INPS chiarisce l'iter del contributo per l'autoimpiego del Decreto Coesione
Dopo le criticità emerse nell'attuazione del contributo destinato ai giovani disoccupati che avviano un'attività nei settori strategici, l'INPS precisa il quadro operativo della misura. L'istituto segnala che i controlli preventivi sui requisiti, compreso lo stato di disoccupazione e il DURC, stanno rallentando l'esame di una parte delle domande.
Punti chiave
- L'INPS specifica che il contributo del Decreto Coesione spetta ai disoccupati under 35 che avviano attività nei settori high-tech e transizione digitale-ecologica tra luglio 2024 e dicembre 2025.
- La verifica dello stato di disoccupazione, requisito essenziale, avviene tramite dichiarazione sostitutiva del richiedente e successivo controllo incrociato con la banca dati del Ministero del Lavoro.
- Riesami individuali e la necessità di ulteriori accertamenti da parte di diverse amministrazioni stanno rallentando l'erogazione dei contributi, con pagamenti disposti solo dopo la verifica completa dei requisiti.
Verifiche sui requisiti e stato delle domande
Come chiarito da INPS, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, il contributo previsto dall'articolo 21, comma 3, del decreto-legge 60/2024 riguarda i soggetti disoccupati con meno di 35 anni che, tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025, avviano in Italia un'attività imprenditoriale nei settori delle nuove tecnologie e della transizione digitale ed ecologica.La misura rientra nel Programma Nazionale Giovani, donne e lavoro 2021-2027 ed è erogata dall'INPS sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che fornisce gli indirizzi interpretativi per l'applicazione della disciplina. Nella fase istruttoria, l'istituto controlla i dati identificativi dell'impresa o, per i liberi professionisti, l'apertura della partita IVA, l'appartenenza dell'attività alle categorie ammesse e i dati anagrafici del richiedente.
L'INPS sottolinea che l'istruttoria automatizzata non si basa su algoritmi decisionali, ma sulla consultazione di informazioni certificate presenti nelle banche dati disponibili, secondo criteri fissati dalla normativa e dalle indicazioni dell'amministrazione competente. La verifica dello stato occupazionale alla data di avvio dell'attività è considerata un requisito essenziale per accedere al beneficio.
Secondo quanto precisato dalla circolare INPS n. 148 del 28 novembre 2025, lo stato di disoccupazione è attestato tramite dichiarazione sostitutiva resa dal richiedente al momento della domanda. L'istituto verifica poi il requisito consultando la banca dati resa disponibile dal Ministero del Lavoro, indicato come unico soggetto competente a certificare tale condizione.
Riesami, rallentamenti e impatto operativo
A seguito delle incongruenze segnalate dai richiedenti sullo stato di disoccupazione, i funzionari incaricati dei riesami esaminano le singole posizioni e individuano quelle supportate da documentazione idonea. I casi vengono quindi trasmessi alla valutazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali quando è necessario un ulteriore accertamento.L'INPS riferisce inoltre che sono in corso riesami caso per caso anche sulle informazioni ricavate dalle proprie banche dati, con l'obiettivo di verificare le difformità emerse e accogliere progressivamente le domande che superano i controlli. La complessità delle verifiche, soprattutto quando serve una valutazione puntuale da parte di un'altra amministrazione, determina un rallentamento nella chiusura dei procedimenti.
L'istituto assicura che le verifiche sulle pratiche ancora in lavorazione stanno proseguendo e che i pagamenti vengono disposti man mano che arrivano le informazioni mancanti e viene confermata la sussistenza di tutti i requisiti, compreso il Documento Unico di Regolarità Contributiva. Sulle spese ammissibili, tema che resta sotto il controllo del Ministero del Lavoro come Autorità di gestione della misura, sono inoltre disponibili FAQ dedicate.
Nel nostro precedente articolo sull’Assegno unico e universale abbiamo fatto il punto sui dati aggiornati dell’Osservatorio INPS, evidenziando la platea dei beneficiari nel 2026 e l’ammontare complessivo delle erogazioni nei primi mesi dell’anno. L’analisi riportava anche gli importi medi per figlio e la variabilità legata all’ISEE, utile per inquadrare come l’INPS gestisce su larga scala requisiti e pagamenti delle misure di sostegno.
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