Piazza Affari si avvia a chiudere settembre in calo con focus su inflazione in U.S. ed Eurozona

Piazza Affari si avvia a chiudere settembre in calo con focus su inflazione in U.S. ed Eurozona
Piazza Affari in calo

I mercati europei si avviano verso un finale di settembre debole mentre gli investitori attendono i prossimi dati sull'inflazione in Eurozona e negli U.S. Il quadro mantiene alta l'attenzione sulle mosse di Bce e Fed, in una fase segnata anche da nuove pressioni sui prezzi dell'energia e da attese di rallentamento del mercato del lavoro statunitense.

Punti chiave

  • Piazza Affari ha perso 1,4% a settembre, portando il bilancio da inizio anno a circa meno 2%, segnalando maggiore vulnerabilità.
  • I dati Eurostat previsti sono attesi in linea con le proiezioni BCE di settembre e non dovrebbero modificare le attese per la riunione di ottobre.
  • Aumentano le probabilità di rialzo tassi BCE sui mercati, mentre il rifiuto USA alla proposta iraniana mantiene alta la pressione sui prezzi energetici.

Dati macro e attese sulle banche centrali

Come riporta Borsa Italiana citando Radiocor, per l'Eurozona le statistiche Eurostat, se in linea con il consensus, secondo Mps Capital Services porterebbero la media del terzo trimestre su livelli simili a quelli indicati dalla Bce nelle proiezioni di settembre, senza aggiungere elementi tali da cambiare le attese per la riunione di ottobre.

A Christine Lagarde, attesa lunedì al Parlamento europeo e giovedì a Francoforte, spetta il compito di ribadire la direzione della banca centrale. I mercati, però, continuano a segnalare ulteriori pressioni e negli ultimi giorni hanno già aumentato la probabilità attribuita a un rialzo dei tassi Bce.

Sul fronte statunitense pesa anche il rifiuto degli Stati Uniti all'ultima proposta iraniana per aprire lo Stretto di Hormuz, un elemento che non favorisce un raffreddamento dei prezzi energetici. Per la Fed conta inoltre la rilevazione di settembre sul mercato del lavoro, per la quale è atteso un rallentamento della crescita dei nuovi occupati rispetto al mese precedente.

Pressioni su Piazza Affari e temi societari

A Piazza Affari restano centrali il risiko bancario e l'esito finale dell'opas di Poste, che si è fermata sotto il 90% di Tim. I due dossier si inseriscono in un contesto di listino già debole, con il mercato milanese in calo dell'1,4% nel mese di settembre finora.

La flessione mensile ha riportato in negativo anche il bilancio da inizio anno, che si colloca intorno al meno 2%. Il quadro segnala una maggiore vulnerabilità del mercato italiano rispetto alle prossime indicazioni macroeconomiche e monetarie.

Nella nostra precedente analisi sull’inflazione in U.S. e in Eurozona e sulle attese sui tassi di Fed e BCE abbiamo evidenziato come i dati sui prezzi (Pce e inflazione Eurostat) siano il passaggio chiave che può spostare le probabilità di nuovi rialzi del costo del denaro. L’articolo sottolineava anche la debolezza di settembre per l’azionario (con l’eccezione del Nasdaq) e la fase difficile per i titoli di Stato, mentre i prezzi energetici in Europa restano un fattore in grado di alimentare le aspettative inflazionistiche.

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