Coinbase e OKX puntano alle pensioni australiane con offerte di criptovalute
L'industria australiana del risparmio pensionistico sta diventando una nuova arena per l'adozione delle criptovalute, con il lancio da parte dei principali exchange Coinbase e OKX di servizi rivolti ai Self-Managed Superannuation Funds (SMSF). Questo passo posiziona il bacino pensionistico di 2.800 miliardi di dollari del Paese - uno dei più grandi al mondo - come potenziale porta d'ingresso per gli investimenti istituzionali in asset digitali.
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Gli SMSF guidano la prima adozione
Gli SMSF, che consentono agli individui di gestire direttamente i propri risparmi previdenziali, sono emersi come la principale piattaforma per i prodotti legati alle criptovalute, come riporta Bloomberg. Questi fondi rappresentano circa un quarto del sistema pensionistico australiano e detengono già circa 1,7 miliardi di dollari australiani in asset digitali, con un aumento di sette volte dal 2021. Secondo John O'Loghlen, amministratore delegato di Coinbase per l'Asia-Pacifico, più di 500 investitori si sono iscritti al prossimo servizio SMSF della società, con l'80% che intende creare nuovi fondi e il 77% che intende allocare fino a 100.000 dollari australiani in criptovalute.
OKX ha già lanciato un prodotto simile e ha registrato una domanda superiore alle aspettative. L'amministratore delegato australiano Kate Cooper ha sottolineato che il servizio si integra con commercialisti e consulenti legali per semplificare la creazione di fondi. Entrambe le piattaforme si aspettano che l'interesse continui a crescere, in particolare tra gli investitori più giovani che stanno istituendo prima gli SMSF e allocando in misura massiccia Bitcoin ed Ethereum.
Driver generazionali e strategici
Gli analisti sottolineano che l'aumento delle criptovalute negli SMSF riflette due tendenze principali: un cambiamento generazionale nelle preferenze di investimento e la ricerca di diversificazione in un ambiente a basso rendimento. I Millennials e la Gen Z sono i principali promotori della creazione di SMSF, mentre i Baby Boomers stanno aggiungendo sempre più cripto su consiglio dei loro figli. Il Bitcoin, che costituisce circa il 70% delle partecipazioni in criptovalute degli SMSF, è considerato da alcuni fiduciari come una copertura contro l'inflazione e la volatilità globale.
Deloitte prevede che il sistema di superannuation australiano raggiungerà 11.200 miliardi di dollari australiani entro il 2043, sottolineando l'importanza del settore. Con 3,2 miliardi di dollari che affluiscono settimanalmente nel sistema, gli scambi vedono nei fondi pensione un punto di ingresso cruciale per l'adozione istituzionale delle criptovalute.
Una maggiore sorveglianza da parte delle autorità di regolamentazione
Nonostante lo slancio, le autorità di regolamentazione rimangono caute. L'Australian Securities and Investments Commission (ASIC) ha avvertito che le criptovalute sono altamente volatili e un'esposizione eccessiva potrebbe portare a perdite significative, invitando gli investitori a rivolgersi a un professionista. L'AUSTRAC, l'autorità di regolamentazione dei crimini finanziari del Paese, ha intensificato la vigilanza sugli exchange non conformi, richiedendo di recente all'unità locale di Binance di nominare un revisore esterno.
L'Ufficio delle imposte australiano ha anche ricordato agli investitori che lo scopo principale della superannuation è quello di garantire un reddito per una pensione dignitosa, non la speculazione. Se la criptovaluta diventerà un elemento permanente del sistema pensionistico dipenderà dalla capacità del settore di bilanciare l'innovazione con la rigorosa conformità e la stabilità finanziaria a lungo termine.
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