L'oro sale mentre si attenuano le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed

L'oro sale mentre si attenuano le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed
L'oro sale mentre i dati deboli sull'occupazione negli Stati Uniti allentano la pressione sui tassi

​L'oro è salito lunedì, poiché il forte rallentamento delle assunzioni negli Stati Uniti ha ridotto le probabilità di un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine. Il movimento ha offerto un certo sollievo al metallo prezioso dopo un settembre difficile, sebbene gli elevati rendimenti dei Treasury e il rafforzamento del dollaro continuino a limitare la ripresa.

Punti chiave

  • Il prezzo dell'oro spot si avvicina a 4,170 $.
  • La debole occupazione negli Stati Uniti ha ridotto le aspettative di un rialzo a ottobre.
  • Gli elevati rendimenti dei Treasury continuano a pesare sul metallo prezioso.

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L'oro spot è salito dello 0,67% a 4.168,225 $ l'oncia, mentre i futures sull'oro con scadenza a dicembre hanno guadagnato lo 0,74%, raggiungendo 4.193,05 $, secondo gli ultimi dati di mercato. Le buste paga non agricole di settembre sono aumentate di appena 29.000 unità, al di sotto di ogni stima del sondaggio condotto tra gli economisti, lasciando alla Fed maggiore margine per attendere prima di aumentare nuovamente i costi di finanziamento, ha riferito Bloomberg.

La debolezza dell'occupazione cambia le prospettive sui tassi

Il rapporto sul mercato del lavoro ha prodotto un cambiamento significativo nelle aspettative sui tassi d'interesse. I mercati ora attribuiscono una probabilità di circa il 20% a un rialzo della Fed a ottobre, rispetto a circa il 70% di una settimana fa.

Questa nuova valutazione sostiene l'oro, poiché il metallo non paga interessi e tende a subire una maggiore concorrenza da parte delle obbligazioni quando aumentano i costi di finanziamento. Il cambiamento segue il rialzo dei tassi deciso dalla Fed a settembre, il primo degli ultimi tre anni.

L'oro sta tuttavia recuperando da una battuta d'arresto significativa. A settembre il metallo prezioso ha perso oltre il 6%, penalizzato dall'aumento dei rendimenti obbligazionari, dal rinnovato timore per l'inflazione e dal rafforzamento del dollaro. Solo la scorsa settimana è sceso del 3,4%, registrando il calo settimanale più marcato da giugno.

I rendimenti obbligazionari continuano a frenare la ripresa

I dati più deboli sul mercato del lavoro non hanno eliminato la pressione proveniente dai mercati del reddito fisso. Il rendimento dei Treasury decennali resta intorno al 5,2%, offrendo agli investitori rendimenti insolitamente elevati sul debito pubblico e aumentando il costo opportunità del possesso di oro.

L'inflazione rappresenta un'ulteriore complicazione. Il greggio Brent resta sopra i 100 $ al barile, mantenendo sotto i riflettori i costi energetici dopo aver contribuito al rinnovato aumento delle pressioni inflazionistiche del mese scorso. Nel frattempo, il Bloomberg Dollar Spot Index è salito dello 0,3%, dopo tre rialzi settimanali consecutivi. Un dollaro statunitense più forte rende l'oro denominato in dollari più costoso per molti acquirenti esteri.

Le prossime informazioni importanti arriveranno dai verbali della riunione di settembre della Fed. Potrebbero fornire maggiori dettagli su come i funzionari stiano bilanciando il rallentamento dell'occupazione con l'inflazione persistente e gli elevati costi di finanziamento.

L'oro trova sostegno, ma restano forze contrapposte

Gli ultimi dati sull'occupazione hanno indebolito uno dei principali argomenti a favore di un rialzo immediato dei tassi, lasciando all'oro spazio per recuperare dopo il selloff di settembre. Ciò non elimina la pressione contraria esercitata dagli elevati rendimenti obbligazionari, dal dollaro solido e dall'inflazione alimentata dall'energia.

Per il metallo prezioso, l'equilibrio dipende ora meno da un singolo dato macroeconomico e più dal fatto che il rallentamento delle assunzioni prosegua mentre l'inflazione rimane persistente. Una Fed in grado di attendere più a lungo prima di inasprire la politica monetaria ridurrebbe una fonte di pressione sull'oro, mentre la persistente forza dei rendimenti dei Treasury continuerebbe a competere con il metallo per la domanda degli investitori.

Abbiamo già evidenziato che l'euro ha raggiunto il minimo degli ultimi 17 mesi mentre aumentano le preoccupazioni per il debito francese.

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