Ferrari amplia il buyback con acquisti di azioni proprie per 19,1 milioni di euro
Ferrari prosegue l'esecuzione della seconda tranche del programma di riacquisto di azioni proprie con operazioni effettuate tra il 22 e il 26 giugno. Gli acquisti si inseriscono in un piano da 250 milioni di euro annunciato ad aprile 2026, parte del programma pluriennale da circa 3,5 miliardi di euro previsto entro il 2030.
In evidenza
- Ferrari acquista tra il 22 e il 26 giugno 62.641 azioni proprie a un prezzo medio di 305,0737 euro per 19.110.122,91 euro complessivi.
- Completati finora acquisti per 137.925.977,76 euro su Euronext Milan e 34.998.176,45 dollari sul NYSE dall'inizio della seconda tranche del buyback.
- Al 26 giugno 2026 Ferrari detiene 17.991.331 azioni proprie ordinarie, pari al 9,28% delle azioni ordinarie emesse e 9,59% includendo le azioni speciali.
Operazioni della settimana e avanzamento del piano
Come riportato da Borsa Italiana, la casa di Maranello acquista nel periodo tra il 22 e il 26 giugno 62.641 azioni proprie a un prezzo medio unitario di 305,0737 euro, per un controvalore complessivo di 19.110.122,91 euro.Le operazioni rientrano nella seconda tranche del programma di buyback da 250 milioni di euro annunciato il 10 aprile 2026. Questa fase fa parte del piano pluriennale di acquisto di azioni proprie da circa 3,5 miliardi di euro che la società prevede di eseguire entro il 2030.
Incidenza sul capitale e attività sui mercati
Dall'inizio della seconda tranche fino al 26 giugno 2026, Ferrari investe complessivamente 137.925.977,76 euro per 468.979 azioni ordinarie acquistate su Euronext Milan. Sul NYSE, nello stesso periodo, il gruppo investe inoltre 34.998.176,45 dollari, pari a 30.154.155,60 euro, per 102.681 azioni ordinarie.Al 26 giugno 2026, la società detiene 17.991.331 azioni proprie ordinarie, al netto dei titoli assegnati nell'ambito del piano di incentivazione azionaria, pari al 9,28% del totale delle azioni ordinarie emesse alla stessa data. Includendo anche le azioni speciali, la quota complessiva detenuta sale al 9,59% del capitale sociale emesso.
Nel nostro precedente approfondimento su Goldman Sachs (GS) abbiamo analizzato il recente aumento dell’11% del dividendo trimestrale dopo gli stress test della Federal Reserve, evidenziando al contempo l’assenza di una nuova autorizzazione al buyback. L’articolo metteva inoltre in luce un quadro tecnico indebolito, con il titolo sotto le principali medie mobili di breve e medio periodo e un sentiment più prudente in mancanza del supporto del riacquisto di azioni.
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