Italia, spesa per le vacanze sale oltre il 15% e pesa sui consumi autunnali
Dopo un'estate segnata da rincari diffusi, le famiglie italiane hanno sostenuto una spesa media per le vacanze di 2.130 euro nel 2026, con un aumento di oltre il 15% rispetto all'anno precedente. La durata dei soggiorni si riduce intanto a pochi weekend o a una settimana per la maggioranza di chi è partito, mentre cresce la quota di chi prevede rinunce nei prossimi mesi.
Punti chiave
- Italian summer holiday spending rose over 15%, with an average outlay of 2,130 euro versus 1,847 euro in 2025, straining household resources.
- Eight out of ten Italians reported significant fuel price hikes, followed by 65% for restaurants and bars, and 49% for hotels and beaches.
- Due to higher vacation spending, 34% of respondents plan future cutbacks, and only 55% managed to save recently, down from 61% previously.
Rincari estivi e budget familiari
Secondo Borsa Italiana, come rileva l'Osservatorio mensile Findomestic di settembre, il costo delle ferie assorbe una quota maggiore delle risorse delle famiglie, in un contesto in cui la spesa media estiva raggiunge 2.130 euro contro i 1.847 euro del 2025.Per il 62% degli italiani partiti, il soggiorno dura però solo qualche weekend o, al massimo, una settimana. Tra gli aumenti di prezzo più avvertiti emerge nettamente il carburante, indicato da otto italiani su dieci, seguito da ristoranti e bar al 65% e da alberghi e spiagge al 49%.
Secondo Alex Papi, economista di Findomestic, il maggiore esborso per le vacanze spinge il 34% degli intervistati a prevedere qualche rinuncia nei restanti mesi dell'anno. La quota di ottimisti si mantiene al 37%, ma sale dal 41% al 45% la percentuale di chi giudica problematica la situazione economica della propria famiglia, mentre scende dal 61% al 55% quella di chi riesce a risparmiare qualcosa negli ultimi mesi.
Clima dei consumi e cautela sugli acquisti
A settembre migliora leggermente la percezione del momento per effettuare acquisti importanti, con la quota di italiani favorevoli che risale dal 21% al 25%. La propensione a tre mesi resta tuttavia contenuta, segnalando un quadro dei consumi ancora prudente.Claudio Bardazzi, responsabile dell'Osservatorio Findomestic, sottolinea che la cautela resta elevata. L'inflazione continua a essere la principale preoccupazione per sei italiani su dieci, mentre le ondate di caldo portano il cambiamento climatico al 47%, il livello più alto mai registrato; calo del potere d'acquisto, conflitti internazionali e situazione economica del Paese restano inoltre temi sentiti da circa un italiano su tre.
Nel nostro precedente articolo sul tetto ai prezzi dei carburanti introdotto da Eni nella rete Enilive, abbiamo spiegato che dal 28 settembre è stato fissato un price cap di 2,19 euro/litro per il gasolio e 1,99 euro/litro per la benzina, con validità iniziale di 30 giorni e possibile proroga fino a fine anno. La misura, collegata all’agevolazione fiscale sulle accise, mira a contenere i costi alla pompa e può aumentare la pressione competitiva sugli altri operatori, in un contesto in cui i rincari del carburante pesano direttamente sui bilanci delle famiglie.
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