Kfc Italia investe 35 milioni ed espande la rete nel 2026

Kfc Italia investe 35 milioni ed espande la rete nel 2026
Kfc Italia accelera sviluppo

Secondo quanto comunica Kfc Italia attraverso i dati e le dichiarazioni riportate nell'articolo, il gruppo punta nel 2026 a 35 milioni di euro di investimenti, 35 nuove aperture e oltre 800 assunzioni, con ricavi attesi a 281 milioni di euro. Il piano consolida il ruolo dell'Italia come uno dei mercati europei più dinamici per la catena, mentre la rete dovrebbe salire a 185 ristoranti e la base clienti a 36,7 milioni di consumatori. La strategia arriva dopo una chiusura del 2025 in forte crescita e si inserisce in un obiettivo di medio termine che guarda al 2028.

In evidenza

  • Kfc Italia investirà 35 milioni di euro nel 2026 per aprire 35 nuovi ristoranti, creare oltre 800 posti di lavoro e prevedere ricavi in crescita del 22% a 281 milioni di euro.
  • Nel 2025 Kfc Italia chiuderà con ricavi pari a 230,4 milioni di euro (+29% sul 2024), 150 ristoranti (+32%) e 30,5 milioni di clienti serviti (+22%).
  • Entro il 2028 il gruppo punta a 250 ristoranti, circa 390 milioni di euro di fatturato e investirà complessivamente 105 milioni di euro, aumentando la quota di gestione diretta e investimenti digitali.

Piano di espansione, aperture e occupazione

L'anno in corso rappresenta una fase centrale per lo sviluppo della società nel mercato italiano, con un'espansione che combina crescita della rete, investimenti industriali e aumento dell'organico. Kfc Italia prevede di aprire 35 nuovi ristoranti nel 2026 e di superare quota 185 punti vendita complessivi. Il piano comporta oltre 800 nuove assunzioni e sostiene un incremento atteso del giro d'affari del 22% rispetto al 2025, fino a 281 milioni di euro.

La società indica anche un aumento del 20% della base clienti, che dovrebbe raggiungere 36,7 milioni di consumatori. Il programma rafforza il peso dell'Italia nella traiettoria europea del gruppo, in un contesto in cui il mercato locale continua a mostrare tassi di crescita sostenuti. La domanda, secondo il quadro descritto dall'azienda, premia velocità del servizio, accessibilità dell'offerta e maggiore integrazione digitale nell'esperienza di acquisto.

La base del 2025 sostiene il target al 2028

L'espansione del 2026 poggia su risultati 2025 definiti particolarmente solidi dalla società. Kfc Italia chiude il 2025 con ricavi pari a 230,4 milioni di euro, in aumento del 29% sul 2024, mentre i ristoranti attivi raggiungono quota 150, con una crescita del 32%. I clienti serviti salgono a 30,5 milioni, in progresso del 22%, e gli addetti complessivi arrivano a 3.750.

L'amministratore delegato Corrado Cagnola afferma che il 2025 conferma la solidità del modello di sviluppo e la sintonia con l'evoluzione del mercato. La società colloca inoltre il piano annuale in una strategia più ampia che mira a 250 ristoranti e a circa 390 milioni di euro di fatturato entro il 2028. Per sostenere questo percorso, il gruppo prevede investimenti complessivi pari a 105 milioni di euro nel medio periodo.

Più gestione diretta e focus sul digitale

Alla crescita della rete si affianca un'evoluzione del modello operativo, che continua a fare leva sul franchising ma aumenta gradualmente il peso dei locali a gestione diretta. Nel 2025 questi ristoranti rappresentano il 16% della rete e sono destinati a salire progressivamente, con l'obiettivo di rafforzare il controllo operativo e la capacità di testare nuovi format. La presenza dei partner locali resta comunque una componente rilevante dell'espansione sul territorio.

Secondo Cagnola, l'aumento dimensionale è solo una parte del progetto industriale. Il gruppo sta investendo in piattaforme digitali proprietarie per conoscere meglio i clienti e offrire un'esperienza più personalizzata e fluida. Questo orientamento segnala come la competizione nella ristorazione veloce in Italia si giochi sempre più su tecnologia, prodotto ed efficienza dell'esecuzione.

In un nostro precedente approfondimento abbiamo analizzato la carenza di personale in Veneto nel 2025, con una difficoltà di reperimento che coinvolge circa una posizione su due e picchi elevati per diversi profili tecnici e operativi. Abbiamo inoltre evidenziato il ruolo di iniziative come la Talent Week nel mettere in contatto imprese e giovani candidati, insieme al rafforzamento dei percorsi post diploma e all’integrazione tra aziende e strutture formative per ridurre il mismatch.

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