BCE rinvia a settembre la valutazione sui tassi mentre Lane definisce l'inflazione uno shock moderato

BCE rinvia a settembre la valutazione sui tassi mentre Lane definisce l'inflazione uno shock moderato
BCE valuta tassi a settembre

Dopo la decisione di lasciare invariati i tassi di riferimento, la Banca centrale europea indica settembre come passaggio cruciale per valutare l'evoluzione della politica monetaria. Il quadro resta legato soprattutto all'andamento dei prezzi energetici e alla tenuta delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre l'inflazione si colloca attualmente intorno al 3%.

In evidenza

  • La BCE rinvia ogni possibile modifica ai tassi d'interesse a settembre, definendo l'inflazione uno shock di media entità non urgente.
  • I tassi su depositi, rifinanziamento principali e marginali restano invariati rispettivamente al 2,25%, 2,40% e 2,65% dopo il rialzo di giugno.
  • Le prospettive della politica monetaria europea dipendono da prezzi energetici elevati e incertezza geopolitica, con inflazione attuale al 3% e obiettivo al 2% entro il 2025.

Settembre decisivo per la politica monetaria

Come riportato da Borsa Italiana, il capo economista della BCE Philip Lane afferma che l'attuale situazione inflazionistica rappresenta uno "shock di media entità" e non un livello di allerta tale da richiedere una risposta rapida come quella adottata nel 2022. Durante un intervento a Donegal, in Irlanda, Lane spiega che l'istituto rivedrà, e potenzialmente modificherà, il proprio orientamento di politica monetaria a settembre, calibrando i tassi di interesse sulla base dei dati via via disponibili.

Lane segnala che molto dipenderà dal fatto che i prezzi di petrolio e gas restino elevati fino a settembre oppure che emerga una soluzione duratura per riaprire i rifornimenti attraverso lo Stretto di Hormuz. Sottolinea inoltre che l'obiettivo resta riportare l'inflazione dall'attuale 3% al 2% nel corso del prossimo anno o poco oltre.

Rispondendo a una domanda sulle sfide geopolitiche, il capo economista della BCE ribadisce che il ruolo dell'istituto è "più reattivo" e che la risposta della banca centrale non sarà "né eccessiva, né insufficiente". Sul possibile impatto dei nuovi dazi annunciati da Trump, aggiunge che gli scambi commerciali tra Europa e U.S. sono importanti, ma non costituiscono il fattore dominante.

Energia e incertezza guidano il quadro europeo

Ieri l'Eurotower lascia invariati i tassi di riferimento, in linea con le attese, dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno, il primo aumento dal 2023 dopo sette riunioni senza variazioni del costo del denaro. I tassi sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e su quelle marginali restano così fermi rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%.

Il Consiglio direttivo segnala che le prospettive per i prezzi dell'energia, pur restando altamente variabili, si collocano al momento su livelli vicini allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell'Eurosistema e ben superiori a quelli precedenti al conflitto in Medio Oriente. La BCE avverte però che l'incertezza resta elevata e che l'impatto inflazionistico dello shock energetico non si manifesta ancora pienamente.

Per questo motivo, l'istituto segue con attenzione l'intensità e la durata dello shock, oltre ai suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Il messaggio per i mercati è che il percorso dei tassi nell'area euro resta strettamente condizionato dall'evoluzione dei prezzi energetici e dalla persistenza delle pressioni sull'inflazione.

Nel nostro precedente articolo sulle indicazioni della BCE sui prezzi dell’energia, abbiamo evidenziato come Francoforte vedesse prospettive ancora elevate e volatili rispetto ai livelli pre-conflitto in Medio Oriente, in linea con lo scenario di base delle proiezioni dell’Eurosistema. L’analisi sottolineava che la componente energetica continuava a mantenere pressione sull’inflazione e a condizionare le aspettative del mercato sulle prossime mosse della BCE, con ricadute anche su euro e crescita dell’Eurozona.

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.