BNL mantiene l'utile trimestrale, costo del rischio ai minimi storici
Nel secondo trimestre del 2026 BNL Banca Commerciale mostra una tenuta della redditività mentre si prepara alla presentazione del piano strategico prevista per il 18 novembre 2026. La banca registra un margine di intermediazione in lieve calo e costi operativi in aumento, compensati però da un costo del rischio sceso su livelli storicamente bassi.
In evidenza
- BNL registra un utile ante imposte di 175 milioni di euro nel Q2 2026, in calo del 5,7% rispetto al Q2 2025.
- Il costo del rischio raggiunge minimi storici a 56 milioni di euro (31 bp sugli impieghi), in diminuzione del 18,4% grazie a minori accantonamenti.
- La raccolta indiretta cresce del 10,6%, con masse gestite nel Private Banking in rialzo del 9,5% a 51 miliardi di euro e raccolta netta trimestrale di 0,2 miliardi.
Risultati trimestrali e dinamica dei ricavi
Come riportato da Borsa Italiana, dopo l'attribuzione di un terzo dei risultati del Private Banking alla divisione Wealth Management, l'utile ante imposte di BNL si attesta a 175 milioni di euro nel secondo trimestre del 2026, in calo del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.I depositi restano stabili, con una composizione ritenuta migliore grazie alla riduzione dei depositi a termine, in flessione del 4,3%, e alla tenuta di quelli a vista. Gli impieghi continuano a crescere dell'1,8% nel complesso e del 2,2% al netto dei crediti deteriorati, sostenuti soprattutto dall'aumento del 5,7% dei crediti alle imprese, mentre il credito residenziale arretra in un contesto di erogazione selettiva.
La raccolta indiretta sale del 10,6%, sostenuta dalla clientela Private Banking e individuale. Le masse gestite del Private Banking raggiungono 51 miliardi di euro, in aumento del 9,5%, con una raccolta netta di 0,2 miliardi nel trimestre.
Il margine di intermediazione si attesta a 679 milioni di euro, in calo dell'1,6%, o dello 0,6% al netto dell'effetto base sui finanziamenti specializzati. Il margine di interesse scende per la compressione dei margini sui crediti, mentre le commissioni finanziarie e bancarie crescono grazie al contributo del Private Banking e del segmento imprese, sostenute anche dal cross-selling con CIB.
Pressione sui costi e qualità del credito
I costi operativi salgono a 437 milioni di euro, con un incremento del 2,6% legato agli adeguamenti del contratto collettivo nazionale e a nuovi investimenti tecnologici. Di conseguenza, il risultato lordo di gestione scende a 242 milioni di euro, in calo dell'8,4%.Il costo del rischio diminuisce del 18,4% a 56 milioni di euro, pari a 31 punti base sugli impieghi alla clientela. La riduzione riflette il calo degli accantonamenti sui crediti deteriorati di Stage 3 e contribuisce a sostenere la resilienza dei risultati della banca in vista del Deep Dive di novembre.
Nella nostra precedente analisi sui risultati record di UniCredit nel primo semestre, abbiamo evidenziato un utile netto di 6,3 miliardi di euro e un secondo trimestre sopra le attese, nonostante una posta straordinaria negativa legata alla posizione in Commerzbank. L’articolo metteva in luce la capacità del gruppo di assorbire componenti non ricorrenti mantenendo alta la redditività, offrendo un riferimento utile per leggere anche le dinamiche di margini, costi e voci straordinarie nei conti bancari.
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