Triade normativa: Il Congresso degli Stati Uniti definisce le nuove regole del mercato delle criptovalute

Triade normativa: Il Congresso degli Stati Uniti definisce le nuove regole del mercato delle criptovalute
La Camera degli Stati Uniti approva tre proposte di legge sulle criptovalute, segnalando un cambiamento normativo su monete stabili, asset digitali e CBDC.

La scorsa settimana negli Stati Uniti è accaduto qualcosa che il settore degli asset digitali aspettava da oltre un decennio. La Camera dei Rappresentanti ha approvato tre importanti proposte di legge relative alle criptovalute: il GENIUS Act, il CLARITY Act e l'Anti-CBDC Surveillance State Act. Queste iniziative, ognuna delle quali ha ricevuto diversi livelli di sostegno, segnano il primo tentativo completo di formalizzare la posizione degli Stati Uniti nei confronti delle monete stabili, degli asset digitali e di una banca centrale digitale (CBDC).

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

A prima vista, ogni legge ha un obiettivo distinto. Ma nel loro insieme rappresentano uno sforzo coordinato per legittimare le soluzioni del settore privato, chiarire le responsabilità degli emittenti e contrastare gli sforzi del governo per incorporare un dollaro digitale centralizzato nel sistema finanziario.

Il 19 luglio, il Presidente Donald Trump ha firmato la legge GENIUS, diventando così il primo atto legislativo sulla regolamentazione delle stablecoin nella storia degli Stati Uniti. Gli altri due - il CLARITY Act e l'Anti-CBDC Act - sono ancora in attesa di essere esaminati dal Senato.

Legge GENIUS: Le monete stabili come infrastruttura pubblica

Il GENIUS Act ha ricevuto il sostegno più forte alla Camera - 308 voti a favore, di cui 102 dei Democratici. Il disegno di legge stabilisce un quadro giuridico per l'emissione di stablecoin negli Stati Uniti, richiede entità indipendenti per gestire l'emissione di token, vieta le stablecoin con interessi e introduce la responsabilità penale per le emissioni non garantite.

Una disposizione chiave prende di mira i monopoli: le principali aziende tecnologiche e le banche devono creare filiali legalmente separate per emettere stablecoin garantite da dollari. Questa cosiddetta "clausola Libra" è una risposta diretta al progetto fallito di Meta sulle stablecoin. Questi emittenti saranno inoltre soggetti a controlli antitrust e dovranno ottenere l'approvazione di un comitato di supervisione guidato dal Tesoro con potere di veto.

Circle ha sostenuto apertamente la proposta di legge, definendola una vittoria sia per i consumatori che per lo status globale del dollaro americano. Il Chief Strategy Officer dell'azienda, Dante Disparte, ha dichiarato che il GENIUS Act codifica efficacemente il modello di business che Circle segue da anni. Tether, da parte sua, ha annunciato piani per conformarsi al nuovo regime come emittente straniero, tra cui verifiche delle riserve e il potenziale lancio di una stablecoin separata orientata agli Stati Uniti.

Il divieto sulle stablecoin con rendimento ha suscitato critiche all'interno della comunità DeFi. Ironicamente, però, potrebbe alimentare una rinascita dei protocolli decentralizzati. Se i token dello strato di base non generano più rendimenti, è probabile che gli utenti li cerchino altrove, ovvero nell'ecosistema DeFi di Ethereum. Gli analisti prevedono già una "estate 2.0 della DeFi", facendo un parallelo con l'ultimo boom dell'attività on-chain guidata dalle stablecoin.

Legge sulla chiarezza: Definizione come protezione

Il secondo disegno di legge - il CLARITY Act - è passato con un sostegno leggermente inferiore ma comunque significativo (294 voti a favore, di cui 78 dei Democratici). Il suo obiettivo principale è quello di fornire una chiara definizione legale di ciò che costituisce un asset digitale e di determinarne la natura: se si tratta di un titolo, di una merce o di un ibrido. Si tratta di una risposta a lungo attesa ad anni di ambiguità normativa, durante i quali la SEC e la CFTC si sono scontrate anche pubblicamente e le società di criptovaluta hanno lottato per ottenere classificazioni ufficiali per i loro prodotti.

È probabile che la legge subisca ulteriori modifiche al Senato, dove il sostegno dei Democratici è più debole. Tuttavia, anche nella sua forma attuale, invia un messaggio forte: negli Stati Uniti, gli asset digitali non esisteranno più in una zona grigia dal punto di vista legale - sono ora sulla strada del riconoscimento ufficiale. Questo potrebbe sbloccare una crescita istituzionale latente non solo nella DeFi, ma anche nel Web3, nei fondi tokenizzati e nelle obbligazioni digitali.

Legge anti-CBDC: Lo Stato non è l'emittente

La terza e più inaspettata proposta di legge - l'Anti-CBDC Surveillance State Act - è passata con uno stretto margine (219 a 210), con un sostegno democratico praticamente nullo. Il disegno di legge vieta esplicitamente alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale della banca centrale (CBDC) senza l'approvazione del Congresso. L'argomentazione dei repubblicani è chiara: il CBDC rappresenta una minaccia per la privacy, consente il controllo delle transazioni e rischia di dare vita a un "sistema di credito sociale di tipo cinese".

Per la comunità delle criptovalute, questo potrebbe essere il segnale più importante di tutti: gli Stati Uniti non solo stanno legittimando l'innovazione finanziaria privata, ma stanno anche limitando attivamente la capacità del governo di costruire un'alternativa centralizzata. Dal 2020 al 2022, le preoccupazioni per un dollaro digitale hanno suscitato un serio dibattito. Ora, questo scetticismo è diventato parte della politica ufficiale.

Cosa significa questo per il mercato?

Soprattutto, segnala un cambiamento di clima. Gli Stati Uniti puntano ancora una volta a guidare l'innovazione, senza soffocarla. L'ambiente sta diventando più prevedibile: ci sono regole, ci sono standard e c'è spazio per l'iniziativa privata. Allo stesso tempo, si apre una nuova fase di competizione tra le monete stabili centralizzate, le piattaforme decentralizzate e le banche tradizionali, che non possono più semplicemente inserirsi in questa nuova infrastruttura senza rispettare la legge.

Questa triade normativa è più di un insieme di atti legislativi. È una presa di posizione politica: gli Stati Uniti scelgono un'Internet finanziaria costruita sui diritti, non un monopolio digitale controllato dallo Stato. La vera domanda ora è: chi sarà il primo a raccogliere la sfida sul mercato?

Questo materiale può contenere opinioni di terze parti, nessuno dei dati e delle informazioni su questa pagina web costituisce consulenza sugli investimenti secondo il nostro Disclaimer. Sebbene aderiamo a una rigorosa Integrità Editoriale, questo post può contenere riferimenti a prodotti dei nostri partner.