Il candidato alla presidenza della Corea del Sud propone di creare una stablecoin nazionale
Il leader del Partito Democratico della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha proposto la creazione di una stablecoin legata al won coreano nel tentativo di prevenire i deflussi di capitale e rafforzare la sovranità finanziaria.
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Intervenendo a un recente forum politico, Lee ha sostenuto che una stablecoin denominata in won ridurrebbe la dipendenza da asset digitali emessi all'estero come Tether (USDT) e USD Coin (USDC), che dominano i mercati cripto nazionali, riporta Cointelegraph.
La legge sudcoreana attualmente vieta l'emissione di stablecoin locali, lasciando che gli scambi dipendano da token sostenuti da dollari. Secondo un rapporto del The Korea Herald, gli scambi di criptovalute nel Paese hanno registrato 56,8 trilioni di won (40,8 miliardi di dollari) di deflussi tra gennaio e marzo 2025, quasi la metà dei quali legati alle stablecoin basate sul dollaro.
La politica sulle criptovalute emerge come tema elettorale chiave
La proposta di Lee fa parte di una più ampia agenda favorevole alle criptovalute in vista del prossimo importante ciclo elettorale della Corea del Sud. Il leader del Partito Democratico ha anche chiesto di legalizzare gli ETF di criptovalute a pronti e di consentire agli operatori istituzionali - tra cui il Fondo Pensione Nazionale - di investire in asset digitali secondo criteri di stabilità definiti.
Il suo avversario, Kim Moon-soo del People Power Party, ha espresso un sostegno simile agli ETF, segnalando uno slancio bipartisan a favore delle riforme in materia di criptovalute. Lee sostiene inoltre l'implementazione di un quadro di monitoraggio integrato e la riduzione delle commissioni di transazione per migliorare la sorveglianza e l'accessibilità del mercato.
Gli economisti lanciano un allarme sui rischi delle stablecoin
Nonostante il sostegno politico, la proposta di Lee sulle stablecoin ha suscitato la preoccupazione di alcuni esperti finanziari. Shin Bo-sung del Korea Capital Market Institute ha avvertito che le stablecoin potrebbero espandere l'offerta di moneta al di fuori del controllo della banca centrale. "Le monete stabili sono essenzialmente un'altra forma di banca, che crea denaro dal nulla", ha ammonito, sottolineando il rischio di compromettere la politica monetaria.
I critici sostengono che il trasferimento del potere monetario agli emittenti privati di stablecoin potrebbe mettere in discussione la capacità della Banca di Corea di gestire l'inflazione e la liquidità. Tuttavia, Lee sostiene che un quadro di riferimento sostenuto dal governo potrebbe offrire delle salvaguardie, mantenendo la ricchezza nazionale all'interno del paese. Mentre il dibattito politico prosegue, la politica della Corea del Sud in materia di asset digitali sembra destinata a subire cambiamenti significativi nei prossimi mesi.
Recentemente abbiamo scritto che la Corea del Sud potrebbe essere pronta a seguire l'esempio di Hong Kong nel legalizzare i fondi negoziati in borsa (ETF) di Bitcoin, mentre i principali candidati alla presidenza segnalano il loro sostegno all'adozione istituzionale delle criptovalute.
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