Italia avvia il 2026 con produzione industriale in calo

Italia avvia il 2026 con produzione industriale in calo
Industria giù nel 2026

Il 2026 si apre con un arretramento della manifattura italiana, secondo i dati diffusi da Istat, mentre le stime macroeconomiche più recenti di Cerved incorporano un quadro di incertezza legato alle tensioni geopolitiche e al rischio di energia più cara. La combinazione tra debolezza della produzione e scenari di crescita rivisti al ribasso alimenta timori su consumi, export e ricavi aziendali nei prossimi trimestri.

In evidenza

  • Italia registra a gennaio 2026 una produzione industriale in calo dello 0,6% sia su base mensile sia annua, con contrazioni diffuse tra i principali comparti.
  • I settori chimica e tessile abbigliamento flettono rispettivamente di oltre sette e quasi quattro punti annui, mentre la produzione di autoveicoli rimbalza del 29% ma resta 22 punti sotto i livelli 2021.
  • Cerved prevede rischi per crescita (+0,3%), consumi (+0,2%), export (-0,8%) e ricavi aziendali in flessione a causa di caro-energia e clima economico negativo.

Dati Istat, calo diffuso a gennaio

La produzione industriale segna una partenza in rosso nel 2026, con gennaio in flessione dello 0,6% sia su base mensile sia tendenziale, secondo Istat, come riporta Il Sole 24 Ore. La contrazione è descritta come corale, anche se mitigata dalla crescita dell’energia. La debolezza colpisce soprattutto i beni di consumo, in calo di quasi quattro punti su base annua, e i beni intermedi, in discesa di oltre un punto e mezzo. Tra i comparti spiccano il calo di oltre sette punti della chimica e quello di quasi quattro del tessile abbigliamento.

Autoveicoli in rimbalzo, ma sotto i livelli 2021

A sostenere parzialmente il quadro c’è il rimbalzo degli autoveicoli, che trascina al rialzo i mezzi di trasporto. Il settore risulta in progresso annuo del 29%, ma il confronto è influenzato dal gennaio 2024, quando la produzione nazionale era crollata di quasi 40 punti. Nonostante la risalita, l’indice destagionalizzato degli autoveicoli resta a quota 78. Il livello rimane quindi 22 punti sotto il parametro del 2021 indicato come riferimento.

Scenario Cerved, rischi da caro-energia su crescita e ricavi

Il clima economico resta negativo, come segnalano le stime realizzate dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. Nelle previsioni diffuse da Cerved, una crisi prolungata con il prezzo del greggio stabilmente sopra i livelli dello scorso anno avrebbe ricadute estese sull’economia nazionale. In questo scenario si ipotizza una crescita di appena tre decimali, con consumi interni in sostanziale stagnazione (+0,2%) e export in calo (-0,8%). La combinazione si tradurrebbe in un’inversione di rotta dei ricavi aziendali, attesi in discesa, seppure limitata, sia quest’anno sia il prossimo, insieme a un nuovo aumento dell’inflazione per l’effetto trascinamento del caro-energia, quasi un punto oltre il valore programmato dal Mef.

In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo riportato la quota italiana nell’operazione internazionale di sblocco delle scorte petrolifere, decisa per contenere la volatilità dei prezzi e tutelare la sicurezza degli approvvigionamenti. Il Mase aveva indicato un rilascio di 9,966 milioni di barili nelle settimane successive, in un contesto segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dal monitoraggio dell’UE sull’evoluzione dei rischi energetici.

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