Il prezzo del Brent sale di oltre il 5% con il ritorno della propensione al rischio, nonostante l’allentamento delle tensioni geopolitiche

Il prezzo del Brent sale di oltre il 5% con il ritorno della propensione al rischio, nonostante l’allentamento delle tensioni geopolitiche
Il Brent sale oggi del 5,02%

Il petrolio Brent (XBR) è balzato oggi del 5,02% grazie a una forte ripresa della propensione al rischio, anche se la recente riduzione delle tensioni geopolitiche ha pesato sul sentiment generale del mercato. Il rialzo incontra dei limiti: l’asset scambia al di sotto sia della media mobile a 20 giorni sia di quella a 50 giorni e sta testando una resistenza chiave al rialzo.

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XBR previsione del prezzo
24H 2.43%
103,02 $
48H 2.21%
102,8 $
7D 2.74%
103,34 $
1M 11.96%
112,61 $
3M 7.57%
108,19 $
6M 51.23%
152,11 $
12M 47.88%
148,74 $
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Punti chiave

  • Il Brent è sceso di oltre il 20% dal massimo di fine ottobre, toccando il minimo da due mesi, dopo che le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno ridotto i premi per il rischio geopolitico.
  • Il 4 novembre si è verificato il maggior calo giornaliero da maggio, mentre gli operatori di mercato rivalutavano le tensioni legate all’Iran.
  • L’analisi tecnica indica che il Brent resta sotto pressione nel breve e medio periodo, con un range previsto a cinque giorni compreso tra $87,84 e $108,68 e una probabilità del 71% di ulteriori ribassi.

Il calo del petrolio accelera: le elezioni USA allentano il premio per il rischio geopolitico

I prezzi internazionali del petrolio sono scesi bruscamente dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in cui i Democratici hanno conquistato sia la Camera dei rappresentanti sia il Senato, spingendo gli operatori di mercato a prevedere premi per il rischio geopolitico più bassi, in particolare quelli legati alle tensioni con l’Iran. Il Brent è sceso di oltre il 20% rispetto al massimo di fine ottobre, toccando il livello più basso da oltre due mesi. Secondo quanto riportato, il 4 novembre il Brent ha registrato il maggior calo giornaliero da maggio.

Anton Kharitonov, esperto di Traders Union, osserva che il rimbalzo del Brent del 5,02% si verifica nonostante l’indebolimento del premio per il rischio geopolitico e prima di una resistenza importante. Sottolinea che l’asset non è riuscito a recuperare né la media mobile a 20 giorni né quella a 50 giorni, segnale di vulnerabilità. Il sentiment macroeconomico resta fragile dopo i recenti sviluppi politici e il forte calo da ottobre. Gli indicatori tecnici suggeriscono indecisione e la pressione di vendita non si è ancora esaurita in modo netto. «Se il Brent non riuscirà a mantenersi sopra un supporto chiave, il rischio di una ripresa dei ribassi sarà significativo; consiglio prudenza a chi acquista in ritardo», afferma Kharitonov.
Viktoras Karapetjanc, esperto di Traders Union, mantiene una visione costruttiva sulla struttura del Brent nonostante le recenti correzioni. Sottolinea che il segnale rialzista di lungo periodo dato dalle medie mobili a 50 e 200 giorni resta intatto. Le notizie recenti hanno ridotto i premi per il rischio, ma ciò potrebbe favorire un rinnovato interesse degli acquirenti se le condizioni macroeconomiche si stabilizzassero. La volatilità offre opportunità agli operatori attivi. «Il Brent continua a offrire valide opportunità per un proseguimento al rialzo se supera la resistenza a $103,89; in questo scenario mi aspetto ulteriori rialzi», afferma Karapetjanc.
Jainam Mehta, strategist di mercato, considera l’attuale range del Brent un terreno di scontro tra l’indebolimento della spinta ribassista e forti rimbalzi guidati dagli eventi. L’analista rileva segnali contrastanti su MACD, RSI e Stochastic RSI, a conferma dell’incertezza. Mehta consiglia ai trader tattici di osservare un breakout o un test fallito del supporto intorno a $98,25. «Un’improvvisa impennata sopra $103,89 potrebbe offrire un’opportunità tattica long, ma sarei pronto a invertire rapidamente la posizione se il momentum si fermasse», consiglia.

La pressione tecnica persiste, mentre i segnali di ipervenduto indicano un possibile rimbalzo

XBR/USD scambia al di sotto sia della media mobile a 20 giorni ($109,58) sia di quella a 50 giorni ($103,89), evidenziando il persistere della pressione nel breve e medio periodo, ma resta sopra la media mobile a 200 giorni ($95,67), che fornisce supporto nel lungo periodo. La resistenza immediata è a $103,89, mentre il supporto si trova vicino al massimo odierno, a $98,25. L’allineamento di lungo periodo delle medie a 50 e 200 giorni resta rialzista. I segnali di momentum sono contrastanti: il MACD è neutrale, l’ADX indica una propensione alla vendita e l’RSI è neutrale, mentre lo Stochastic RSI e il CCI si trovano entrambi in zona di ipervenduto, suggerendo un possibile esaurimento delle vendite e un eventuale rimbalzo. Nell’intraday, secondo il BBP negativo, i venditori restano dominanti, ma l’elevata volatilità e il marcato rialzo dei prezzi mostrano un forte interesse all’acquisto in prossimità della resistenza.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che i rischi geopolitici e la volatilità continuavano a influenzare i mercati petroliferi, in un contesto di persistente incertezza sulle tensioni in Medio Oriente e sulle interruzioni delle forniture. Ora, con la convergenza dei livelli tecnici e segnali di momentum contrastanti, i trader dovrebbero monitorare attentamente un movimento deciso sopra $103,89 o sotto $87,84, che potrebbe rappresentare il prossimo catalizzatore per la direzione del Brent.

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