La rinnovata diplomazia tra Stati Uniti e Iran può mettere sotto pressione il prezzo del greggio Brent?
Il greggio Brent (XBR) viene scambiato a 112,46 $, in calo del 2,84% nella giornata. Il prezzo si trova al di sotto delle principali medie mobili di breve e medio periodo, ma resta ben al di sopra dei livelli di lungo periodo.
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Punti chiave
- Gli Stati Uniti e l’Iran hanno tenuto colloqui diplomatici che potrebbero allentare le tensioni o le sanzioni e portare a un aumento dell’offerta di petrolio.
- Le aspettative di una maggiore disponibilità di greggio Brent hanno contribuito a esercitare una pressione ribassista sui prezzi del petrolio.
- Il greggio Brent viene scambiato al di sotto delle medie mobili di breve e medio periodo, con un intervallo previsto tra 110,66 $ e 114,26 $, mentre prevale la pressione di vendita.
Le previsioni sull’offerta di petrolio cambiano mentre i colloqui diplomatici mettono sotto pressione i prezzi
Secondo Vfrr Substack, si sono tenuti colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran, che potrebbero aprire la strada a un allentamento delle tensioni o delle sanzioni, consentendo così un aumento dell’offerta di petrolio. Questo sviluppo ha alimentato le aspettative di una maggiore disponibilità di greggio Brent sul mercato, contribuendo a esercitare una pressione ribassista sui prezzi. Il contesto generale del mercato resta incentrato sull’evoluzione delle trattative geopolitiche e sul loro impatto sui flussi petroliferi.
Il momentum ribassista si rafforza, mentre segnali contrastanti indicano una direzione incerta
Nel grafico H1, XBR si trova al di sotto delle medie MA-20 e MA-50, pur restando ben al di sopra del livello della MA-200. La Kijun dell’Ichimoku funge da resistenza immediata a 112,73 $. I livelli chiave nell’attuale intervallo sono il supporto a 110,66 $ e la resistenza a 114,26 $. Gli indicatori di momentum confermano la pressione di vendita: MACD e ADX restano entrambi in territorio negativo, mentre l’RSI è a 47,55, segnalando un orientamento ribassista. Stochastic RSI e CCI sono neutrali, mentre il Bull/Bear Power fornisce un forte segnale di acquisto, indicando un interesse emergente da parte dei compratori nonostante il predominio dei venditori sul fronte del momentum. La divergenza tra queste letture riflette l’incertezza del sentiment nel breve periodo.
Attesi scambi in un intervallo laterale, con volatilità e rischi al ribasso in aumento
Nel breve periodo, il greggio Brent dovrebbe essere scambiato in una fascia volatile compresa tra 110,66 $ e 114,26 $. La probabilità di un movimento al ribasso è stimata al 65%, contro il 35% di possibilità di un’inversione al rialzo. Lo scenario di base prevede una fase di consolidamento all’interno di questo intervallo. Se il momentum rialzista dovesse rafforzarsi e spingere il prezzo oltre la resistenza, potrebbe iniziare un recupero limitato; una discesa sotto il supporto, invece, probabilmente accelererebbe ulteriormente le vendite.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che le interruzioni legate ai conflitti e i cambiamenti nelle rotte delle petroliere erano diventati fattori determinanti per i prezzi del petrolio, con una volatilità strettamente legata alle incertezze logistiche e dell’offerta. L’attuale attenzione ai colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran segnala una possibile svolta verso un aumento dell’offerta e una riduzione dei rischi di trasporto. Per questo, 114,26 $ è un livello di resistenza cruciale da monitorare, mentre i trader valutano se il greggio Brent riuscirà a recuperare slancio rialzista nelle prossime sessioni.
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