0,19% per Gold mentre la Federal Reserve mantiene una posizione hawkish sui tassi
Gold (XAU) è scambiato a $4.658,53, registrando un aumento giornaliero dello 0,19%. Il prezzo si trova sopra la SMA-20 e la SMA-200 ma resta sotto la SMA-50, riflettendo interesse degli acquirenti nel breve termine, pressione persistente nel medio termine e supporto continuo nel lungo termine.
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In evidenza
- L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz aumentano i rischi di interruzione dell'energia a livello globale, alimentando la domanda di oro come bene rifugio.
- I persistenti alti prezzi del petrolio e le rinnovate minacce di dazi alimentano le preoccupazioni sull'inflazione, spingendo le banche centrali verso politiche hawkish e riducendo le probabilità di tagli dei tassi nel breve termine.
- Gold scambia con supporto degli acquirenti a breve termine e alta volatilità, probabilmente consolidandosi tra $4.470 e $4.760, con una probabilità dell’80% di una breakout al rialzo.
La domanda di beni rifugio aumenta tra rischi geopolitici e inflazionistici crescenti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato una scadenza per attacchi militari alle infrastrutture iraniane dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, aumentando il rischio di un conflitto diretto e di interruzioni nell’approvvigionamento energetico globale. Le minacce di nuovi dazi statunitensi su otto nazioni europee legate alla disputa sulla Groenlandia hanno ulteriormente intensificato l’incertezza macroeconomica e alimentato la domanda di oro come bene rifugio. I prezzi del petrolio costantemente elevati, spinti dalle tensioni in Medio Oriente e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche, hanno suscitato timori di inflazione, spingendo le banche centrali, inclusa la Federal Reserve statunitense, ad adottare posizioni hawkish. Sono stati segnalati sforzi diplomatici per un cessate il fuoco nella guerra in Iran, ma i responsabili politici restano concentrati sulla lotta all’inflazione, riducendo le prospettive di un imminente allentamento dei tassi di interesse. I prezzi di Gold hanno mostrato una volatilità accentuata poiché il mercato rimane sensibile agli eventi geopolitici, alla politica dei tassi della Federal Reserve e ai prezzi elevati dell’energia.
Segnali di momentum divergenti mentre il prezzo si avvicina alla resistenza e mantiene i guadagni
Tecnicamente, l’oro si trova sopra le medie mobili semplici a 20 e 200 giorni, ma sotto quella a 50 giorni, segnalando una forza d’acquisto nel breve termine, pressione ribassista nel medio termine e supporto nel lungo termine. L’Ichimoku Kijun a $4.616,41 funge da supporto immediato. Sul grafico giornaliero, gli indicatori di momentum sono misti: MACD e ADX segnalano ulteriori rischi al ribasso; l’RSI è a 46,26, il CCI mostra un modesto segnale d’acquisto e Stoch RSI è vicino alla zona di ipercomprato ma resta neutrale. Il Bull/Bear Power (BBP) è in ipercomprato, riflettendo la recente forte attività degli acquirenti, mentre la volatilità intraday è moderata e il prezzo si mantiene vicino ai massimi di sessione.
Probabile consolidamento bullish mentre la rottura al rialzo prevale sul rischio ribassista
Per la prossima settimana, si prevede che XAU si muova all’interno di una fascia di volatilità compresa tra $4.470 e $4.760 rispetto ai livelli attuali, con il prezzo attuale vicino al centro di questo intervallo. È alta la probabilità di un movimento al rialzo, mentre uno scenario ribassista appare meno probabile. La visione di base è per un consolidamento dei prezzi tra supporto e resistenza immediati. Una rottura rialzista sopra $4.760 potrebbe aprire la strada a nuovi massimi, mentre una chiusura sotto $4.616 potrebbe innescare cali verso $4.470.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’impostazione tecnica dell’oro rimaneva mista in un contesto di rischio geopolitico elevato e azioni divergenti delle banche centrali, indicando una negoziazione in range e volatilità. La recente escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e le nuove incertezze macroeconomiche hanno intensificato i flussi verso i beni rifugio, rendendo la resistenza a $4.760 un punto di svolta critico per un potenziale slancio rialzista nel breve termine.
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