Il prezzo dell'oro si stabilizza intorno ai 5.075 dollari, poiché i rendimenti più elevati limitano il seguito.

Il prezzo dell'oro si stabilizza intorno ai 5.075 dollari, poiché i rendimenti più elevati limitano il seguito.
L'oro si è ritirato dai massimi iniziali del 5 marzo

L'oro (XAU/USD) è salito mercoledì 4 marzo 2026, recuperando parte del forte ribasso di martedì. Il rinnovato rischio di conflitto in Medio Oriente ha riportato gli acquisti difensivi sul mercato, con il metallo spot che ha scambiato vicino a 5.180 dollari, mentre il contesto macro più ampio è rimasto incerto.

In evidenza

  • L'oro spot è stato scambiato vicino a 5.076 dollari dopo un precedente rialzo a circa 5.195 dollari.
  • I futures sull'oro statunitense hanno oscillato vicino a 5.085 dollari, indicando una ripresa dopo il rimbalzo di mercoledì.
  • Il rendimento del Tesoro a 10 anni si è spinto fino a circa il 4,14%, mentre l'indice del dollaro è salito vicino a 99.

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L'oro è tornato in una fase di oscillazione dopo aver fallito nel tentativo di mantenere i guadagni vicino a 5.200 dollari. La giornata di scambi è passata da circa 5.055 a 5.195 dollari prima che i venditori si appoggiassero di nuovo al mercato, segno che i rialzi sono ancora caratterizzati da prese di profitto piuttosto che da un seguito netto.

Il livello grafico più vicino è la fascia compresa tra i 5.050 e i 5.100 dollari, che si è trasformata nella prima zona che gli acquirenti devono difendere per mantenere ordinato il pullback. Una tenuta costante di questa fascia manterrebbe il mercato in modalità range trade, mentre una rottura netta riporterebbe i 5.000 dollari sulla mappa.

Sul fronte opposto, 5.200 dollari rimangono il primo ostacolo che necessita di una chiusura decisiva per cambiare il tono. Se l'oro riuscirà a recuperare quest'area, si riaprirà la porta verso la precedente regione compresa tra i 5.380 e i 5.400 dollari, che ha segnato l'ultima impennata.

Dinamica del prezzo dell'oro (gennaio-febbraio 2026). Fonte: TradingView: TradingView.

Il rischio di guerra sostiene le offerte, ma l'inflazione e i tassi complicano il commercio

Le tensioni in Medio Oriente hanno mantenuto la domanda di oro come bene rifugio, aiutando gli acquirenti ad entrare in borsa anche dopo che i prezzi si sono allontanati dai massimi di sessione. Allo stesso tempo, i prezzi del petrolio più elevati hanno mantenuto in gioco le preoccupazioni sull'inflazione, rendendo gli investitori meno fiduciosi di un rapido calo dei tassi. Questo è importante per l'oro, perché i rendimenti più elevati aumentano il costo di detenere un bene che non paga interessi.

Gli operatori guardano anche ai prossimi aggiornamenti sui posti di lavoro negli Stati Uniti e alla decisione della Fed più avanti nel mese di marzo, osservando se i dati continueranno a spingere i rendimenti verso l'alto.Due strade da percorrere: 5.100 dollari diventano la linea della sabbia

Se le tensioni in Medio Oriente continueranno a spingere la domanda di beni rifugio e i rendimenti smetteranno di salire, l'oro potrebbe stabilizzarsi al di sopra dei 5.050-5.100 dollari e tornare verso i 5.200 dollari, aiutato da un eventuale ammorbidimento del dollaro.

Se i rendimenti continueranno a salire e il dollaro rimarrà in rialzo, i rimbalzi potrebbero svanire di nuovo sotto i 5.200 dollari e il mercato potrebbe scivolare verso i 5.000 dollari. I trader dovrebbero rimanere agili e reagire rapidamente ai titoli macro.

Il mercato dell'oro sembra ancora un braccio di ferro. I titoli dei conflitti continuano a mettere un pavimento sotto l'oro, mentre i rendimenti elevati rendono più difficile l'estensione dei rally senza nuovo carburante.

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