Attacchi a borse e portafogli: Perché il 2025 è stato un anno record per i ladri di criptovalute

Attacchi a borse e portafogli: Perché il 2025 è stato un anno record per i ladri di criptovalute
Cosa hanno rubato gli hacker nel 2025 - e come lo hanno fatto

Nel 2025, il settore delle criptovalute ha dovuto affrontare un'altra ondata di attività criminali: da gennaio a dicembre sono stati rubati più di 3,4 miliardi di dollari, con il solo hack di Bybit di febbraio che ha fruttato agli aggressori 1,5 miliardi di dollari. Il cambiamento fondamentale, tuttavia, non è stato solo l'entità delle perdite, ma la trasformazione delle minacce stesse: gli attacchi sono diminuiti, ma sono diventati molto più distruttivi.

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Chi c'è dietro i furti miliardari

Gli analisti di Chainalysis stimano che nel 2025 siano stati rubati circa 3,4 miliardi di dollari in criptovalute. La maggior parte di queste perdite è derivata da una manciata di incidenti importanti che hanno caratterizzato il quadro generale dell'anno. Ciò suggerisce che i moderni hack di criptovalute sono eventi sempre più rari ma catastrofici, piuttosto che un flusso costante di attacchi di medie dimensioni.

L'attore chiave della minaccia rimane la Corea del Nord (DPRK), che ha rappresentato circa il 76% di tutte le compromissioni di servizi di crittografia nel 2025. I gruppi nordcoreani hanno rubato almeno 2 miliardi di dollari, con un aumento del 51% rispetto all'anno precedente, operando con minore frequenza ma con un'efficienza significativamente maggiore.

Gli operatori della RPDC hanno persino sviluppato uno "stile" di riciclaggio distinto. Invece di spostare grosse somme di 1-10 milioni di dollari o più, come fanno molti altri gruppi, dividono i fondi rubati in tranche più piccole, con la maggior parte dei trasferimenti inferiori a 500.000 dollari. Questi fondi vengono poi instradati attraverso i ponti della catena e i servizi di miscelazione. Un ruolo fondamentale è svolto dai servizi in lingua cinese e dalle reti di intermediazione che fungono da "garanti" delle transazioni, aiutando a convertire i beni aggirando i rigidi controlli di conformità. Di conseguenza, il denaro "si dissolve" attraverso le catene e finisce per finire a fornitori meno trasparenti, rendendo più facili le ramificazioni di fiat.

L'hacking di più alto profilo del 2025

Come già osservato, l'elemento caratterizzante dell'anno non sono state decine di attacchi di medio livello, ma alcuni attacchi di dimensioni estremamente grandi. Il caso più esemplificativo è stato l'attacco di febbraio a Bybit, dove circa 1,5 miliardi di dollari in criptovalute - principalmente ETH - sono stati sottratti dall'infrastruttura della borsa. Si è trattato di uno dei più grandi furti nella storia del mercato delle criptovalute.

L'attacco è stato condotto dagli stessi hacker nordcoreani. Non si è trattato di un "blockchain hack" in sé, ma di una compromissione di un punto critico di controllo della gestione degli asset: gli aggressori hanno ottenuto la capacità di firmare legittimamente le transazioni di prelievo, aggirando di fatto i controlli interni e trasformando il trasferimento in quella che sembrava un'operazione autorizzata.

Bybit ha dichiarato pubblicamente che i fondi dei clienti erano al sicuro e che la borsa rimaneva solvibile, il che significa che gli utenti non avrebbero subito perdite. Sebbene la notizia abbia scatenato ansia e un'impennata dei prelievi, la piattaforma ha rapidamente ripristinato le normali operazioni e stabilizzato la situazione.

Chi soffre di più per gli hack

L'anno 2025 sarà ricordato per il cambiamento della "geografia" delle vittime: sempre più spesso sono i singoli utenti, e non i protocolli, a essere attaccati. Il numero di incidenti che hanno coinvolto portafogli personali compromessi è salito a 158.000 in un solo anno, mentre il numero di vittime uniche è almeno raddoppiato rispetto al 2022.

I portafogli personali hanno rappresentato circa il 20% del valore totale rubato nel 2025. Questi furti sono diventati di massa: gli aggressori hanno preso di mira un numero maggiore di persone, mentre la perdita media per vittima è diminuita. In pratica, questo avviene più spesso sotto forma di phishing, falsi siti web ed estensioni del browser, truffe di "assistenza clienti" nei messenger e schemi di firma di transazioni dannose: attacchi in cui gli errori dell'utente contano più delle vulnerabilità del codice.

Solana si distingue in particolare: per il numero di utenti colpiti, è diventato uno degli obiettivi più importanti, con decine di migliaia di compromissioni del portafoglio registrate. Il motivo non è la debolezza della sicurezza, ma la scala di utilizzo del retail: molti portafogli attivi, applicazioni popolari, un'alta percentuale di nuovi arrivati e flussi di interazione veloci in cui gli utenti sono più propensi a firmare transazioni con il pilota automatico.

Come stanno cambiando le minacce - e cosa fare al riguardo

La criminalità in criptovaluta ha raggiunto un nuovo livello nel 2025. Da un lato, il settore deve affrontare attacchi rari ma massicci da parte di attori sostenuti dallo Stato come la RPDC; dall'altro, furti diffusi da parte degli utenti comuni. I rischi non si limitano più ai protocolli vulnerabili o ai servizi poco sicuri: nel mirino ci sono sia le grandi piattaforme centralizzate che i singoli portafogli.

A livello di servizi, la minaccia principale rimane la compromissione dei processi di accesso e di gestione degli asset: un singolo attacco riuscito alle chiavi o ai firmatari può comportare perdite di centinaia di milioni di dollari. Per gli utenti, i rischi principali sono il phishing e l'ingegneria sociale. Poiché i criminali si affidano sempre più alla scala, la sicurezza dipende meno dalla complessità della blockchain e più dall'igiene digitale di base.

Guardando al 2026, la protezione delle criptovalute continuerà a spostarsi verso la prevenzione: portafogli hardware per l'archiviazione a lungo termine, suddivisione delle attività su più indirizzi, evitare link ed estensioni sospette e rivedere attentamente le transazioni e le autorizzazioni. Per il settore nel suo complesso, questo significa un monitoraggio più intenso, controlli di accesso più severi e una risposta più rapida agli incidenti. La lezione del 2025 è chiara: le minacce sono in aumento, ma la maggior parte di esse può essere ridotta in modo significativo se la sicurezza non viene trattata come un'astrazione, ma come una pratica quotidiana.

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