Imprese italiane, il 31% cresce nonostante instabilità e pressioni su margini e domanda

Imprese italiane, il 31% cresce nonostante instabilità e pressioni su margini e domanda
Imprese crescono nonostante crisi

Le imprese italiane continuano a muoversi in un contesto percepito come difficile, tra tensioni geopolitiche, costi energetici e domanda debole. In questo scenario, una quota rilevante di aziende accelera su digitalizzazione, diversificazione dei mercati e intelligenza artificiale per difendere produttività e competitività.

In evidenza

  • Il 31% delle imprese italiane cresce nonostante instabilità geopolitica e pressioni su margini e domanda, con solo il 7% giudizio positivo sull'economia nazionale.
  • Il 70% punta su digitalizzazione, il 61% su diversificazione dei mercati e il 55% sull'efficientamento energetico per rafforzare la resilienza operativa, mentre il 55% adotta progetti di intelligenza artificiale.
  • L'84% delle imprese ricerca personale ma il 43% segnala difficoltà di reperimento, con il 61% che indica competenze digitali e AI come strategiche e il 71% attende incrementi di produttività da AI.

Strategie aziendali tra instabilità e trasformazione digitale

Come riportato da Borsa Italiana, il contesto attuale viene giudicato sfidante dagli imprenditori, con solo il 7% che esprime una valutazione positiva dell'economia italiana e una quota che scende al 3% a livello globale. L'instabilità geopolitica produce effetti diffusi sulle imprese, con impatti rilevanti sui margini di profitto e sulla domanda dei clienti, entrambi indicati dal 60% delle aziende, oltre che sulla catena di approvvigionamento, dalla logistica alle materie prime fino alle attività di import/export.

Le aziende reagiscono con strategie articolate. Il 70% punta sulla digitalizzazione dei processi, il 61% sulla diversificazione dei mercati di vendita e il 55% sull'efficientamento energetico degli impianti produttivi, segnalando un orientamento sempre più operativo alla resilienza in una fase di elevata incertezza.

L'intelligenza artificiale assume un ruolo centrale in questa trasformazione, con il 55% delle imprese che ha già avviato o completato progetti di adozione. L'AI viene vista soprattutto come leva per aumentare l'efficienza, indicata dal 63% delle aziende, e per migliorare produttività e gestione del rischio, citate dal 42%, più che come un fattore di rottura radicale.

Restano però aree di attenzione significative. Le imprese indicano tra i principali rischi la perdita di controllo su dati e proprietà intellettuale, segnalata dal 45%, la dipendenza tecnologica e le difficoltà di integrazione tra sistemi, entrambe al 38%, oltre ai temi della privacy e degli aspetti regolatori.

Pressione sul lavoro e nuova domanda di competenze

Sul fronte occupazionale, l'84% delle imprese è attivamente alla ricerca di personale, ma il 43% segnala difficoltà crescenti nel reperire profili adeguati rispetto al passato. Questo squilibrio rafforza il peso della formazione manageriale e tecnica nelle priorità aziendali.

Le competenze considerate più strategiche riguardano l'ambito digitale e l'AI, indicate dal 61% delle imprese, seguite da leadership al 51% e pianificazione strategica al 40%. Emergono inoltre esigenze legate a cybersecurity e risk management, al 23%, e alla sostenibilità, al 16%, in linea con l'evoluzione delle richieste del mercato.

Tra gli effetti attesi dall'adozione dell'intelligenza artificiale, le aziende indicano un incremento della produttività nel 71% dei casi e cambiamenti organizzativi significativi nel 68%. L'indagine segnala anche una domanda crescente di supporto strategico, concentrata su innovazione, Ict e AI, seguite da ambiti regolatori, operazioni straordinarie e analisi degli scenari.

Nel nostro precedente approfondimento sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese abbiamo evidenziato come l’AI stia ampliando il divario competitivo, con incrementi di produttività più marcati per le aziende maggiormente esposte a queste tecnologie. L’analisi mostrava anche ricadute sul mercato del lavoro, tra premio salariale per le competenze AI e differenze significative tra settori, segnalando un impatto non uniforme della trasformazione digitale.

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