Baykar Piaggio Aerospace aumenta il budget a 159 milioni in Liguria

Baykar Piaggio Aerospace aumenta il budget a 159 milioni in Liguria
Budget record in Liguria

Baykar Piaggio Aerospace ha presentato ai sindacati un aggiornamento del proprio piano industriale 2026-2028 durante un incontro nello stabilimento di Villanova d’Albenga, secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore. L’azienda, guidata dall’amministratore delegato Giovanni Tomassini nominato dalla nuova proprietà turca nel luglio 2025, prevede anche nuove assunzioni e un rafforzamento degli investimenti tra motori, velivoli e attività di customer service.

In evidenza

  • Baykar Piaggio Aerospace aumenta il budget 2026-2028 a 159 milioni di euro, con 49 milioni aggiuntivi rispetto alle previsioni iniziali e 25 milioni destinati agli investimenti.
  • Le consegne di velivoli sono pianificate in crescita: 5 unità nel 2026, 8 nel 2027 e 9 nel 2029, con ordini già finalizzati o imminenti.
  • L'azienda valuta partnership e potenziamento di magazzini negli Stati Uniti per l'after market e customer service, puntando a competitività e presenza internazionale.

Piano 2026-2028, investimenti e produzione

Il budget complessivo indicato per il triennio 2026-2028 sale a 159 milioni di euro, includendo una variazione positiva di 49 milioni rispetto alle previsioni iniziali, come riportano i sindacati. La Fim-Cisl Liguria precisa che nel budget sono compresi 25 milioni di investimenti. La ripartizione indicata dal sindacato è di 13 milioni per i motori, 6 milioni per i velivoli, 4 milioni per lo stabilimento e 1 milione per after market e customer service. A questi si aggiungono ulteriori 10 milioni destinati alle parti di ricambio sul customer service.

Sul fronte produttivo, le linee del piano prevedono la realizzazione di 5 velivoli nel 2026, oltre a 2 velivoli in fase di consegna. Nel 2027 i velivoli in consegna dovrebbero essere 8 e nel 2029 9, secondo quanto riportato dalle rappresentanze dei lavoratori. Il sindacato indica che le consegne programmate risultano coperte da ordini già finalizzati o in procinto di firma. L’azienda punta così a dare continuità alla pipeline industriale e a consolidare la visibilità sul portafoglio ordini.

Motori, after market e aperture verso gli Usa

Nell’area motori, secondo quanto riferito dal sindacato, l’impegno prevede il consolidamento delle attività già avviate e parallelamente la ricerca di nuovi ordini. In particolare vengono citati contatti o opportunità con Safran e Honeywell. La strategia indicata mira a sostenere i volumi e a diversificare le commesse lungo il triennio. Per la componente industriale, l’obiettivo è rafforzare la capacità di attrazione su programmi e clienti internazionali.

Per after market e customer service, la traiettoria delineata prevede un avanzamento con attenzione al mercato americano. Il sindacato riferisce che l’azienda valuta accordi con centri di manutenzione negli Stati Uniti e la disponibilità di magazzino in loco. La logica operativa è accorciare tempi e distanza con i clienti finali, migliorando l’efficienza del supporto. L’iniziativa punta anche a rendere più competitiva la fornitura di ricambi e servizi a valle della vendita.

Organico, assunzioni e relazioni industriali

Baykar Piaggio conta attualmente 678 dipendenti complessivi, secondo i numeri comunicati ai sindacati. La distribuzione indicata è di 520 addetti a Villanova d’Albenga, 141 a Genova e 17 a Pratica di Mare, a Roma. Entro la fine del 2026 è previsto l’inserimento di 32 nuove risorse. Tra queste, sono citati 8 tra dirigenti e impiegati a Villanova d’Albenga e 9 operai specializzati a Roma.

Sul fronte delle relazioni industriali, è già fissato un passaggio negoziale legato al contratto integrativo. Martedì 10 marzo è previsto presso l’Unione industriali di Savona il primo incontro dedicato al tema. Il confronto si inserisce nel contesto di un piano triennale che combina investimenti, crescita delle attività e rafforzamento dell’organico. Per il territorio, le indicazioni su assunzioni e investimenti rappresentano i principali driver di impatto nel breve periodo.

In un nostro precedente aggiornamento abbiamo riportato la posizione della Liguria nel confronto sulla futura politica di coesione Ue, con l’opposizione all’ipotesi di una regia nazionale nella gestione dei fondi Fesr per il ciclo 2028-2034. Nell’articolo venivano richiamati i dati di avanzamento e di erogazione delle risorse e la linea comune con altre Regioni del Nordovest per difendere una governance regionale, ritenuta più rapida ed efficace per sostenere investimenti e competitività delle imprese.

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