Francia, debito pubblico in crescita aumenta i rischi per conti e mercati

Francia, debito pubblico in crescita aumenta i rischi per conti e mercati
Debito Francia sotto pressione

La debolezza dell'economia francese si accompagna a un livello di debito pubblico che continua a sollevare interrogativi sulla sostenibilità dei conti dello Stato. Il quadro delineato segnala una crescita inferiore a quella di altri grandi Paesi europei e una vulnerabilità finanziaria che può riflettersi sul mercato dei titoli sovrani.

Punti chiave

  • Il debito pubblico francese ha raggiunto 3.595 miliardi di euro, pari al 119% del PIL, con deficit al 5,7%, entrambi superiori alla media europea.
  • Il Fondo Monetario prevede per la Francia una crescita solo dello 0,4% nel 2026 e debito al 128% del PIL entro il 2030, con investimenti e consumi privati frenati dalla sfiducia.
  • Oltre il 60% del debito francese è detenuto da investitori esteri, tra cui hedge fund e fondi speculativi, esponendo i titoli a maggiore vulnerabilità a crisi di fiducia e volatilità di mercato.

Crescita debole e debito in peggioramento

Come riportato da Teleborsa, l'ultima Ecopillola dell'economista Andrea Ferretti esamina la situazione economica francese mettendo al centro il rallentamento del PIL e la dinamica del debito pubblico. Secondo il Fondo monetario, la Francia cresce solo dello 0,4% nel 2026, ben al di sotto della media dell'Eurozona, indicata all'1,1%, e anche sotto Italia, allo 0,8%, e Germania, all'1,3%.

Le previsioni per il 2027 restano poco favorevoli e indicano una crescita francese intorno allo 0,6-0,7%. In questo contesto, la sfiducia diffusa nella capacità della politica di gestire la situazione economica finisce per frenare gli investimenti e comprimere i consumi privati.

Il nodo principale riguarda però il debito pubblico, arrivato a 3.595 miliardi di euro, pari a circa il 119% del PIL. L'analisi lo definisce pernicioso non soltanto per la sua dimensione, ma perché appare privo di freni, sostenuto da deficit elevati, difficile da ridurre sul piano politico e sociale, oltre che esposto a tensioni di mercato.

Pressioni sui conti pubblici e riflessi sui mercati

Secondo l'analisi, il debito francese resta su una traiettoria ascendente e il Fondo monetario lo vede al 128% del PIL entro il 2030, mentre per l'Italia viene indicato un percorso più controllato con una prevista discesa dal 2028. A pesare è anche un deficit del 5,7% del PIL, superiore a quello delle altre grandi economie europee e sopra il livello italiano, collocato tra il 2,9% e il 3%.

L'aumento dei tassi in funzione anti-inflazionistica accresce inoltre la spesa per interessi, contribuendo ad alimentare ulteriormente il debito. Ferretti sottolinea anche la rigidità della spesa primaria francese, la più elevata in Europa, e osserva che una drastica riduzione della spesa pubblica, indicata come via di riequilibrio, si scontra con l'attuale quadro sociale e politico del Paese.

Un ulteriore fattore di rischio riguarda la composizione dei detentori del debito: oltre il 60% è in mani straniere e dal 2022 si rafforza la presenza di fondi speculativi e hedge fund. Questa struttura rende i titoli francesi più vulnerabili a crisi di fiducia e ad attacchi speculativi, in un contesto già segnato da recenti declassamenti del merito di credito e dall'allargamento dello spread sui decennali.

Nel nostro precedente articolo sul debito pubblico italiano in lieve calo a 3.200,8 miliardi ad agosto abbiamo analizzato i dati provvisori della Banca d’Italia, evidenziando come la riduzione mensile sia avvenuta nonostante un fabbisogno di finanziamento positivo grazie all’uso della liquidità del Tesoro e ai rimborsi netti di titoli a medio-lungo termine. Abbiamo inoltre messo a fuoco la composizione dei detentori, con l’aumento della quota in mano a investitori esteri e la riduzione delle consistenze della Banca d’Italia, elementi che aiutano a leggere anche le sensibilità dei mercati sui titoli sovrani.

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