Il Bitcoin crolla a 65.000 dollari: il mercato si blocca mentre cerca di toccare il fondo
Il 5 febbraio 2026, un'ondata di panic selling ha travolto il mercato delle criptovalute, con il Bitcoin come epicentro. Il valore della principale valuta digitale è crollato a 65.000 dollari, segnando un calo di oltre l'11% in 24 ore.
In evidenza
- Il Bitcoin è crollato a 65.000 dollari, perdendo quasi il 48% del suo valore dal picco storico di 126.000 dollari.
- Liquidazioni massicce di 775 milioni di dollari da parte dei trader e deflussi record dagli ETF hanno fatto precipitare il mercato in uno stato di estrema paura.
- Gli analisti suggeriscono che è possibile un ulteriore calo verso i 40.000 dollari, nonostante gli "HODLers" mantengano la fiducia nella ripresa a lungo termine.
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Questo incidente è servito a ricordare la volatilità intrinseca dell'asset, dato che i prezzi attuali rappresentano appena la metà del massimo storico di oltre 126.000 dollari registrato lo scorso ottobre. I minimi intraday intorno ai 65.700 dollari confermano la gravità della correzione, che ha di fatto cancellato i guadagni di un anno per molti investitori.
Capitolazione dei trader e deflusso istituzionale
Il rapido calo dei prezzi ha innescato un effetto domino sulle piattaforme di trading, scatenando una cascata di liquidazioni forzate sulle posizioni a margine per un totale di 775 milioni di dollari. La situazione è ulteriormente aggravata da un massiccio esodo di capitali istituzionali, con gli ETF spot che hanno perso circa 1,5 miliardi di dollari in una sola settimana. Di conseguenza, la capitalizzazione di mercato totale del settore si è ridotta di centinaia di miliardi di dollari, mentre l'indice di paura e avidità si è prevedibilmente spostato nella zona di "paura estrema".Tempesta macroeconomica e crisi di fiducia
La comunità analitica attribuisce l'attuale crollo a una combinazione di fattori, tra i quali spicca il deleveraging su larga scala, ovvero l'eliminazione della leva finanziaria in eccesso sul mercato dopo un rally prolungato. Un'ulteriore pressione proviene dalla debolezza globale degli asset a rischio, tra cui il settore tecnologico e il mercato dell'argento. In mezzo alle turbolenze macroeconomiche, il Bitcoin ha temporaneamente perso il suo ruolo di "bene rifugio", costringendo molti operatori di mercato a rivalutare le proprie strategie di protezione del capitale.Prospettive nebbiose e ottimismo storico
Le prospettive per il futuro movimento dei prezzi rimangono incerte. Mentre la zona dei 60.000 dollari funge da supporto immediato, gli esperti di CoinShares e CryptoQuant non escludono un calo nella fascia 40.000-55.000 dollari nel peggiore dei casi. In particolare, sulla piattaforma Polymarket, gli investitori avevano previsto una probabilità superiore all'80% che i prezzi scendessero al di sotto dei livelli attuali già prima dell'inizio del crollo.Ciononostante, i detentori a lungo termine rimangono tranquilli, ricordando i precedenti cicli di mercato in cui l'asset ha sempre raggiunto nuovi massimi dopo profonde correzioni.
In precedenza abbiamo riferito che il Bitcoin è sceso sotto i 67.000 dollari a causa dei deflussi dagli ETF spot.
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