Le banche Ue emergono come beneficiarie dell'IA nel settore finanziario

Le banche Ue emergono come beneficiarie dell'IA nel settore finanziario
IA spinge le banche Ue

Dopo anni in cui il mercato ha premiato soprattutto le società che sviluppano intelligenza artificiale, l'attenzione degli investitori si sta spostando verso chi ne monetizza l'uso operativo. Nel banking europeo, questa transizione si riflette già in processi più rapidi, tagli agli organici e miglioramenti misurabili di costi, ricavi e redditività.

In evidenza

  • BNP Paribas, Intesa Sanpaolo e ING prevedono tagli al personale rispettivamente fino al 2,5% annuo, oltre 6.000 posti e 950 posti entro il 2026-2029, guidati da efficienze IA.
  • NatWest ha ridotto il cost/income ratio dal 50% al 45% in un anno grazie agli aggiornamenti IA, mentre Danske Bank velocizza del 40% il credito aziendale e automatizza il 75% delle richieste clienti.
  • Santander punta a generare oltre 1 miliardo di euro di valore cumulativo grazie all'IA dal 2026 al 2028, mentre Commerzbank alza al 17% il target di rendimento del capitale tangibile per il 2028 basandosi su maggiore efficienza IA.

Efficienza operativa e ritorni già visibili

Come riporta Borsa Italiana, GAM ritiene che le banche europee siano tra i primi settori a tradurre il boom dell'intelligenza artificiale in benefici economici concreti. Secondo questa lettura, gli istituti di credito partono avvantaggiati perché impiegano grandi team di sviluppatori, gestiscono vaste attività di back-office e sostengono ogni anno costi elevati per l'elaborazione delle informazioni, il servizio ai clienti e il controllo dei rischi.

Il cambiamento si vede anche nell'occupazione. BNP Paribas si è impegnata a ridurre l'organico della divisione retail in Francia del 2,2-2,5% l'anno fino al 2030, Intesa Sanpaolo ha annunciato oltre 6.000 tagli entro il 2029 e ING ha avvertito che fino a 950 posti nei Paesi Bassi potrebbero essere a rischio entro la fine del 2026.

Sul fronte operativo, NatWest afferma che gli aggiornamenti al suo assistente Cora hanno aumentato di 20 punti percentuali i tassi di risoluzione delle richieste, contribuendo a ridurre il rapporto costi/ricavi del retail banking dal 50% al 45% in un anno. Danske Bank indica che il 95% degli sviluppatori usa strumenti di codifica basati su IA generativa, che i processi di credito aziendale sono più veloci del 40% e che circa tre quarti delle richieste dei clienti vengono risolte senza intervento umano.

Impatto su utili e valutazioni del settore

Sempre secondo GAM, i risparmi e i guadagni di produttività stanno iniziando a riflettersi direttamente sugli utili bancari, un passaggio che potrebbe spingere il mercato a guardare oltre i fornitori di IA e a rivalutare gli utilizzatori finali della tecnologia. In questo contesto, molte banche europee continuano a trattare a multipli contenuti nonostante il miglioramento dei rendimenti, e potrebbero quindi beneficiare di un riposizionamento degli investitori.

Santander punta a generare oltre 1 miliardo di euro di valore aziendale cumulativo tra il 2026 e il 2028 grazie all'IA, attraverso una combinazione di maggiori ricavi e minori costi. Il management prevede inoltre che le iniziative legate all'IA contribuiscano per circa un punto percentuale al miglioramento del rapporto costi/ricavi del gruppo nello stesso periodo.

Commerzbank ha alzato al 17% il proprio obiettivo di rendimento del capitale tangibile per il 2028, citando un uso più ampio dell'IA nella strategia di efficienza. Lloyds Bank ha registrato 50 milioni di sterline di valore dalla IA generativa nel 2025 e prevede di superare i 100 milioni di sterline quest'anno.

Le grandi banche della U.S. offrono intanto un riferimento per il possibile sviluppo del trend. JPMorgan stima già circa 2 miliardi di dollari l'anno di benefici dall'IA, mentre Goldman Sachs sta distribuendo assistenti basati sull'IA in tutta l'organizzazione e testa agenti autonomi per lo sviluppo software; Morgan Stanley considera invece la personalizzazione basata sull'IA un vantaggio competitivo rilevante nel wealth management.

Nel nostro precedente approfondimento su Intesa Sanpaolo e sul piano strategico “Zes 2,0”, abbiamo analizzato l’impegno della banca a destinare 60 miliardi di euro a investimenti produttivi e infrastrutture nel Sud Italia, supportato da partnership istituzionali e con Confindustria. L’articolo evidenziava anche come, nonostante le notizie societarie, il titolo stesse attraversando una fase di raffreddamento del momentum con segnali tecnici di ipercomprato e possibili rischi di correzione nel breve periodo.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.