è rivolta a misure per l'inclusione socio lavorativa, con attenzione particolare alle donne migranti.
In evidenza
- Abruzzo presenta una scheda progettuale da finanziare tramite il FAMI, con una dotazione superiore a 300mila euro approvata dalla Giunta regionale.
- I progetti FAMI puntano sull'integrazione socio-lavorativa dei migranti, con particolare attenzione a donne disoccupate o marginalizzate e al settore dell'assistenza familiare.
- L'iniziativa regionale include misure contro lo sfruttamento lavorativo e la tratta, oltre a formazione linguistica per favorire l'inserimento dei migranti nel mercato del lavoro.
Piano regionale e risorse disponibili
Come riportato da Il Sole 24 Ore Radiocor, l'Abruzzo figura tra le regioni che presenteranno una scheda progettuale da finanziare attraverso il FAMI, lo strumento dell'Unione europea gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Roberto Santangelo, autorizza il Servizio Tutela sociale a presentare un'ipotesi progettuale facendo leva su una dotazione finanziaria superiore a 300mila euro. La misura inserisce la regione nel percorso nazionale di accesso ai fondi dedicati a migrazione e integrazione.
Interventi previsti e ricadute sociali
I progetti finanziati nell'ambito del FAMI riguardano interventi per l'integrazione socio lavorativa, con un focus sulle donne migranti, disoccupate o in condizioni di marginalità. Tra le aree indicate rientrano anche il lavoro di cura e domestico, in particolare le attività di assistenza familiare.Il programma include inoltre azioni di contrasto allo sfruttamento, sia in ambito lavorativo sia nel sostegno alle vittime di tratta, oltre alla formazione linguistica considerata necessaria per l'inserimento nel mercato del lavoro. Per l'Abruzzo, l'adesione al progetto amplia gli strumenti regionali rivolti all'inclusione e alla partecipazione occupazionale dei migranti.
Nel nostro precedente approfondimento sul ruolo dell’Abruzzo come snodo strategico della logistica industriale abbiamo evidenziato come porti, interporti e manifattura regionale possano rafforzare l’intermodalità e la competitività delle filiere. Nell’articolo abbiamo anche richiamato le priorità emerse nel forum di Pescara, tra cui sostenibilità, digitalizzazione e carenza di autisti, sottolineando come le condizioni di lavoro lungo la catena logistica abbiano ricadute economiche e sociali sul territorio.
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