Futures USA stabili mentre i mercati valutano l'accordo con l'Iran

Futures USA stabili mentre i mercati valutano l'accordo con l'Iran
Futures USA piatti dopo il record del Dow

I futures azionari statunitensi sono rimasti stabili martedì mattina, con gli investitori in pausa dopo il rally di sollievo legato all'accordo provvisorio tra USA e Iran. La calma ha fatto seguito alla chiusura record del Dow Jones Industrial Average e al nuovo massimo del Nikkei 225 in Giappone, con i mercati che scontano un minor rischio energetico in attesa di dettagli.

In evidenza

  • I futures statunitensi sono rimasti piatti dopo la chiusura record del Dow.
  • L'accordo USA-Iran ha sollevato la propensione al rischio, ma i dettagli rimangono scarsi.
  • Il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito a sostenere l'azionario.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Il rally di sollievo si raffredda dopo il record del Dow

I futures legati all'S&P 500 e al Nasdaq 100 sono rimasti pressoché invariati, mentre i futures del Dow sono scesi di 46 punti, ovvero meno dello 0,1%, secondo CNBC. Il movimento contenuto è arrivato dopo una sessione di lunedì forte: il Dow è salito di 468,77 punti, o dello 0,92%, raggiungendo una chiusura record e toccando un massimo storico intraday. L'S&P 500 è salito dell'1,65% e il Nasdaq Composite ha guadagnato il 3,07%.

Il rally si è diffuso in Asia, sebbene in modo disomogeneo. Il Nikkei 225 giapponese è salito a un massimo storico intraday, favorito dalle aspettative che il petrolio più economico allenti la pressione sulle economie fortemente dipendenti dalle importazioni. Il Kospi della Corea del Sud è avanzato dell'1,98%, mentre l'Hang Seng di Hong Kong è sceso dell'1,25%. Il CSI 300 della Cina continentale è rimasto pressoché invariato, dimostrando che la risposta globale all'accordo è rimasta selettiva piuttosto che uniforme.

L'ottimismo per l'accordo incontra dettagli incompleti

Il movimento del mercato ha fatto seguito all'annuncio del presidente Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti e l'Iran hanno raggiunto un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che entrambe le parti hanno proclamato la fine delle operazioni militari, con una cerimonia di firma formale prevista per venerdì in Svizzera. Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha affermato che il memorandum d'intesa è già stato firmato elettronicamente domenica.

L'energia è stata il collegamento immediato con l'azionario. Trump ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz riaprirà venerdì, mentre il vicepresidente JD Vance ha affermato che il passaggio sarà aperto "senza pedaggi a lungo termine". I prezzi del petrolio sono scesi di quasi il 5% lunedì, attenuando i timori che i costi del carburante continuino a esercitare pressione sull'inflazione e sui margini aziendali.

Il prossimo test per i mercati

Il rally lascia gli investitori con una serie di domande più ristretta ma comunque importante. Se lo Stretto di Hormuz riaprirà senza intoppi, i prezzi del greggio più bassi potrebbero ridurre la pressione inflazionistica e sostenere gli utili. Se l'accordo dovesse stallare, lo stesso trade potrebbe invertirsi rapidamente.

Keith Lerner, chief investment officer di Truist Wealth, ha affermato che la reazione del mercato è apparsa complessivamente positiva ma potrebbe diventare volatile nel breve termine. Tale cautela è significativa dopo un record del Dow costruito in parte su un sollievo geopolitico che non è ancora diventato un accordo di pace definitivo. 

In precedenza, abbiamo riferito che il petrolio scivola mentre l'accordo USA-Iran alimenta le speranze per la riapertura di Hormuz.

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