Banca d'Italia presenta il quadro 2025 dell'economia umbra, crescita moderata e prospettive in peggioramento

Banca d'Italia presenta il quadro 2025 dell'economia umbra, crescita moderata e prospettive in peggioramento
Economia umbra 2025: sfide

A Perugia viene presentato oggi il rapporto annuale di Banca d'Italia sull'economia dell'Umbria, che descrive per il 2025 un'espansione contenuta dell'attività regionale. La crescita resta vicina al mezzo punto percentuale e in linea con la media nazionale, mentre per l'anno in corso pesano il conflitto tra U.S., Israele e Iran, le tensioni geopolitiche e l'incertezza sugli investimenti.

In evidenza

  • Banca d'Italia prevede per il 2025 in Umbria una crescita economica moderata trainata dagli investimenti pubblici PNRR e da un lieve calo delle esportazioni.
  • Il mercato immobiliare umbro mostra vendite di abitazioni in aumento del 10,9 per cento e prezzi in crescita del 3,0 per cento, pur restando sotto la media nazionale.
  • L'occupazione in Umbria sale dell'1,3 per cento e il tasso di disoccupazione scende al 4,6 per cento, sostenuta dai contratti a tempo indeterminato e dal turismo (+8,5 per cento presenze).

Rapporto annuale e andamento dei settori umbri

Come riferisce Banca d'Italia, nel 2025 l'economia umbra si espande in misura contenuta, con una dinamica più debole rispetto all'anno precedente, sostenuta soprattutto dagli investimenti pubblici legati all'avanzamento dei progetti del PNRR. Questo impulso continua a compensare la debolezza dell'industria e dei servizi e si accompagna a un lieve calo delle esportazioni.

Nel settore agricolo il valore aggiunto cresce dell'1,3 per cento secondo i dati Istat, mentre nell'industria resta sostanzialmente stabile nelle stime di Prometeia. La manifattura continua a risentire dell'andamento negativo dell'automotive, che contribuisce alla flessione dell'export, mentre il tessile mantiene una fase positiva.

Nelle costruzioni il valore aggiunto continua ad aumentare del 4,0 per cento, ancora sostenuto dai lavori pubblici finanziati dal PNRR e dalla ricostruzione nei comuni colpiti dal sisma del 2016. Il mercato immobiliare consolida la ripresa, con compravendite di abitazioni in aumento del 10,9 per cento e prezzi di vendita in crescita del 3,0 per cento, pur restando sotto la media nazionale.

Nei servizi privati non finanziari il valore aggiunto rimane nel complesso stabile, ma il turismo conferma una crescita diffusa in tutto il territorio. Le presenze aumentano dell'8,5 per cento e raggiungono un nuovo massimo di quasi 8 milioni, con un incremento particolarmente marcato della componente estera, salita del 16,3 per cento.

Lavoro, famiglie e credito sotto osservazione

L'occupazione continua a crescere nel 2025, anche se a un ritmo più lento, dell'1,3 per cento contro il 3,2 precedente, e il tasso di occupazione sale al 69,1 per cento, livello storicamente elevato e superiore alla media nazionale del 62,5 per cento. Il tasso di disoccupazione scende al 4,6 per cento, mentre la creazione netta di posti nel settore privato è sostenuta dai contratti a tempo indeterminato.

Le retribuzioni continuano ad aumentare e nell'ultimo anno crescono in Umbria leggermente più della media nazionale, ma nel lungo periodo il settore privato mostra una perdita di potere d'acquisto più ampia rispetto al dato italiano, pari a meno 8,0 per cento contro meno 6,2 per cento. Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale torna inoltre a ridursi.

Il reddito disponibile nominale delle famiglie umbre aumenta del 3,0 per cento, in linea con l'anno precedente, mentre la crescita reale si attenua all'1,4 per cento per effetto di un'inflazione leggermente più elevata. L'espansione del reddito sostiene i consumi, cresciuti dell'1,5 per cento, e gli indicatori BES mostrano per la regione una posizione migliore della media nazionale, favorita dalla qualità ambientale e dalla dotazione di capitale relazionale e istituzionale.

Sul fronte finanziario, la flessione del credito all'economia si attenua progressivamente fino a fermarsi alla fine dell'anno. Alla ripresa dei prestiti alle famiglie, in aumento del 2,8 per cento grazie ai mutui abitativi, si contrappone il calo di quelli alle imprese, scesi del 2,2 per cento soprattutto tra le aziende più rischiose; il costo dei finanziamenti diminuisce in linea con la politica monetaria e la qualità del credito resta elevata, con un tasso di deterioramento all'1,7 per cento.

Anche la finanza pubblica locale mostra una crescita della spesa primaria del 2,4 per cento nel 2025, inferiore però alla media delle Regioni a statuto ordinario. Gli investimenti fissi aumentano del 5,5 per cento, ma meno che nel resto del Paese, mentre nella sanità i costi continuano a salire e il saldo negativo della mobilità interregionale dei pazienti peggiora ulteriormente.

Nel nostro precedente articolo sul Giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato 2025 abbiamo spiegato perché l’udienza della Corte dei conti del 24 giugno 2026 rappresenta un passaggio chiave per la verifica e il controllo della gestione finanziaria pubblica. Abbiamo inoltre riepilogato come seguire i lavori e quali interventi istituzionali sono previsti, inquadrando l’appuntamento nel più ampio calendario di eventi rilevanti per mercati e finanza pubblica.

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