Cosa c'è dietro l'ultimo balzo del 3,0% del prezzo dell'oro?
L'oro (XAU/USD) è salito del 2,96% grazie alla ripresa della domanda, mentre il dollaro statunitense si indeboliva e i rendimenti dei Treasury scendevano, spingendo il metallo prezioso sopra i recenti minimi.
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Il rimbalzo appare limitato: l'asset continua a essere scambiato al di sotto di tutte le principali medie mobili giornaliere e i segnali tecnici persistenti indicano una più ampia pressione ribassista.
Punti chiave
- L'oro ha rimbalzato dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, sostenuto dall'indebolimento del dollaro e dal calo dei rendimenti dei Treasury.
- Le banche centrali e gli acquirenti di ETF hanno sostenuto la domanda di oro nel terzo trimestre del 2026: il valore è aumentato del 22% su base annua, nonostante un calo dell'1% dei volumi.
- L'oro è scambiato al di sotto delle principali medie mobili e mostra un forte momentum ribassista; il range atteso a cinque giorni è compreso tra $3,948 e $4,122, con un'elevata probabilità di ulteriori ribassi.
La domanda tiene grazie agli acquisti delle banche centrali dopo le elezioni di metà mandato
Dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, all'inizio di novembre 2026, l'oro spot ha beneficiato dell'indebolimento del dollaro e del calo dei rendimenti dei Treasury, registrando un forte rimbalzo. Gli acquisti delle banche centrali e la tenuta degli afflussi negli ETF hanno continuato a sostenere la domanda di oro nel terzo trimestre del 2026. Il World Gold Council ha segnalato un calo dell'1% su base annua dei volumi, ma un aumento del 22% del valore, trainato dall'interesse istituzionale. Le reazioni del mercato sono state influenzate dal calo dei prezzi del petrolio e dall'attenuarsi delle aspettative d'inflazione, mentre gli sviluppi geopolitici in corso e i cambiamenti nei dati economici hanno inciso sul sentiment.
La pressione ribassista persiste: i prezzi sono sotto tutte le medie mobili
XAU/USD resta al di sotto delle medie mobili a 20, 50 e 200 giorni, con i prezzi sotto la MA-20 a $4,056, la MA-50 a $4,180 e la MA-200 a $4,354. Questo allineamento persistente segnala una pressione ribassista nel breve, medio e lungo periodo, ulteriormente confermata dalla MA-50, che si trova sotto la MA-200. La resistenza si trova in corrispondenza della Kijun dell'Ichimoku, intorno a $4,040, mentre il supporto chiave è a $3,948. Indicatori di momentum come MACD e ADX riflettono una forte pressione al ribasso. RSI e Stochastic RSI sono neutrali e non indicano situazioni estreme nelle condizioni attuali, mentre il CCI si trova in zona di ipervenduto, suggerendo un possibile esaurimento delle vendite. Il Bull/Bear Power è negativo, a conferma della predominanza dei venditori nel corso della giornata, e l'Awesome Oscillator rafforza il prevalente movimento ribassista. Nonostante ciò, durante la sessione i prezzi sono saliti fino a sfiorare i massimi intraday, con una volatilità del 3,34%, segnalando una divergenza tra la forza dei prezzi nel breve termine e la tendenza ribassista sottostante.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che l'attrattiva dell'oro come bene rifugio era sostenuta dagli acquisti delle banche centrali e dai rendimenti più bassi negli Stati Uniti, anche se gli indicatori tecnici mettevano in guardia da possibili correzioni nel breve termine. L'analisi attuale segnala un ulteriore spostamento verso i rischi al ribasso e indica $3,948 come un livello di supporto cruciale che i trader dovrebbero monitorare per avere conferma dello scenario ribassista prevalente.
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