Confindustria sollecita misure per attrarre imprese estere e ridurre i vincoli burocratici in Italia
Nel dibattito sulla capacità dell'Italia di richiamare capitali produttivi, Confindustria indica la necessità di rafforzare le condizioni operative per trattenere gli investitori già presenti e favorire nuovi ingressi. Il tema emerge mentre i grandi progetti di investimento presentati da imprese a controllo estero restano nel 2025 sopra i livelli del 2023, nonostante un lieve calo rispetto al 2024.
In evidenza
- Nel 2024, le imprese a controllo estero in Italia registrano oltre 200 grandi progetti di investimento, calando a 197 nel 2025 rispetto ai 140 del 2023.
- Confindustria segnala che il peso della burocrazia continua a frenare la competitività italiana, ostacolando risposte rapide alle esigenze delle imprese estere.
- Il presidente Orsini sottolinea che la semplificazione normativa e processi più rapidi sono cruciali per attrarre nuovi investitori e mantenere quelli già presenti.
Investimenti esteri e richieste di riforma
Come riportato da Borsa Italiana, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini afferma che nel 2024 le imprese a controllo estero in Italia presentano più di 200 progetti di grandi investimenti, mentre nel 2025 il dato scende a 197 ma rimane superiore ai 140 del 2023.Intervenendo all'Annual Meeting 2026 del Gruppo Tecnico Confindustria Imprese Estere alla Luiss, Orsini sostiene che il Paese deve creare "condizioni abilitanti" affinché le aziende che hanno già investito in Italia restino e, allo stesso tempo, per attrarre quelle che valutano un ingresso nel mercato italiano. Secondo Orsini, le imprese estere sono fondamentali per la filiera perché contribuiscono a creare ecosistemi industriali.
Ostacoli burocratici e percezione del rischio
Tra i principali freni indicati da Confindustria c'è ancora il peso della burocrazia, che secondo Orsini rallenta le risposte necessarie alle imprese e riduce la competitività del sistema Italia nel confronto con altri Paesi.Orsini richiama inoltre la discussione in corso sulla legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, osservando che chi guarda l'Italia dall'estero percepisce un rischio elevato rispetto all'impegno richiesto per fare impresa. Il messaggio di Confindustria è che la semplificazione normativa e tempi più rapidi possono incidere direttamente sulla capacità del Paese di mantenere e ampliare la base industriale internazionale.
I dati Istat sul mercato del lavoro italiano di maggio mostrano un calo della disoccupazione al 5% e di quella giovanile al 15,1%, ma anche una flessione degli occupati e un aumento degli inattivi. Nel nostro precedente approfondimento abbiamo evidenziato come questo mix segnali fragilità strutturali, con una parte della popolazione che esce dal mercato del lavoro nonostante il miglioramento del tasso di disoccupazione.
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