Fed: atteso il primo rialzo dei tassi dal 2023

Fed: atteso il primo rialzo dei tassi dal 2023
La Fed dovrebbe varare il primo rialzo dal 2023

​Si prevede che mercoledì la Federal Reserve aumenti i tassi d’interesse per la prima volta in oltre tre anni, reagendo a un’inflazione rimasta ostinatamente al di sopra del suo obiettivo. Un aumento di 25 punti base invertirebbe la direzione della recente politica monetaria e concentrerebbe maggiormente l’attenzione sulla possibilità che i funzionari considerino la mossa un aggiustamento una tantum o l’inizio di un nuovo ciclo di stretta monetaria.

Punti chiave

  • I mercati stimano una probabilità superiore al 90% di un rialzo della Fed.
  • Una mossa da 25 punti base porterebbe i tassi al 3,75%-4%.
  • Sarebbe il primo aumento dal luglio 2023.
  • L’inflazione e l’aumento dei prezzi del petrolio alimentano le aspettative di una stretta monetaria.

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I trader attribuiscono una probabilità superiore al 90% a un aumento di 25 punti base, che porterebbe l’intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75%-4%, ha riferito CNBC. Si tratta di un netto cambiamento rispetto a un mese fa, quando la probabilità era appena del 36%. La Fed ha iniziato questa riunione con l’intervallo obiettivo al 3,50%-3,75%.

Inflazione e petrolio cambiano lo scenario

Le ragioni a favore di una politica più restrittiva si sono rafforzate, poiché l’inflazione non è tornata in modo convincente verso l’obiettivo del 2% della Fed. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato a un tasso annuo del 3,4% ad agosto, mentre la solidità del mercato del lavoro ha ridotto il costo immediato di una stretta monetaria.

Il petrolio ha aggiunto un’ulteriore fonte di preoccupazione. I prezzi del greggio sono tornati sopra i 100 dollari al barile a causa del conflitto che coinvolge l’Iran, aumentando il rischio di nuove pressioni sui prezzi dei trasporti e dei beni di consumo. I nuovi dazi statunitensi e i continui investimenti legati al boom dell’intelligenza artificiale hanno inoltre complicato le prospettive sull’inflazione.

Morgan Stanley è recentemente passato dall’aspettarsi nessun aumento dei tassi quest’anno alla previsione di due rialzi, uno a settembre e un altro a dicembre.

I mercati obbligazionari aumentano la pressione

L’aumento globale dei costi di finanziamento ha reso la decisione di mercoledì ancora più importante. Il rendimento dei Treasury statunitensi decennali è salito sopra il 5% martedì, raggiungendo livelli che non si vedevano da circa 19 anni. I dati ufficiali della Fed hanno mostrato un rendimento dei titoli decennali a scadenza costante del 4,97% il 14 settembre, in aumento dal 4,80% dell’8 settembre, evidenziando il rapido rialzo precedente all’ultima mossa.

Dall’ultimo aumento della Fed, nel luglio 2023, i responsabili della politica monetaria hanno tagliato i tassi sei volte, per un totale di 175 punti base. Un nuovo rialzo segnerebbe quindi un significativo cambio di direzione.

I mercati guardano al percorso oltre settembre

La decisione in sé potrebbe rappresentare solo una parte dell’impatto sui mercati. Gli investitori esamineranno le previsioni economiche aggiornate della Fed su inflazione, disoccupazione e crescita, insieme alle aspettative dei responsabili della politica monetaria sui tassi d’interesse, che per la prima volta si estenderanno fino al 2029.

La conferenza stampa del presidente Kevin Warsh sarà inoltre osservata attentamente per cogliere indicazioni sulle riunioni successive. Gli investitori hanno ormai superato il dibattito sulla possibilità di un rialzo dei tassi e si concentrano sempre più sulla durata della politica restrittiva.

Questa distinzione è importante per obbligazioni, azioni e costi di finanziamento delle famiglie. I tassi sui mutui restano elevati, con il tasso fisso medio a 30 anni sopra il 6,7% alla vigilia della riunione. Un segnale che ulteriori rialzi restano possibili potrebbe mantenere sotto pressione i rendimenti a lungo termine anche dopo la mossa attesa di mercoledì.

Abbiamo inoltre riferito che Goldman Sachs e JPMorgan rafforzano le aspettative di un rialzo della Fed a settembre.

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