Piazza Affari resta piatta con Brent a 96 dollari, Azimut guida il FTSE MIB
Le Borse europee si muovono poco mentre il petrolio Brent resta su livelli elevati e i mercati valutano i prossimi segnali di BCE e Fed sui tassi di interesse. A Milano il FTSE MIB rimane sui livelli della vigilia, con Azimut in evidenza, mentre i dati macroeconomici e le indicazioni delle banche centrali orientano il sentiment degli investitori.
Punti chiave
- Il Brent si attesta a 96 dollari mentre Piazza Affari resta piatta con il FTSE MIB a 51.894 punti e Azimut in rialzo del 3,46%.
- Il dato ADP U.S. di agosto mostra solo 38.000 nuovi posti di lavoro, sotto il consensus, rafforzando l'ipotesi di una Fed più accomodante se il trend prosegue.
- I PMI S&P Global indicano in Italia la crescita dei servizi più forte in quasi tre anni e mezzo, mentre in Eurozona i prezzi alla produzione superano le attese a luglio.
Mercati cauti tra banche centrali e dati macro
Come riportato da Borsa Italiana, la seduta vede i principali listini europei vicini alla parità, con l'attenzione concentrata sulle riunioni di questo mese di BCE e Fed e sul possibile impatto delle prossime decisioni sui tassi.Negli U.S., il rapporto ADP sull'occupazione di agosto mostra la creazione di 38.000 posti di lavoro, il dato più debole da gennaio e inferiore al consensus di 47.000, dopo i 46.000 di luglio. Il rallentamento mantiene aperto il dibattito sulla tenuta del mercato del lavoro prima dei Nonfarm Payrolls di venerdì e potrebbe rafforzare le attese per un orientamento più accomodante della Fed se il quadro debole verrà confermato.
Tra i banchieri centrali statunitensi, John Williams indica che il rialzo dei rendimenti riflette soprattutto un'economia forte e prospettive solide legate agli investimenti in AI e data center, aggiungendo che il caso per un nuovo rialzo dei tassi non è ancora abbastanza solido. Michael Barr mantiene invece una linea più restrittiva e sostiene che potrebbero servire tassi più alti se l'inflazione non darà segnali convincenti di raffreddamento.
Nell'Eurozona, Joachim Nagel afferma che i mercati stanno leggendo in modo corretto la probabile risposta della BCE, mentre Gabriel Makhlouf ribadisce che l'istituto deve essere pronto a un ulteriore aumento del costo del denaro se l'inflazione dovesse peggiorare. Sul fronte congiunturale, gli indici PMI di S&P Global indicano ad agosto una crescita dell'attività privata dell'area euro allo stesso ritmo di luglio, mentre in Italia i servizi segnano l'espansione più forte in quasi tre anni e mezzo e i prezzi alla produzione dell'Eurozona accelerano oltre le attese a luglio.
Azimut in testa a Milano, energia e tech restano osservate speciali
Sul mercato valutario, l'euro contro dollaro resta stabile a 1,161, mentre l'oro sale dell'1,07% a 4.434,3 dollari l'oncia. Il Light Sweet Crude Oil avanza dello 0,27%, mentre lo spread BTP-Bund si amplia lievemente a 83 punti base con il rendimento del BTP decennale al 4,19%.Fra le piazze europee, Francoforte resta vicino alla parità con un rialzo dello 0,06%, Londra è piatta e Parigi non mostra variazioni rilevanti. A Milano, il FTSE MIB si attesta a 51.894 punti e il FTSE Italia All-Share a 54.478 punti, mentre il FTSE Italia Mid Cap sale dello 0,2% e il FTSE Italia Star dello 0,48%.
Tra le blue chip milanesi, Azimut guida i rialzi con un progresso del 3,46%, seguita da Buzzi, Fineco e Tenaris. Sul lato opposto del listino, Leonardo cede il 2,67%, Brunello Cucinelli perde il 2,19%, Moncler arretra dell'1,25% e Campari dello 0,83%.
Nel comparto societario internazionale resta alta l'attenzione anche sul tech, con Broadcom che segnala forti vendite di chip per l'intelligenza artificiale nei prossimi due anni, pur con ricavi del quarto trimestre sotto le attese, e Soitec che rivede al rialzo le stime sulla domanda di prodotti fotonici destinati ai data center per l'AI.
Nel nostro precedente articolo sull’aumento del PMI servizi in Italia ad agosto abbiamo spiegato che l’indice è salito a 55,2 da 52,5 di luglio, toccando un massimo in quasi tre anni e mezzo e segnalando un rafforzamento dell’attività nel terziario. L’analisi evidenziava una spinta soprattutto dalla domanda interna, mentre occupazione e prezzi rimanevano relativamente stabili nonostante pressioni sui costi ancora elevate.
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