Abi e sindacati sospendono i termini per il rinnovo del contratto bancario fino a luglio

Abi e sindacati sospendono i termini per il rinnovo del contratto bancario fino a luglio
Contratto bancari sospeso

Secondo il verbale di accordo firmato ieri da Abi con Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin, le parti congelano fino al 31 luglio 2026 i termini collegati alla scadenza del contratto nazionale dei bancari, così da aprire il negoziato senza modificare la possibile decorrenza dal 1° aprile 2026 di eventuali intese future. La misura arriva dopo la scadenza del contratto al 31 marzo e punta a dare continuità operativa alle banche mentre i sindacati completano la piattaforma rivendicativa.

In evidenza

  • L'Abi e i sindacati bancari sospendono i termini per il rinnovo del contratto fino al 31 luglio 2024, garantendo stabilità aziendale nel periodo transitorio.
  • Gli effetti degli eventuali nuovi accordi decorreranno dal 1° aprile 2026, mentre restano applicati integralmente i trattamenti previsti dal contratto del 23 novembre 2023.
  • Il fondo per l'occupazione (Foc) prosegue con le attuali modalità fino al 31 marzo 2026 e proseguono i negoziati sul digitale, con incontri fissati al 14 e 28 aprile.

Sospensione tecnica e calendario del negoziato

Il verbale stabilisce che gli incontri svolti entro il 31 luglio di quest'anno si considerano convenzionalmente come se fossero avvenuti entro il 31 marzo 2026, con ogni conseguente effetto. In questo modo le parti si concedono il tempo tecnico per avviare la trattativa sul rinnovo del contratto appena scaduto. Resta però ferma e impregiudicata la decorrenza al 1° aprile 2026 degli effetti di eventuali accordi che dovessero essere raggiunti durante il confronto.

La scelta, secondo quanto emerge dal testo, offre stabilità alle aziende e allo stesso tempo lascia ai sindacati la possibilità di chiedere eventuali arretrati. Il precedente rinnovo aveva portato ai lavoratori bancari un aumento medio di 435 euro. Se nel frattempo non intervengono accordi, la situazione resta quella definita al 31 marzo 2026.

Effetti sul contratto e sulle condizioni di lavoro

La fase che si apre non coincide né con una proroga del vecchio contratto né con un regime di ultrattività. Il verbale precisa infatti che dall'intesa non derivano effetti di proroga o di ultrattività per le disposizioni la cui scadenza è espressamente fissata al 31 marzo 2026. Alle prestazioni lavorative continuano comunque ad applicarsi integralmente i trattamenti economici e normativi previsti dall'ultimo contratto del 23 novembre 2023.

Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, afferma che portare la sospensione dei termini a fine luglio è importante per ascoltare la voce delle lavoratrici e dei lavoratori. Aggiunge che, una volta definita la piattaforma sindacale, saranno convocate assemblee diffuse e rapide perché il rinnovo del contratto nazionale è atteso con forte interesse dalla categoria. Il passaggio segnala che la consultazione interna resta un elemento centrale prima dell'avvio pieno del confronto con Abi.

Fondo per l'occupazione e dossier digitale

Nel verbale le parti prendono atto anche della prosecuzione dell'operatività del Foc, il fondo per l'occupazione. Il fondo continua a funzionare con le modalità di finanziamento e gestione in essere al 31 marzo 2026, in attesa delle definizioni che arriveranno dai prossimi incontri. Questo assicura continuità a uno degli strumenti del settore legati al lavoro.

Proseguono inoltre gli incontri della cabina di regia sul digitale, con due appuntamenti già fissati per il 14 e il 28 aprile. Il tema accompagna la trattativa contrattuale in un momento in cui le banche affrontano trasformazione tecnologica e riorganizzazione operativa. Per il settore, il confronto parallelo su contratto, occupazione e innovazione delinea il quadro negoziale dei prossimi mesi.

In precedenza abbiamo riportato della conversione del sito di Bitdeer a Tydal in un data center AI di nuova generazione, destinato a diventare il più grande della Norvegia. Il progetto evidenziava come operatori nati nel mining stiano riconvertendo infrastrutture e potenza di calcolo verso carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, riducendo l’esposizione alla volatilità del mercato crypto.

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