Bce difende il rialzo dei tassi, inflazione sopra il 2% anche nel 2028 senza la stretta
La Banca centrale europea ribadisce che la stretta monetaria decisa l'11 giugno resta necessaria per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Secondo la presidente Christine Lagarde, senza quel rialzo dei tassi la crescita dei prezzi resterebbe sopra il target non solo nel 2027 ma anche nel 2028.
In evidenza
- La Bce ha confermato come solida la decisione di aumentare i tassi nella riunione del 10-11 giugno 2024, respingendo l'ipotesi di un rialzo precauzionale.
- Le proiezioni indicate da Christine Lagarde prevedono un ritorno dell’inflazione al 2% solo nell’ultimo trimestre 2027 e solo mantenendo una politica monetaria restrittiva.
- In assenza di nuovi rialzi dei tassi, l'inflazione si manterrebbe oltre il 2% nel 2027 e 2028, consolidando l’approccio data-driven della Bce per le prossime mosse.
La posizione della Bce sulla decisione di giugno
Come riportato da Borsa Italiana, Christine Lagarde definisce "solida" la decisione presa nella riunione del 10-11 giugno a Francoforte di alzare i tassi di interesse in tutti gli scenari considerati dalla Bce. Nel discorso di apertura del Forum di Sintra, la presidente respinge l'idea che si tratti di un "aumento precauzionale" e sostiene che questa lettura non descrive correttamente il quadro valutato dall'istituto.Lagarde afferma che la Bce interviene di fronte a una prospettiva di rialzo dell'inflazione sia complessiva sia di fondo. Le proiezioni, aggiunge, indicano un ritorno al 2% solo nell'ultimo trimestre del 2027, e comunque a condizione di un adeguamento della politica monetaria.
Le implicazioni per inflazione e politica monetaria
Dall'analisi della banca centrale emerge che, mantenendo invariati i tassi di interesse, l'inflazione resterebbe sopra il 2% sia nel 2027 sia nel 2028. Il messaggio rafforza quindi la linea della Bce secondo cui l'inasprimento del costo del denaro risponde a dati e proiezioni già visibili al momento della decisione.Lagarde sottolinea inoltre che la possibilità di decidere con sicurezza, nonostante un contesto di forte incertezza, deriva da anni di investimenti in dati, indicatori e modelli previsivi. Per il mercato, l'intervento segnala che Francoforte continua a legare le prossime mosse all'evoluzione dell'inflazione e alla tenuta del percorso di rientro verso il target.
Nel nostro precedente aggiornamento sullo spread BTp-Bund e sul rendimento del decennale italiano abbiamo segnalato un lieve ampliamento del differenziale a 74 punti base e una salita del rendimento al 3,59%. L’andamento, pur contenuto, indicava un costo del debito sovrano italiano in leggero aumento e una percezione di rischio marginalmente più elevata, con lo spread come indicatore chiave per il mercato domestico.
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