Cinema italiano, decreto sul tax credit riduce aliquote e introduce tetti di spesa
Lo schema di decreto interministeriale Mic-Mef visionato dal Sole 24 Ore ridefinisce il tax credit per cinema e audiovisivo in un quadro di risorse più limitate, dopo che la legge di Bilancio 2026 ha ridotto la dotazione del Fondo Cinema e audiovisivo e ha introdotto per la prima volta un limite massimo ai crediti d'imposta per la produzione. Il provvedimento, secondo quanto riferito dal sottosegretario al Mic Lucia Borgonzoni al quotidiano, mira a evitare uno stop operativo dopo la chiusura dell'ultima finestra per la distribuzione del tax credit. La revisione sostituisce così un impianto definito aperto con un modello a budget chiuso.
In evidenza
- Il decreto aggiorna il tax credit cancellando lo splafonamento, introduce massimali e riduce le aliquote, ora al 30% per produttori indipendenti e al 20% per non indipendenti.
- Il Fondo Cinema e audiovisivo scende da 700 a 610 milioni di euro nel 2026 e a 500 milioni dal 2027, spingendo a una ricalibrazione degli incentivi fiscali.
- Le associazioni di settore approvano la tempestività del nuovo schema, ma il settore si prepara a minori benefici fiscali e risorse più limitate.
Nuove aliquote e limiti per la produzione
Il testo riscrive il Dm 225/2024, già modificato nel 2025, e interviene soprattutto sul meccanismo di accesso ai crediti per la produzione. La novità centrale è il superamento dello "splafonamento", cioè la possibilità di riconoscere crediti anche oltre i limiti di spesa, ora esclusa. Questa impostazione accompagna l'introduzione di massimali e una riduzione generalizzata delle aliquote.
Per il cinema, il credito scende dal 40% al 30% per i produttori indipendenti e dal 30% al 20% per quelli non indipendenti. Per le opere televisive e web, il credito base passa dal 25% al 20%, mentre quello maggiorato cala dal 35% al 30%. Il taglio riguarda anche documentari, animazione, cortometraggi e videoclip, con aliquote ridotte rispettivamente al 30%, al 35% e al 30%.
Il decreto prevede inoltre riduzioni progressive per le imprese con maggiore capacità produttiva. Le decurtazioni possono arrivare fino a 5 punti per scaglione, rafforzando l'obiettivo di contenimento della spesa pubblica. Il passaggio a un sistema chiuso segna quindi una stretta sia sui livelli del beneficio sia sull'ammontare complessivo riconoscibile.
Risorse ridotte e reazioni del settore
Alla base della revisione c'è la legge di Bilancio 2026, che abbassa la dotazione del Fondo Cinema e audiovisivo da 700 a 610 milioni di euro per il 2026 e a 500 milioni dal 2027. Il ridimensionamento delle risorse spinge il ministero a ricalibrare l'incentivo in modo da allinearlo ai nuovi vincoli finanziari. Il tema delle coperture emerge come fattore decisivo nelle scelte contenute nello schema di decreto.
Borgonzoni afferma al Sole 24 Ore che il testo arriva dopo una lunga concertazione con le associazioni di settore e che l'urgenza era approvare rapidamente le nuove regole. La sottosegretaria sostiene anche di essere convinta che potranno essere recuperati altri finanziamenti. Nella stessa direzione, Anica, Apa e Cna Cinema e Audiovisivo dichiarano a inizio settimana di avere appreso con soddisfazione l'invio del testo da parte del Mic a Mef e Mimit.
La soddisfazione delle associazioni riguarda soprattutto i tempi del provvedimento, ritenuto essenziale per garantire continuità al sistema. Resta però il peso della stretta, che riduce l'intensità dell'aiuto fiscale per più segmenti della filiera audiovisiva. Per il settore, la riforma apre quindi una fase di adattamento a incentivi meno generosi e a una programmazione finanziaria più rigida.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato l’introduzione di un credito d’imposta del 20% per l’acquisto di carburante da parte delle imprese agricole, con una dotazione di 30 milioni di euro e riferito alle spese sostenute nel mese di marzo. La misura, inserita nel pacchetto contro il caro energia, mirava a ridurre i costi di produzione nel settore primario e ad attenuare la trasmissione dei rincari lungo la filiera agroalimentare.
Ultime notizie su Legislation
- Forex
- Crypto