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Mentre le principali società di mining riconvertono la propria capacità per l'intelligenza artificiale, i governi stanno adottando l'approccio opposto. Per le imprese, il mining di Bitcoin sta diventando un modello meno prevedibile a causa dell'aumento dei costi. Per le nazioni, tuttavia, il mining si sta trasformando in uno strumento di politica energetica, sviluppo industriale e partecipazione all'economia Bitcoin.
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Uno degli esempi più recenti dell'interesse governativo per il mining è l'Oman. Enegix Global ha recentemente dichiarato di essere stata selezionata per supportare Omanhash.om, la mining pool nazionale del Sultanato. Il progetto sarà sviluppato insieme a Frontier Technologies, con sede in Oman, che opera nel settore blockchain e Web3.
Omanhash.om si posiziona come la pool ufficiale e obbligatoria per le società di mining autorizzate nel paese. Si prevede che Enegix Global fornirà l'infrastruttura tecnologica e di liquidità del progetto, mentre il modello stesso opererà all'interno di un quadro normativo approvato.
Normalmente, le aziende possono scegliere una pool in base alle commissioni, alla stabilità dei pagamenti, ai termini tecnici e ad altri parametri. Nel caso dell'Oman, i partecipanti autorizzati ricevono effettivamente un unico punto di accesso al mining legato alla regolamentazione statale. Questa struttura conferisce alle autorità un maggiore controllo sull'hash rate locale e sull'attività degli operatori.
Il mining come risorsa statale
L'Oman non è l'unico paese che cerca di integrare il mining nella propria politica economica. In Uzbekistan, il presidente Shavkat Mirziyoyev ha firmato un decreto che istituisce la zona speciale Besqala Mining Valley nel Karakalpakstan. I residenti della zona potranno minare cripto-asset utilizzando energia da fonti rinnovabili e saranno esenti da tasse e imposte fino al 1° gennaio 2035.
Invece del carico fiscale standard, le società trasferiranno ogni mese l'1% delle loro entrate attraverso un organismo speciale. I cripto-asset minati possono essere venduti o scambiati sia su piattaforme nazionali che estere, ma i proventi devono essere depositati in conti presso banche uzbeke. Ai miner sarà inoltre consentito costruire serre vicino ai loro impianti per utilizzare il calore in eccesso generato dalle apparecchiature.
Negli Stati Uniti, l'interesse per il mining sta assumendo la forma di politica industriale. I senatori Bill Cassidy e Cynthia Lummis hanno presentato il Mined in America Act, volto a sviluppare la produzione nazionale di apparecchiature per il mining di Bitcoin. Il disegno di legge propone una certificazione volontaria per miner e pool, mentre i partecipanti al programma eliminerebbero gradualmente i dispositivi prodotti da società collegate ad "avversari stranieri".
Per gli Stati Uniti, la questione non riguarda solo il mining in sé, ma anche il controllo sulla catena di approvvigionamento. Secondo i sostenitori dell'iniziativa, circa il 97% dei dispositivi ASIC è prodotto dalle cinesi Bitmain e MicroBT. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti rappresentano il 37,5% dell'hash rate globale di Bitcoin. Il disegno di legge è legato anche all'idea di una riserva strategica di Bitcoin e alla creazione di un ciclo chiuso: dalla produzione di apparecchiature al mining e all'accumulo di BTC.
Un altro esempio è il Bhutan. Il paese mina Bitcoin attraverso il braccio di investimento statale Druk Holding & Investments, utilizzando l'accesso a energia idroelettrica a basso costo. Questo approccio gli consente di evitare l'acquisto di BTC direttamente sul mercato e di costruire invece riserve attraverso la propria infrastruttura energetica. Secondo Bitcoin Treasuries, il Bhutan detiene attualmente 4973 BTC.
Sullo sfondo dell'interesse governativo per il mining, alcune grandi aziende si stanno muovendo nella direzione opposta. Dopo l'halving del 2024, l'aumento della difficoltà della rete e i maggiori costi operativi, il mining di Bitcoin è diventato un modello di business meno prevedibile per i miner quotati in borsa. Di conseguenza, stanno utilizzando sempre più i loro siti, l'accesso all'elettricità e l'infrastruttura ingegneristica per l'IA e il calcolo ad alte prestazioni.
Uno degli esempi più notevoli è Bitfarms. La società ha registrato una perdita netta di 284,5 milioni di dollari per il 2025, nonostante i ricavi siano aumentati del 72% a 229 milioni di dollari. Dopo la pubblicazione del rapporto, le azioni Bitfarms sono salite del 6,6%, poiché gli investitori hanno risposto positivamente alla sua svolta verso l'infrastruttura IA e ai piani per costruire un data center con una capacità fino a 2,2 GW in Nord America.
MARA Holdings sta inoltre espandendo la sua direzione IA attraverso l'infrastruttura energetica. Nel suo rapporto per il primo trimestre del 2026, la società ha reso nota la vendita di circa 20.880 BTC per circa 1,5 miliardi di dollari, con parte dei proventi destinati al riacquisto di obbligazioni di debito, alla riduzione di una linea di credito e al finanziamento dell'acquisizione di Long Ridge Energy & Power.
Altri miner, tra cui Iris Energy, Cipher Mining e Riot Platforms, stanno seguendo una logica simile. Le aziende non stanno necessariamente abbandonando del tutto il mining di Bitcoin, ma vedono sempre più il mining come uno dei possibili utilizzi della capacità energetica piuttosto che come il loro unico modello di business.
Di conseguenza, il mining si sta sviluppando sempre più lungo due percorsi diversi. Per le aziende private, sta diventando uno dei vari modi per monetizzare l'infrastruttura, insieme all'IA e ai data center. Per i governi, il mining di Bitcoin rimane un modo per utilizzare le risorse energetiche, sviluppare l'industria locale, controllare l'hash rate e ottenere l'accesso ai BTC senza acquisti diretti sul mercato.
Ciò non significa che le imprese abbandoneranno completamente il mining o che i governi prenderanno il loro posto. Piuttosto, l'industria si sta dividendo in due logiche: le aziende scelgono l'uso più redditizio della loro capacità, mentre i paesi usano il mining come strumento di politica a lungo termine. Nei prossimi anni, la concorrenza nel settore non sarà quindi limitata all'elettricità a basso costo. La regolamentazione, la produzione di apparecchiature, l'accesso alle infrastrutture e il controllo sui flussi di hash rate diventeranno sempre più importanti.