Il Nasdaq Composite è colpito dal crollo dei titoli dell'AI, mentre la guidance di Oracle scuote gli investitori

Il Nasdaq Composite è colpito dal crollo dei titoli dell'AI, mentre la guidance di Oracle scuote gli investitori
Il Nasdaq Composite ha toccato quota 23.705

Il Nasdaq Composite Index ha registrato un'impennata dello 0,95%, raggiungendo un massimo di cinque settimane a 23.705 mercoledì, in seguito alla decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse. Il rally è stato alimentato dal calo dei rendimenti del Tesoro americano e da un'ondata iniziale di ottimismo dopo la conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell. Tuttavia, lo slancio ha perso vigore poco dopo che l'indice ha superato il livello di 23.700 e si è ritirato per assestarsi vicino a 23.650 alla fine della sessione.

In evidenza

  • Il Nasdaq Composite ha toccato quota 23.705 prima di invertire la rotta, dato che i commenti di Powell hanno ridotto le aspettative di ulteriori tagli.
  • L'allarme sulle spese di Oracle ha innescato la debolezza del settore tecnologico, mettendo sotto pressione i titoli dell'AI in tutta la sessione premarket di giovedì.
  • I futures del Nasdaq si sono ripresi dall'EMA a 20 giorni dopo essere scesi dell'1,5% nel premercato.

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La flessione riflette una rivalutazione del messaggio più ampio della Fed. Sebbene il taglio dei tassi fosse ampiamente previsto, il tono di Powell ha segnalato una possibile pausa in ulteriori riduzioni, riducendo le aspettative di un percorso monetario più accomodante. In particolare, Powell ha sottolineato che il mercato del lavoro presenta significativi rischi di ribasso e ha suggerito che la Fed non intende inasprire ulteriormente le condizioni a scapito della creazione di posti di lavoro. Gli operatori di mercato si sono adeguati di conseguenza, valutando ora una probabilità del 78% di mantenere i tassi alla prossima riunione politica.

Dinamica dei prezzi del Nasdaq (dicembre 2025). Fonte: Tradingview

Nella sessione premercato di giovedì, i futures del Nasdaq Composite hanno subito un brusco calo dell'1,5% o di 390 punti, scendendo ai minimi di sette giorni, cancellando i guadagni precedenti e spingendo brevemente la performance mensile in territorio negativo. Il calo è stato aggravato dalle deludenti indicazioni di Oracle. L'azienda ha previsto un aumento della spesa annuale di 15 miliardi di dollari, provocando un brusco calo dell'11,4% nel premercato. Ciò ha riacceso le preoccupazioni degli investitori circa l'eccessiva espansione del settore dell'intelligenza artificiale.

La debolezza stagionale e la pressione sui titoli dell'intelligenza artificiale pesano sul sentiment del Nasdaq, che è un settore tecnologico

L'effetto del calo di Oracle si è propagato a tutto il settore tecnologico. Nvidia e Broadcom sono scese entrambe dell'1,7%, mentre Microsoft e Amazon sono scivolate dello 0,7% ciascuna. CoreWeave è scesa del 3%, rafforzando il più ampio ribasso dei titoli legati all'AI. Queste perdite hanno coinciso con le tendenze stagionali, in quanto dicembre inizia spesso con una situazione di debolezza prima che le ultime due settimane diano forza al posizionamento di fine anno, noto come "rally di Babbo Natale".

Nonostante lo scivolone mattutino, i futures del Nasdaq sono rimbalzati dall'EMA a 20 giorni, recuperando circa lo 0,8% o 200 punti, a metà seduta. Questo supporto tecnico ha contribuito a mantenere l'indice in territorio positivo per il mese. Inoltre, la decisione della Fed di iniziare ad acquistare 40 miliardi di dollari di buoni del Tesoro a partire dal 12 dicembre potrebbe fornire un sostegno alla liquidità. Questa mossa di gestione delle riserve, che arriva poco dopo la fine del programma di restringimento quantitativo della Fed, ha l'obiettivo di mantenere ampie riserve nel sistema bancario e potrebbe offrire una spinta alle azioni nel breve termine.

In una recente analisi, abbiamo discusso di come il Nasdaq Composite abbia scambiato tra 23.450 e 23.700 prima del segnale politico della Fed. L'aumento della domanda di aste di Treasury ha lasciato intendere una maggiore liquidità che potrebbe far salire i titoli azionari.

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