Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni raggiunge il 5% per la prima volta dal 2007
Il rendimento benchmark dei Treasury statunitensi a 10 anni è salito sopra il 5% martedì, raggiungendo il livello più alto dal 2007, mentre l’aumento dei prezzi dell’energia, l’inflazione persistente e le ingenti emissioni di debito hanno intensificato la svendita globale delle obbligazioni. Il movimento aumenta la pressione sulla Federal Reserve proprio mentre i policymaker iniziano una riunione di due giorni che i mercati si aspettano sempre più possa portare al primo rialzo dei tassi statunitensi dal luglio 2023.
Punti chiave
- Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha raggiunto il 5,02%.
- Il rendimento a 30 anni è salito a circa il 5,38%.
- L’aumento dei prezzi del petrolio mette sotto pressione i rendimenti obbligazionari.
- Le probabilità di un rialzo della Fed superano il 92%.
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Il rendimento decennale è salito fino a circa il 5,02%, superando il picco del 2023, mentre anche il debito pubblico a più lunga scadenza si è indebolito, ha riferito Bloomberg. Il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito a circa il 5,38%, mentre quello a due anni si è avvicinato al 4,68%, mostrando che la pressione di vendita si è estesa a gran parte della curva.
Petrolio e inflazione spingono i rendimenti al rialzo
L’ultimo rialzo è seguito a un altro aumento dei prezzi globali del petrolio, mentre si intensificavano le minacce alle forniture energetiche mediorientali. I maggiori costi dei carburanti alimentano le aspettative che l’inflazione possa rimanere sopra l’obiettivo della Fed più a lungo, riducendo l’interesse degli investitori per i titoli di Stato a lunga duration.
Il rapporto tra petrolio e Treasury è diventato insolitamente stretto. La correlazione mobile a un mese tra il greggio WTI front-month e il rendimento del Treasury a 10 anni è salita a circa 0,96, riflettendo quanto fortemente i prezzi dell’energia stiano influenzando le aspettative d’inflazione.
I mercati obbligazionari stanno inoltre assorbendo la pressione strutturale derivante dall’aumento del ricorso al debito pubblico e dalle ingenti emissioni societarie, compreso il debito utilizzato per finanziare le infrastrutture dell’intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, le banche centrali non acquistano più titoli di Stato su scala paragonabile a quella osservata durante il quantitative easing, mentre la domanda di alcuni tradizionali acquirenti esteri si è indebolita.
La decisione della Fed diventa più importante
La svendita lascia la Fed alle prese con una difficile sfida comunicativa. Un rialzo di 25 punti base è ormai ampiamente scontato dai mercati dopo che l’inflazione di agosto è rimasta sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale. Mantenere i tassi invariati potrebbe destabilizzare gli investitori, alimentando dubbi sulla determinazione con cui i policymaker intendono contenere il rinnovato aumento delle pressioni sui prezzi.
Il problema di più lungo periodo va oltre la riunione di questa settimana. L’offerta di Treasury continua ad aumentare mentre Washington rifinanzia il debito in scadenza e finanzia i deficit di bilancio, mentre la domanda strutturale si è indebolita rispetto ai periodi precedenti. Queste condizioni possono mantenere elevati i rendimenti a lungo termine anche se i tassi ufficiali a breve termine dovessero infine diminuire.
Rendimenti più elevati irrigidiscono le condizioni finanziarie
Un rendimento decennale stabile sopra il 5% avrebbe conseguenze ben oltre il mercato dei Treasury. Il benchmark influenza i tassi dei mutui, i costi di finanziamento delle imprese e le valutazioni delle azioni e degli altri asset rischiosi.
Con l’aumento dei prezzi dell’energia e l’espansione del ricorso al debito pubblico, gli investitori chiedono un compenso maggiore per il rischio d’inflazione e di duration. Di conseguenza, l’attuale svendita obbligazionaria non è semplicemente una reazione alla Fed, ma una rivalutazione più ampia del costo del finanziamento a lungo termine per l’economia statunitense.
In precedenza, avevamo riferito che il mercato globale delle obbligazioni deve affrontare una nuova impennata dei rendimenti.
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