Liguria, economia in lieve crescita nel 2025 secondo Banca d'Italia
La Liguria chiude il 2025 con un'espansione economica moderata, sostenuta da occupazione, credito alle famiglie e investimenti pubblici. Il quadro resta però segnato da attese prudenti per i prossimi mesi, mentre conflitti e tensioni geopolitiche e commerciali continuano a pesare sulla domanda.
In evidenza
- L'economia della Liguria crescerà dello 0,8% nel 2025, secondo Banca d'Italia, superando lievemente la media nazionale secondo l'indicatore ITER.
- Il tasso di disoccupazione cala e l'occupazione dipendente aumenta, mentre le assunzioni a tempo indeterminato crescono leggermente e la partecipazione al lavoro migliora.
- I prestiti bancari al settore privato tornano a crescere dopo il calo iniziato nel 2022, sostenuti da minori tassi e incremento dei mutui per abitazioni.
Rapporto 2025 tra crescita moderata e cautela
Come riportato dalla Banca d'Italia, il rapporto annuale "L'economia della Liguria" viene presentato oggi a Genova e indica per il 2025 un aumento del prodotto regionale dello 0,8%, leggermente superiore alla media italiana secondo l'indicatore ITER elaborato dall'istituto.Nell'industria in senso stretto l'occupazione si incrementa lievemente, mentre ore lavorate e fatturato a prezzi costanti restano allineati ai livelli dell'anno precedente; cresce invece l'accumulazione di capitale fisso. Nelle costruzioni l'attività continua a rallentare, pur con il sostegno dei lavori sulle principali opere infrastrutturali.
Nel mercato immobiliare tornano ad aumentare le compravendite di abitazioni, accompagnate da prezzi in rialzo, e salgono anche le transazioni di immobili non residenziali. Nel turismo le presenze diminuiscono di poco, sia italiane sia straniere, per effetto di una lieve riduzione della permanenza media, mentre gli arrivi crescono; nei porti aumenta il numero dei passeggeri, trainato dal comparto crocieristico, e i traffici mercantili restano pressoché stazionari, con la componente containerizzata in crescita grazie ai maggiori flussi di transhipment.
Le condizioni aziendali restano favorevoli e, secondo l'indagine dell'istituto centrale, oltre l'85% delle imprese liguri consegue un risultato economico positivo. La liquidità si mantiene elevata nel confronto storico, anche se i depositi bancari registrano una lieve riduzione.
Lavoro, credito e investimenti sostengono la regione
Dopo la stabilizzazione dell'anno precedente, nel 2025 l'occupazione in Liguria torna a crescere grazie all'aumento dei lavoratori dipendenti. Le assunzioni nette diminuiscono nel complesso, ma quelle a tempo indeterminato salgono leggermente; il tasso di disoccupazione si riduce ancora, la partecipazione al mercato del lavoro aumenta e il ricorso agli strumenti di integrazione salariale resta basso nel confronto storico.Il miglioramento del mercato del lavoro sostiene il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici, che in termini reali cresce poco più della media nazionale. Nonostante la ripresa delle componenti più volatili dell'inflazione, anche i consumi reali aumentano.
I prestiti bancari al settore privato non finanziario tornano a crescere, interrompendo il calo avviato negli ultimi mesi del 2022. I finanziamenti alle imprese smettono sostanzialmente di diminuire grazie alla progressiva riduzione dei tassi e a politiche di offerta stabili, mentre l'espansione del credito a famiglie consumatrici si rafforza, sostenuta dalla ripresa dei mutui per l'acquisto di abitazioni; il credito al consumo rallenta lievemente.
I flussi di nuove posizioni deteriorate aumentano, ma l'incidenza dei prestiti deteriorati sul totale resta pressoché stabile al lordo delle rettifiche di valore. Sul fronte del risparmio, i depositi del settore privato non finanziario diminuiscono leggermente, perché la crescita di quelli delle famiglie viene più che compensata dal calo dei depositi delle imprese, mentre il valore dei titoli custoditi presso il sistema bancario continua ad aumentare.
Nel 2025 cresce anche la spesa degli enti decentrati liguri, sia per la parte corrente sia soprattutto per quella in conto capitale, favorita dai finanziamenti europei. Le risorse del PNRR assegnate alla regione risultano superiori alla media italiana in rapporto alla popolazione e si concentrano soprattutto sulle infrastrutture per la mobilità sostenibile e sulla transizione verde; inoltre, gli interventi delle politiche di coesione del ciclo 2021-27 mostrano uno stato di avanzamento più elevato rispetto alla media nazionale.
Nella nostra precedente analisi sull’offerta di Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi di Siena (MPS) abbiamo evidenziato come l’operazione da 30,6 miliardi possa accelerare il consolidamento del settore bancario italiano e ridurre l’incertezza politica grazie alla posizione neutrale del governo. L’articolo sottolineava inoltre un quadro tecnico favorevole per ISP, pur con alcuni segnali di ipercomprato, e un possibile movimento di consolidamento dei prezzi nel breve termine.
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