I rendimenti obbligazionari globali toccano i massimi dalla crisi finanziaria
I rendimenti dei titoli di Stato delle principali economie sono saliti a livelli mai più raggiunti dalla crisi finanziaria globale, aumentando la pressione sul finanziamento di governi e aziende già gravati da ingenti debiti. Il sell-off ha accelerato con il petrolio sopra i 100 $, che riaccende i timori sull’inflazione, mentre gli investitori si preparano a ulteriori rialzi dei tassi d’interesse da parte delle principali banche centrali.
Punti chiave
- I rendimenti decennali del G7 hanno raggiunto il 4,285%, il livello più alto dal 2008.
- I rendimenti dei Treasury statunitensi decennali hanno raggiunto il 5,041%, il livello più alto dal 2007.
- I rendimenti decennali britannici sono saliti al 5,45%.
- I mercati scontano circa 50 punti base di inasprimento della Fed nel 2026.
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Il rendimento medio dei titoli decennali dei Paesi del G7 ha raggiunto il 4,285%, il livello più alto dalla metà del 2008 e circa un punto percentuale sopra quello precedente all’inizio della guerra con l’Iran, ha riferito Reuters. Martedì il rendimento dei Treasury statunitensi decennali è salito fino al 5,041%, il livello più alto dal 2007, prima di arretrare intorno al 5%.
Il sell-off obbligazionario si estende alle principali economie
La pressione va ben oltre i Treasury statunitensi. Il rendimento dei titoli di Stato decennali giapponesi è salito sopra il 3%, raggiungendo il massimo degli ultimi trent’anni. Il rendimento equivalente tedesco era vicino al massimo dal 2009, al 3,55%, mentre i costi di finanziamento francesi oscillavano vicino ai massimi da 18 anni. I rendimenti decennali britannici hanno raggiunto il 5,45%, il livello più alto dal 2007.
I prezzi del petrolio sopra i 100 $ hanno complicato le prospettive per l’inflazione dopo l’allargamento del conflitto in Medio Oriente. Ciò ha rafforzato le aspettative che le banche centrali manterranno una politica monetaria più restrittiva. I mercati si aspettano che la Federal Reserve aumenti i tassi mercoledì per la prima volta dal 2023, mentre la Bank of Japan dovrebbe intervenire venerdì. La Banca centrale europea ha aumentato i tassi la scorsa settimana e i mercati valutano ulteriori restrizioni monetarie.
I mercati dei tassi statunitensi hanno assunto un atteggiamento sempre più difensivo. Gli swap indicano circa 50 punti base di inasprimento da parte della Fed nel resto del 2026, inclusa la riunione di settembre. Il sondaggio di JPMorgan tra i clienti del Tesoro ha mostrato un aumento di 10 punti percentuali delle posizioni short nella settimana terminata il 14 settembre, mentre gli investitori hanno anche incrementato le posizioni ribassiste sui futures dei Treasury.
L’indebitamento si scontra con costi di finanziamento più elevati
L’aumento dei rendimenti avviene mentre i governi devono far fronte a esigenze di finanziamento insolitamente elevate. Il debito federale statunitense ha raggiunto circa 40.000 miliardi di $, mentre i rapporti debito/PIL restano storicamente elevati nel Regno Unito e nell’area euro. L’elevato indebitamento delle aziende legato agli investimenti nell’intelligenza artificiale sta aggiungendo un’ulteriore fonte di offerta obbligazionaria.
Rendimenti più elevati aumentano i costi di rifinanziamento per governi e aziende e fanno crescere la spesa pubblica per interessi, riducendo potenzialmente le risorse disponibili per la difesa, i programmi sociali e altre spese.
Il Tesoro statunitense ha adottato misure volte a migliorare le condizioni di mercato, tra cui l’aumento dei riacquisti di debito previsti. Tuttavia, i rendimenti a più lungo termine hanno continuato a salire mentre gli investitori valutano l’inflazione, i deficit fiscali e la riduzione della domanda da parte degli acquirenti tradizionali di obbligazioni.
La soglia del 5% aumenta la posta in gioco
Il Treasury statunitense decennale è un tasso di riferimento per i mercati finanziari globali, rendendo significativo un movimento sostenuto intorno al 5% ben oltre il debito pubblico. I prestiti aziendali, i mutui e le valutazioni degli asset possono tutti subire pressioni quando aumentano i costi di finanziamento di riferimento.
Per i mercati, il test immediato è la decisione della Federal Reserve. Con le posizioni ribassiste sui Treasury già elevate e i prezzi del petrolio che alimentano i rischi inflazionistici, gli investitori si concentrano sempre più non solo sull’atteso rialzo dei tassi, ma anche sull’entità dell’ulteriore inasprimento che potrebbe seguirlo. La combinazione di debito elevato, energia costosa e aumento degli interessi lascia ai debitori fortemente indebitati meno margine per assorbire un altro incremento prolungato dei rendimenti.
Abbiamo già evidenziato che Goldman Sachs e JPMorgan rafforzano le previsioni di un rialzo dei tassi della Fed a settembre.
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