DAX sale del 0,95% mentre l’indice si stabilizza nonostante la predominanza dei venditori e i rischi geopolitici
L’indice DAX (DAX) è attualmente scambiato a $23.670,50, in rialzo dello 0,95% nella giornata. L’indice rimane al di sotto delle sue medie mobili SMA-20 ($24.461,37), SMA-50 ($24.735,77) e SMA-200 ($24.165,02), riflettendo una persistente pressione dei venditori su tutti i principali orizzonti temporali.
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In evidenza
- Il DAX si è stabilizzato dopo un calo del 6% dovuto alle preoccupazioni per il conflitto in Iran e ai prezzi del petrolio vicini ai 100 dollari.
- L'attenzione degli investitori rimane concentrata sui livelli principali dell'indice e sull'impatto dell'aumento dei costi del petrolio sulle previsioni d'inflazione delle aziende tedesche.
- Tecnicamente, il DAX scambia al di sotto delle medie chiave, con gli indicatori di momentum che segnalano una tendenza ribassista e una probabile fase di consolidamento tra $23.300 e $24.200.
DAX segue la volatilità guidata dal petrolio tra il conflitto in Iran e l’attenzione agli utili
All’inizio della settimana, l’indice DAX si è stabilizzato dopo le recenti perdite, mentre l’attenzione resta concentrata sul conflitto in Iran. Il principale indice tedesco ha aperto lunedì a 23.475 punti, salendo dello 0,1%, per poi oscillare intorno al prezzo di chiusura di venerdì, scambiando più recentemente leggermente in calo e mantenendosi stabile vicino a 23.447 punti. Dallo scoppio del conflitto in Iran due settimane fa, il DAX ha perso circa il 6%, con i prezzi del petrolio vicini ai $100 che hanno avuto un ruolo significativo nel determinare i movimenti dell’indice. Nell’ultima settimana, il DAX è sceso di circa 144 punti, chiudendo lo 0,61% più in basso a 23.447 punti. Proseguono le trimestrali delle società a media e piccola capitalizzazione, ma l’attenzione resta sull’indice principale mentre gli investitori monitorano le coperture sul petrolio e le indicazioni sull’inflazione dei costi.
Momentum ribassista confermato mentre il DAX resta sotto i livelli tecnici chiave
Il DAX resta sotto pressione, scambiando al di sotto delle sue medie mobili di breve, medio e lungo termine (SMA-20, SMA-50 e SMA-200). Il livello Ichimoku Kijun a $24.167,65 funge da resistenza immediata. La maggior parte degli indicatori di momentum giornalieri segnala debolezza: il MACD resta in territorio di vendita, l’ADX a 17,54 indica un trend debole, l’RSI si attesta a 36,30, il CCI a –97,02, lo Stoch RSI a 16,52 e il BBP a –242,94 evidenziano condizioni di ipervenduto e il predominio dei venditori. L’Awesome Oscillator è neutrale.
Probabile consolidamento laterale con upside limitato mentre i venditori persistono
Per i prossimi cinque giorni di contrattazione, la banda di volatilità tipica è prevista tra $23.300 e $24.200. La probabilità di un aumento significativo dei prezzi è bassa (meno del 20%), poiché gli indicatori settimanali restano prevalentemente ribassisti o neutri, con solo il MACD-W1 che mostra un segnale di acquisto. Lo scenario di base è una fase di consolidamento all’interno dell’intervallo $23.300 – $24.200, con acquirenti e venditori che trovano un equilibrio. Una chiusura sostenuta sopra $24.200 potrebbe innescare un movimento verso resistenze superiori, ma al momento il momentum tecnico non lo supporta; se $23.300 dovesse essere violato, è probabile che i venditori riprendano il controllo e spingano i prezzi più in basso.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che il calo dei prezzi del petrolio e il miglioramento del sentiment globale avevano aiutato i mercati azionari europei, incluso il DAX, a recuperare dalle flessioni alimentate dalle tensioni geopolitiche. L’attuale stabilizzazione del DAX suggerisce che, sebbene nel breve termine sia probabile una fase di consolidamento, un superamento deciso di $24.200 resta il livello chiave da monitorare per un possibile cambiamento di momentum.
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