Pirelli verso una revisione della governance, attese decisioni sul golden power

Pirelli verso una revisione della governance, attese decisioni sul golden power
Pirelli e golden power

Il confronto tra soci italiani e primo azionista cinese torna al centro del dossier Pirelli, con una possibile soluzione nelle prossime settimane e ricadute operative sul mercato statunitense. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha detto che la questione va valutata anche alla luce della normativa sul golden power, per consentire al gruppo di operare senza limitazioni nei mercati di riferimento, inclusi gli Usa.

In evidenza

  • Pirelli affronta decisioni cruciali sulla governance entro il 15 aprile dopo le audizioni dell'Ufficio Golden Power e il mancato rinnovo del patto parasociale.
  • Camfin, con il 25,5% e intenzionata a salire al 29,9%, spinge per ridurre il peso di Sinochem (34%), mentre fra le ipotesi si valuta anche un blind trust.
  • Le regole USA sui veicoli connessi, efficaci dal 17 marzo 2026, potrebbero penalizzare la CyberTech di Pirelli e influenzare le strategie dei produttori auto per il 2027.

Iter golden power e calendario decisionale

Pirelli si avvicina a un passaggio chiave dopo il mancato rinnovo del patto parasociale tra i principali azionisti, in scadenza a maggio, comunicato il 30 gennaio. Inoltre, secondo quanto riferisce Il Sole 24 Ore, lunedì sono previste le audizioni davanti all’Ufficio Golden Power della Presidenza del Consiglio dei tre protagonisti della vicenda. Dopo le audizioni, è probabile che servano alcune settimane per individuare un punto di equilibrio, con una decisione attesa entro il 15 aprile. Il termine è legato ai 75 giorni a disposizione del procedimento golden power a partire dalla notifica, tenendo conto anche dei tempi necessari per ascoltare tutte le parti.

Nodi tra azionisti e opzioni sul tavolo

Da tempo è in corso un braccio di ferro sulla governance tra i soci italiani, guidati da Marco Tronchetti Provera, e il primo azionista Sinochem. Pirelli teme che le nuove normative statunitensi sulle tecnologie cyber possano penalizzare l’uso della propria tecnologia CyberTech sul mercato americano a causa della presenza del socio cinese nell’azionariato. Camfin, che detiene il 25,5% e punta al 29,9%, spinge per un ridimensionamento dell’azionista cinese, mentre Sinochem, forte del 34%, si mostrerebbe disponibile solo a soluzioni non definitive per mantenere il primato. Tra le ipotesi in esame figura anche un blind trust in cui conferire le quote di Sinochem.

Impatto su mercato Usa e governance societaria

Il dossier si intreccia con l’evoluzione delle regole Usa sui veicoli connessi e sulle tecnologie cyber, che potrebbe influenzare le scelte dei costruttori e dei fornitori nei prossimi mesi. Dal 17 marzo 2026 verranno mappate le società con azionisti cinesi rilevanti a quella data, passaggio che potrà incidere sulle decisioni dei produttori auto in vista dei modelli del 2027. In questo contesto, Urso ha sottolineato l’interesse comune dei soci a garantire che Pirelli, azienda di rilevanza nazionale, continui a operare con successo senza limitazioni nei mercati di riferimento. In attesa degli esiti procedurali, Pirelli ha rinviato il consiglio di amministrazione per l’approvazione del progetto di bilancio 2025 e la convocazione dell’assemblea: la riunione si terrà giovedì 16 aprile 2026, e non più il 26 marzo, per tener conto delle tempistiche del procedimento golden power.

In precedenza, nella nostra pubblicazione abbiamo riportato l’arretramento della manifattura italiana a inizio 2026, con una produzione industriale in calo secondo Istat e segnali di debolezza diffusi tra i comparti. Avevamo inoltre evidenziato come lo scenario di incertezza, legato alle tensioni geopolitiche e al rischio di energia più cara, possa riflettersi su crescita, consumi, export e ricavi aziendali nei prossimi trimestri.

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