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L'argento cala mentre la Federal Reserve mantiene i tassi invariati in mezzo al conflitto in Medio Oriente

L'argento cala mentre la Federal Reserve mantiene i tassi invariati in mezzo al conflitto in Medio Oriente
L'argento scende dell'8,18% a 69,70 dollari oggi

Silver (XAG) è scambiato a $69,70 dopo un calo giornaliero dell’8,18%. L’asset rimane ben al di sotto sia della MA-20 ($83,85) che della MA-50 ($83,39), ma ancora sopra la MA-200 ($64,75), indicando una notevole pressione di vendita sia a breve che a medio termine, mentre il trend rialzista di lungo periodo non si è ancora invertito. L’Ichimoku Kijun (D1) a $86,35 funge da resistenza immediata sopra il livello attuale.

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XAG previsione del prezzo
24H -0.78%
$61.22
48H -0.84%
$61.18
7D -0.97%
$61.1
1M -14.34%
$52.85
3M -9.79%
$55.66
6M 9.3%
$67.44
12M 52.35%
$94
Prezzo attuale: $ 61.7 0.1519 0.25%
Dati in tempo reale 20:52
Intervallo giornaliero 60.86 Arrow from to Icon 63.23
Intervallo settimanale 60.86 Arrow from to Icon 72.00
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In evidenza

  • L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha fatto salire i prezzi del petrolio e le preoccupazioni per l’inflazione, spingendo la Fed a mantenere una posizione di politica hawkish e aumentando la volatilità dei mercati delle materie prime.
  • Un'indagine commerciale degli U.S. su Mexico minaccia di imporre dazi sulle sue esportazioni annuali di 200 milioni di once d’argento, aggravando i tagli alla produzione del 9–11% da parte dei principali minatori messicani e approfondendo un persistente deficit globale di offerta.
  • L'argento viene scambiato al di sotto dei principali livelli tecnici di breve termine, con una forte pressione ribassista, elevata volatilità e una probabile fase di consolidamento all'interno dell'intervallo $66,00–$74,00, a meno che non venga infranto un supporto importante.

Aumento dei rischi geo-economici mentre il conflitto in Medio Oriente e le minacce commerciali alimentano la volatilità

L’escalation del conflitto geopolitico in Medio Oriente, inclusi gli scontri attivi tra Israele, Stati Uniti e Iran, ha introdotto una forte volatilità e rischi inflazionistici, con minacce dirette ai mercati energetici intensificatesi dopo che il capo della sicurezza iraniano Ali Larijani è stato ucciso in un attacco aereo israeliano e l’esercito iraniano ha promesso una dura rappresaglia. La Federal Reserve ha mantenuto una posizione hawkish, lasciando invariati i tassi d’interesse mercoledì in risposta diretta alle persistenti pressioni inflazionistiche e all’instabilità derivante dalla guerra in Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio, limitando la liquidità per gli asset privi di rendimento. Gli U.S. hanno avviato un’indagine ai sensi della Sezione 301 sulla politica commerciale messicana che, se dovesse intensificarsi, prevede un meccanismo formale per l’introduzione di dazi su circa 200 milioni di once di esportazioni annuali di argento dal Messico, il maggior produttore mondiale, con la chiusura della consultazione pubblica fissata al 15 aprile. Le società minerarie messicane, come Fresnillo PLC e First Majestic Silver, hanno rivisto al ribasso le previsioni di produzione del 9-11%, aggravando un deficit globale di offerta che dura da sei anni e aumentando l’incertezza dal lato dell’offerta. Il contesto macro volatile, caratterizzato da mercati del lavoro U.S. stagnanti, costi energetici in aumento e rischio di interruzioni commerciali, ha notevolmente aumentato i rischi geo-economici a breve termine per l’argento.

Il momentum ribassista si intensifica con oscillatori e gap di prezzo che confermano la debolezza

I segnali di Momentum per XAG restano ribassisti, con MACD e ADX che confermano un rafforzamento della tendenza al ribasso. L’RSI è a 36,37, con Stoch RSI giornaliero e CCI entrambi in territorio di ipervenduto (CCI D1: -148,72), e BBP a -2,98, a dimostrazione di una netta dominanza dei venditori nell’intraday. L’Awesome Oscillator supporta il momentum ribassista in corso. L’azione dei prezzi ha mostrato un netto gap ribassista in apertura ($78,03 contro la chiusura precedente di $75,91), con chiusura della sessione vicino ai minimi ($70,12–$78,03), alta volatilità e nessun segnale di stabilizzazione; i segnali tecnici sia dal momentum che dagli oscillatori rafforzano una dinamica marcatamente ribassista.

Scenario laterale: momentum debole scoraggia inversioni rialziste

Nel breve termine, XAG dovrebbe muoversi all’interno di una banda di volatilità a 5 giorni compresa tra $66,00 e $74,00. La probabilità di un aumento dei prezzi è bassa (meno del 20%), poiché solo il MACD settimanale favorisce l’acquisto mentre il momentum giornaliero resta fortemente negativo. Lo scenario di base prevede una fase di consolidamento nel range $66,00 – $74,00, con una possibile inversione rialzista solo in caso di superamento deciso di $74,00 verso la resistenza a $86,35. Una rottura del supporto a $66,00 porterebbe probabilmente a ulteriori ribassi, potenzialmente fino al livello MA-200 vicino a $64,75.

Viktoras Karapetjanc, analista presso Traders Union, ritiene che l’argento stia affrontando una forte pressione di vendita nel breve e medio termine, ma crede che il trend rialzista di lungo periodo rimanga intatto. Sottolinea che i rischi macroeconomici e geopolitici globali — tra cui le crescenti tensioni in Medio Oriente, la politica della Fed e le possibili tariffe sulle esportazioni messicane — sostengono un’elevata volatilità e incertezza per l’argento. Karapetjanc evidenzia che il momentum tecnico resta negativo, mentre i fondamentali dal lato dell’offerta stanno diventando più favorevoli a causa del persistere dei deficit globali. Mantiene una visione costruttiva se il supporto vicino a 66,00 dollari regge, considerando la fase di consolidamento come una base per il prossimo movimento. "Se l’argento riuscirà a stabilizzarsi sopra i 66,00 dollari nonostante il momentum negativo, i cambiamenti nelle dinamiche macroeconomiche e dell’offerta potrebbero alimentare un’inversione rialzista nelle prossime settimane."

In precedenza è stato riportato che l’argento ha affrontato una persistente pressione di vendita a breve e medio termine, guidata da condizioni tecniche di ipervenduto e rischi di ribasso elevati. L’analisi attuale non solo rafforza questa prospettiva ribassista in un contesto di crescenti incertezze geopolitiche e di offerta, ma invita anche i trader a monitorare attentamente il supporto a $66,00, poiché una rottura decisa sotto questo livello potrebbe innescare ulteriori cali accelerati.

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