L'oro scende dopo che la Federal Reserve lascia intendere ulteriori rialzi dei tassi
Gold (XAU) è scambiato a $3990, in calo del 2,92% nella giornata. Il prezzo resta sotto le principali medie mobili chiave a causa di una pressione ribassista costante.
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In evidenza
- L’allentamento delle tensioni tra USA e Iran e la ripresa delle spedizioni di petrolio dallo Stretto di Hormuz hanno eroso la domanda di oro come bene rifugio.
- L’atteggiamento restrittivo della Fed, le attese di nuovi rialzi dei tassi e la forza del dollaro continuano a esercitare pressione sui prezzi dell’oro.
- L’oro scambia sotto le principali medie mobili con forte momentum ribassista; un breakout al ribasso sotto $3884 è sempre più probabile.
La domanda di bene rifugio si riduce con i progressi USA-Iran e la Fed aggressiva
I progressi verso un quadro di pace tra Stati Uniti e Iran hanno ridotto il rischio geopolitico, diminuendo la domanda di Gold come bene rifugio, secondo quanto riportato da Tradebrains. L’orientamento monetario restrittivo della Federal Reserve e l’attesa di ulteriori rialzi dei tassi hanno aumentato ulteriormente la pressione sulle posizioni in Gold, secondo Euronews. La persistente forza del dollaro USA e l’aumento dei tassi d’interesse globali, come affermato da Deccanherald, hanno accelerato il calo, mentre la ripresa delle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz dopo l’accordo USA-Iran ha ridotto le preoccupazioni sull’offerta e l’attrattiva di Gold come bene rifugio, secondo Fxstreet.
Tendenza ribassista sostenuta tra forti segnali di ipervenduto e resistenze chiave
Tecnicamente, il prezzo resta sotto la MA-20 a $4115 e la MA-50 a $4155, con un ampio divario dalla MA-200 a $4644. L’Ichimoku Kijun-sen a $4125 rappresenta la resistenza immediata, mentre il supporto si trova a $3884. Gli indicatori di momentum confermano un contesto negativo: MACD e ADX evidenziano vendite persistenti, e l’RSI a 29,7 segnala ipervenduto. Sia il CCI che lo Stoch RSI indicano una situazione di forte ipervenduto, e le letture BBP mostrano una pressione dominante dei venditori intraday; anche l’Awesome Oscillator conferma la tendenza ribassista prevalente.
Probabile consolidamento laterale con rischio di breakout legato al supporto
Nei prossimi due o tre giorni di contrattazione, si prevede che il prezzo dell’Gold rimanga confinato nel corridoio $3884-$4096, riflettendo la banda di volatilità attuale rispetto ai livelli prevalenti. La probabilità di un movimento rialzista è molto bassa, con lo scenario di base che favorisce un ulteriore consolidamento laterale all’interno di questo range. Sarebbe necessario un breakout netto sopra la resistenza a $4125 per un’inversione rialzista sostenibile, mentre un nuovo movimento deciso al ribasso potrebbe essere innescato se il supporto a $3884 dovesse cedere.
In precedenza, gli analisti hanno osservato che la pressione di vendita persistente e il calo del rischio geopolitico hanno rafforzato una visione ribassista sull’oro, con i rischi al ribasso che continuano a superare il potenziale di recupero. L’attuale contesto, caratterizzato dal rinnovato rafforzamento del dollaro e dalla riduzione della domanda di bene rifugio dopo l’accordo USA-Iran, consolida ulteriormente questo bias negativo, rendendo $3884 un livello di supporto cruciale da monitorare per eventuali rotture nelle prossime sessioni.
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