Previsioni sul prezzo dell'argento: XAG/USD in sordina vicino a $76 dopo un'impennata del 5% sulle notizie del Venezuela
Il prezzo dell'argento è scambiato vicino ai 76 dollari l'oncia durante la sessione europea di lunedì 5 gennaio, mantenendosi stabile dopo un forte aumento del 5% nella sessione asiatica da 72,5 a 76 dollari. L'impennata del prezzo è stata guidata dalle rinnovate tensioni geopolitiche in seguito alle notizie di una cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Questo titolo ha reintrodotto la domanda di beni rifugio nel mercato e ha fatto salire l'argento in modo deciso prima che la volatilità si appiattisse.
In evidenza
- L'argento balza del 5% a 76 dollari grazie alle tensioni in Venezuela che innescano un'impennata della domanda di beni rifugio
- L'intervallo 70-78 dollari regge mentre il mercato digerisce la brusca correzione dai massimi storici di 84 dollari
- Gli operatori guardano alla crisi del Venezuela e ai dati PMI per confermare la tendenza al breakout o al pullback
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Il picco arriva durante una fase di consolidamento di tre giorni iniziata dopo il brusco calo dell'argento dal suo massimo storico di 84 dollari a fine dicembre. Quel crollo è stata una delle correzioni più aggressive del 2025, con l'argento che è sceso del 16% in una sola sessione a causa delle prese di profitto dopo mesi di guadagni sostenuti. Il livello di 70 dollari ha rappresentato un solido pavimento psicologico, contenendo il crollo e ancorando l'attuale intervallo di consolidamento tra 70 e 78 dollari.

Dinamica del prezzo dell'argento (ottobre 2025 - gennaio 2026). Fonte: Tradingview
Nonostante la ritirata di fine anno, l'argento ha chiuso dicembre a 71,5 dollari, registrando un guadagno mensile del 26%. Si è trattato della performance mensile più forte dell'anno, a coronamento di un periodo rialzista di otto mesi che ha definito il rally dell'argento nel 2025. Tuttavia, il recente consolidamento di tre sedute ha visto un consistente calo del volume di scambi giornalieri, suggerendo l'indecisione degli investitori o il riposizionamento del portafoglio in vista dei catalizzatori dell'inizio del 2026.
Il rischio Venezuela e i dati dell'ISM possono decidere se l'argento recupererà lo slancio rialzista
Tecnicamente, l'argento sta lottando per rompere il limite superiore di questo consolidamento vicino a 78 dollari. Il prezzo non è riuscito ad estendersi al di là di questa fascia anche dopo l'impennata del 5% di oggi. Ciò suggerisce che, sebbene il titolo geopolitico abbia suscitato interesse, i partecipanti al mercato attendono una conferma o un seguito dai dati economici o da ulteriori sviluppi politici.
L'attenzione si sposta ora su due fattori critici. Il primo è l'evolversi della situazione tra Stati Uniti e Venezuela, che potrebbe influenzare i flussi di beni rifugio se la crisi dovesse aggravarsi. In secondo luogo, i dati del PMI manifatturiero degli Stati Uniti, previsti per la sessione di lunedì a New York, potrebbero influenzare le aspettative sulla domanda industriale di argento. I trader osserveranno la reazione del mercato a entrambi gli sviluppi per determinare se l'argento potrà sostenere i guadagni o ritirarsi verso la parte bassa del suo range.
La zona compresa tra 76 e 78 dollari funge ora da resistenza a breve termine. Un breakout confermato al di sopra dei 78 dollari potrebbe riattivare lo slancio rialzista, mentre un'eventuale mancata tenuta al di sopra dei 72,5 dollari potrebbe portare a un nuovo test della soglia dei 70 dollari.
In una recente analisi, abbiamo discusso di come l'argento sia crollato del 10% dal suo massimo storico, mentre i trader hanno prenotato rapidamente i profitti. L'RSI a 87 ha mostrato un mercato sovraccarico, mentre i tagli e le tensioni della Fed hanno sostenuto le prospettive.
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