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La società di custodia di criptovalute BitGo, che gestisce asset per 90 miliardi di dollari, ha presentato domanda di IPO. Il suo debutto alla Borsa di New York promette di essere un punto di svolta per il settore delle criptovalute. L'incognita principale è se questo evento aggiungerà trasparenza e fiducia al mercato o se diventerà una prova di resistenza.
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È emblematico il fatto che, sotto la sigla BTGO, la società sarà portata sul mercato da Goldman Sachs e Citi. Se in precedenza il coinvolgimento delle banche d'investimento in tali iniziative si limitava a una cauta consulenza o a prodotti sperimentali, ora il loro ruolo sta diventando molto più attivo. Questo fattore rafforza l'impressione che il settore delle criptovalute si stia finalmente integrando nella finanza tradizionale.
Tuttavia, dietro l'aumento dei ricavi si nascondono dettagli preoccupanti: l'utile netto per lo stesso periodo è sceso di oltre la metà - da 30,9 milioni di dollari a 12,6 milioni di dollari - indicando un calo della redditività. Ciò potrebbe far pensare che l'espansione dell'attività sia accompagnata da un forte aumento degli oneri finanziari. Tra le aree più costose vi sono la conformità ai nuovi requisiti normativi, il supporto legale, la sicurezza informatica, l'infrastruttura tecnologica e la gestione del rischio.
Questi costi sono una fase naturale per un'azienda che si sta trasformando da una startup a un attore sistemico con una base di clienti globale. Tuttavia, proprio questa dinamica sarà sottoposta a un attento esame da parte degli investitori dopo l'IPO: vorranno sapere se BitGo è in grado di mantenere i tassi di crescita senza un'ulteriore erosione della redditività, o se la società diventerà ostaggio delle proprie ambizioni e delle richieste esterne. In definitiva, la questione della resistenza del modello di business di BitGo sarà uno dei fattori chiave nella valutazione del titolo.
L'assetto proprietario è oggetto di dibattito. L'amministratore delegato Mike Belshe manterrà una partecipazione di controllo attraverso le azioni di classe B, ognuna delle quali dispone di 15 voti. Formalmente, ciò rende BitGo una "società controllata" secondo le regole del NYSE, anche se il management ha dichiarato che non intende avvalersi dei privilegi associati a tale status.
Meccanismi di questo tipo non sono nuovi: colossi tecnologici come Meta e Alphabet li utilizzano per consentire ai fondatori di mantenere il controllo sui loro progetti. Ma nel settore delle criptovalute, dove la fiducia nel management è particolarmente sensibile, questo potrebbe attirare critiche.
"Quando si parla di società pubbliche, la trasparenza e la responsabilità nei confronti degli azionisti devono essere al primo posto", ha osservato Warren Buffett in una delle sue colonne.
Questo può essere interpretato in due modi. Da un lato, lo status di società pubblica crea davvero fiducia - le IPO comportano una due diligence, la divulgazione di informazioni e la supervisione della SEC. Dall'altro lato, l'esperienza passata dimostra che le società pubbliche di criptovalute come Coinbase sono soggette a un esame molto più attento da parte delle autorità di regolamentazione e degli investitori. Le loro relazioni mettono in luce le vulnerabilità del settore, mentre l'andamento delle loro azioni diventa un barometro del sentimento nel mondo delle criptovalute.
Il cofondatore e CEO Mike Belshe ha osservato a febbraio che:
"Un'IPO aiuta le società di criptovalute a creare fiducia negli asset digitali".
Secondo lui, la supervisione della SEC e i processi di due diligence creano una base per la stabilità a lungo termine e l'affidabilità della reputazione.
Allo stesso tempo, la quotazione in borsa non comporta solo vantaggi ma anche rischi. Oltre a ottenere l'accesso a capitali relativamente economici, l'azienda dovrà affrontare un controllo costante da parte di investitori e analisti, che trasformeranno ogni fluttuazione dei risultati in una pressione sul management. Le regolari relazioni trimestrali, la dipendenza dalle condizioni di mercato e le aspettative di crescita continua degli azionisti potrebbero diventare una sfida seria. Per un depositario di criptovalute il cui valore fondamentale è la fiducia e la stabilità, questa "corsa alla sopravvivenza" potrebbe diventare una fonte di vulnerabilità.
L'IPO di BitGo non deve essere vista come un evento di routine. È un test cruciale per l'intero settore delle criptovalute: può un'azienda costruita sulla fiducia negli asset digitali resistere alle pressioni del mercato pubblico? Per alcuni si tratta di un passo verso la maturità e l'istituzionalizzazione. Per altri, è il rischio che il settore delle criptovalute stia provando prematuramente un abito fatto su misura per il vecchio mondo della finanza.