Marche, Banca d'Italia presenta il quadro economico regionale tra ripresa e nuove incertezze

Marche, Banca d'Italia presenta il quadro economico regionale tra ripresa e nuove incertezze
Ripresa Marche tra sfide

Ad Ancona viene presentato oggi il rapporto annuale di Banca d'Italia sull'economia delle Marche, che segnala per il 2025 un moderato recupero dell'attività economica regionale. La ripresa resta però esposta all'aumento delle tensioni geopolitiche e commerciali, che condizionano industria, investimenti e prospettive congiunturali all'inizio del 2026.

In evidenza

  • Nel 2025 il PIL reale delle Marche cresce dello 0,5 per cento dopo la stagnazione del 2024, trainato da costruzioni e tenuta dei servizi ma frenato da industria debole e investimenti contenuti.
  • Il mercato del lavoro mostra crescita dell’occupazione lievemente superiore alla media nazionale mentre le retribuzioni nominali aumentano ma il potere d’acquisto recupera solo parzialmente.
  • Il credito bancario alle famiglie nelle Marche accelera nel 2025 grazie a più mutui e credito al consumo, mentre i prestiti alle imprese continuano a diminuire e la qualità del credito resta storicamente soddisfacente.

Crescita regionale, industria debole e investimenti frenati

Come riportato da Banca d'Italia, nel 2025 l'attività economica delle Marche cresce in termini reali dello 0,5 per cento, in linea con il dato nazionale, dopo la stagnazione media del 2024. L'indicatore ITER segnala questo andamento, mentre il Regio-coin mostra una fase espansiva delle componenti di fondo nei primi tre trimestri del 2025, seguita da un'interruzione nella parte finale dell'anno. Le stime preliminari indicano un miglioramento all'inizio del 2026, ma il quadro congiunturale peggiora successivamente in connessione con l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente.

La contrazione dell'attività industriale marchigiana, in corso dal 2023, prosegue nel primo semestre del 2025 e registra solo un recupero parziale nella seconda metà dell'anno. Il calo del fatturato colpisce soprattutto le imprese più piccole e quelle maggiormente esposte ai mercati esteri, in un contesto segnato dalla flessione delle esportazioni. L'incertezza geopolitica continua inoltre a frenare gli investimenti, con una spesa realizzata che resta sotto i livelli programmati e inferiore all'anno precedente per una quota prevalente di aziende.

Le costruzioni mantengono invece una dinamica positiva grazie all'avanzamento della spesa legata al PNRR e alla ricostruzione post-sisma. Nei servizi, l'andamento resta contenuto e differenziato tra comparti: crescono le presenze turistiche, rallenta il traffico aeroportuale passeggeri, aumenta la movimentazione merci nel porto mentre quella dei passeggeri continua a ridursi. Nel complesso, i risultati economici delle imprese nel 2025 restano positivi e la liquidità si mantiene su livelli storicamente elevati.

Lavoro, famiglie e credito sostengono la tenuta delle Marche

Il mercato del lavoro mostra nel 2025 una crescita dell'occupazione lievemente superiore alla media italiana. L'espansione del lavoro dipendente compensa il calo di quello autonomo, con un saldo positivo e in aumento tra attivazioni e cessazioni nel settore privato. I contratti a tempo indeterminato restano la principale fonte di nuova occupazione netta, anche se l'incremento del saldo rispetto all'anno precedente dipende soprattutto dalle forme contrattuali meno stabili.

Il tasso di occupazione e quello di attività salgono, mentre la disoccupazione resta sostanzialmente invariata. Gli andamenti risultano più favorevoli per le donne e per le fasce di età più mature. Le retribuzioni continuano a crescere in termini nominali, ma il recupero del potere d'acquisto rimane incompleto. Sul fronte delle famiglie, il reddito disponibile si rafforza nel 2025 più della media nazionale, anche se i consumi restano contenuti per effetto del clima di incertezza. Pur con un reddito pro capite leggermente sotto la media italiana, la regione presenta indicatori di benessere generalmente migliori e una minore disuguaglianza nella distribuzione della spesa.

Il credito bancario alla clientela residente aumenta lievemente nel 2025. I prestiti alle imprese continuano a diminuire, anche se meno dell'anno precedente, mentre crescono i finanziamenti al comparto delle costruzioni. Aumentano invece i prestiti alle famiglie, con una accelerazione dei mutui per l'acquisto di abitazioni e un rafforzamento del credito al consumo, sostenuto dai prestiti personali. La qualità del credito mostra alcuni segnali di peggioramento limitati ai prestiti alle imprese, ma resta soddisfacente nel confronto storico. Crescono ancora i depositi bancari e il valore di mercato dei titoli a custodia, mentre prosegue la riorganizzazione della rete bancaria, con meno sportelli ma una dotazione ancora elevata rispetto al resto del Paese e un ricorso sempre più intenso ai canali digitali.

Nel comparto pubblico, la spesa primaria corrente degli enti territoriali marchigiani cresce, trainata dalla sanità, e aumenta anche la componente in conto capitale, sebbene meno delle altre Regioni a statuto ordinario. L'attuazione degli interventi del ciclo 2021-27 dei fondi europei risulta più avanzata rispetto alla media nazionale. Tornano inoltre a crescere gli incassi correnti non finanziari, mentre prosegue la riduzione del debito, che si mantiene su un livello pro capite nettamente inferiore alla media italiana.

In un nostro precedente approfondimento sul piano occupazionale di Intesa Sanpaolo, abbiamo riportato che il gruppo prevede 6.800 nuove assunzioni entro il 2029, dopo le 5.250 già effettuate dal 2021, con la possibilità di arrivare a 13.100 ingressi complessivi in caso di acquisizione di Monte dei Paschi di Siena. L’iniziativa è stata presentata come socialmente sostenibile, con uscite esclusivamente volontarie e senza impatti sui conti pubblici, nel contesto più ampio del consolidamento bancario e della trasformazione del lavoro.

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