Export italiano, nuovi rischi su energia e rotte dopo la crisi in Medio Oriente
Il Sole 24 Ore reports that le prospettive di crescita sui mercati esteri per la manifattura italiana si stanno complicando oltre il tema dei dazi, con l’energia e la sicurezza delle rotte commerciali tornate al centro delle valutazioni. L’allarme emerge dal Rapporto di Confindustria “Esportare la Dolce Vita”, presentato a Prato, in cui l’associazione industriale lega l’attuale instabilità in Medio Oriente a nuove incognite per l’export, in particolare nelle produzioni di fascia alta.
In evidenza
- Italian export prospects face heightened risk after the Middle East crisis, impacting energy supplies and security of global trade routes, states Confindustria.
- Confindustria quantifies the 'Bello e Ben Fatto' segment at 170 miliardi with potential growth of nearly 30, but warns of increasing and unpredictable obstacles.
- Uncertain US tariffs and energy price shocks add new pressures on production costs and supply chains, undermining high-end Made in Italy growth despite the Mercosur agreement.
Rapporto Confindustria e scenario di rischio
La soddisfazione delle imprese per la decisione di Bruxelles di adottare in via provvisoria l’accordo di libero scambio con l’area del Mercosur, secondo il testo, è stata rapidamente oscurata dalla crisi in Medio Oriente. Lo shock viene descritto come un fattore che si allarga all’energia e alla sicurezza delle rotte commerciali. In questo quadro, le prospettive di crescita internazionale della manifattura italiana risultano più esposte. Il tema, evidenzia Confindustria nel rapporto, colpisce in modo trasversale anche la fascia alta di gamma.Prato e la Toscana nel perimetro del “bello e ben fatto”
La presentazione del rapporto a Prato viene spiegata come una scelta legata al ruolo del distretto, indicato tra quelli chiave del tessile nazionale. Per le produzioni considerate, viene richiamata anche la rilevanza dell’intera Toscana, tra pelle, calzature, gioielleria, nautica e alimentare. Il perimetro del “Bello e Ben Fatto” è definito un asset centrale del Made in Italy. Confindustria quantifica l’area in 170 miliardi allo stato attuale e indica una crescita potenziale di quasi 30. Le potenzialità, tuttavia, devono ora confrontarsi con ostacoli più numerosi e più imprevedibili.Dazi Usa incerti e pressione sui prezzi energetici
Il testo segnala che tra i nuovi ostacoli rientrano dazi “incerti” negli Stati Uniti, insieme a un Medio Oriente in fiamme. A questi elementi si aggiungono shock rilevanti sui prezzi dell’energia, che possono riflettersi sui costi di produzione e sui margini lungo la filiera. La combinazione tra rischio geopolitico e volatilità energetica incide anche sulla continuità logistica, in particolare per merci di valore e per catene di fornitura sensibili ai tempi di consegna. In questo contesto, l’accordo con il Mercosur resta un elemento positivo, ma viene rappresentato come non sufficiente a compensare le nuove vulnerabilità. L’insieme dei fattori, secondo la lettura proposta nel rapporto, mette sotto pressione la traiettoria di crescita internazionale del Made in Italy di fascia alta.In precedenza abbiamo riportato il forte arretramento dei mercati azionari europei legato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha spinto gli investitori a ridurre l’esposizione agli asset di rischio. Nel nostro articolo venivano evidenziati anche la corsa ai beni rifugio, le pressioni su settori come banche, assicurazioni e turismo, e i timori di ulteriori effetti su energia e catene di approvvigionamento.
- Forex
- Crypto