Secondo il programma Imprenditoria Femminile del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestito da Invitalia, a Novara parte la seconda call nazionale di Brava Innovation Hub, iniziativa che sostiene startup e aziende femminili con un percorso di accelerazione dedicato. Le candidature restano aperte fino al 7 aprile e il bando si inserisce in un progetto finanziato con risorse del PNRR, Next Generation EU. Dopo la prima tappa di Roma, il programma prosegue quindi in Piemonte prima di coinvolgere anche Salerno.
In evidenza
- Novara lancia la call Brava per 10 imprese femminili, selezionate su scala nazionale, con grant da 40.000 euro e 12 settimane di accelerazione.
- Il programma, finanziato dal PNRR e gestito da Invitalia, mira a coinvolgere 30 imprese femminili in tutta Italia con supporto economico e formazione avanzata.
- La precedente call chiusa a Roma il 3 marzo 2026 ha raccolto 118 candidature, evidenziando forte domanda di servizi di accelerazione e formazione manageriale per l'imprenditoria femminile.
Incentivi, requisiti e calendario del programma
La call di Novara è rivolta a imprese costituite da non più di 60 mesi, nelle quali le donne detengono almeno il 50% del capitale sociale e rappresentano la maggioranza dei soci, oppure possiedono almeno il 50% delle quote con prevalenza nei ruoli amministrativi. È prevista inoltre una premialità per le società in cui la componente femminile controlla almeno due terzi del capitale e degli incarichi negli organi di gestione. Il percorso seleziona 10 imprese su scala nazionale per un programma di accelerazione della durata di 12 settimane, in presenza e online.
Le aziende ammesse ricevono un grant da 40 mila euro, oltre 60 ore di mentoring individuale e formazione avanzata su strategia di business, finanza, marketing, comunicazione, aspetti legali e leadership. Il programma offre anche spazi di lavoro dedicati e occasioni di confronto e visibilità. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Tree S.r.l., del gruppo Opinno Italy, Fabrick S.p.A. e SheTech ETS.
Impatto atteso su innovazione e lavoro femminile
Brava Innovation Hub punta ad accompagnare complessivamente 30 imprese femminili attraverso tre programmi di accelerazione distribuiti sul territorio nazionale. La misura rientra in una strategia più ampia che mira a rafforzare la presenza delle donne nel lavoro autonomo e nell'impresa, con attenzione particolare agli ambiti scientifici e tecnologici. Per il territorio di Novara, la tappa rappresenta un'opportunità per attrarre progetti imprenditoriali e competenze da tutto il Paese.
La prima call, chiusa a Roma il 3 marzo 2026, ha raccolto 118 candidature, segnale di una domanda elevata per strumenti di supporto dedicati all'imprenditoria femminile. Il dato indica anche un potenziale bacino di crescita per servizi di accelerazione, formazione manageriale e accesso a risorse finanziarie. In questo quadro, il programma può contribuire a consolidare modelli di business più strutturati e a migliorare la capacità competitiva delle imprese guidate da donne.
Quadro nazionale del progetto finanziato dal PNRR
L'iniziativa fa parte del Programma Imprenditoria Femminile, promosso dal Mimit e gestito da Invitalia. Le risorse arrivano dal PNRR, Next Generation EU, e sostengono interventi pensati per diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne. Il progetto combina contributi economici, formazione e accompagnamento operativo, con l'obiettivo di aumentare la sostenibilità delle nuove imprese.
Nel contesto italiano, strumenti di questo tipo rispondono alla necessità di ampliare la partecipazione femminile nei settori a maggiore contenuto innovativo. L'impostazione nazionale, articolata tra Roma, Novara e Salerno, consente di distribuire il supporto su più ecosistemi locali mantenendo una selezione su scala nazionale. Questo approccio può favorire sia la nascita di nuove iniziative sia la crescita di società già costituite ma ancora in fase iniziale.
In un nostro precedente approfondimento abbiamo ricostruito le stime di Confcommercio su consumi, Pil e inflazione a inizio 2026, evidenziando come il conflitto in Iran possa riaccendere le pressioni sui costi energetici e indebolire la domanda interna. L’analisi indicava un avvio d’anno ancora positivo, ma con il rischio di un peggioramento dello scenario se il petrolio restasse su livelli elevati, con impatti su crescita e prezzi nei mesi successivi.
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