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Gold si mantiene stabile dopo che il blocco dello Stretto di Hormuz minaccia i flussi di petrolio

Gold si mantiene stabile dopo che il blocco dello Stretto di Hormuz minaccia i flussi di petrolio
Gold scende dello 0,88% a $4.708,54 oggi

Gold (XAU) è scambiato a $4.708,54 dopo un calo dello 0,88% nella giornata, posizionandosi sopra la SMA-20 ($4.642,05) ma sotto la SMA-50 ($4.860,29) e la SMA-200 ($4.487,96). Questo colloca l’oro in una zona di supporto a breve termine in un contesto di persistente pressione di vendita a medio termine, pur mantenendo un sostegno strutturale di lungo periodo.

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XAU previsione del prezzo
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Prezzo attuale: $ 4119.29 -4.3452 0.11%
Chiuso 07/10
Intervallo giornaliero 4076.64 Arrow from to Icon 4120.99
Intervallo settimanale 4022.20 Arrow from to Icon 4202.03
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In evidenza

  • L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e le minacce allo Stretto di Hormuz hanno provocato un forte aumento dei prezzi globali del petrolio e dei rischi di inflazione.
  • La crescita dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è accelerata a marzo a causa dell’aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra, riducendo le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
  • $4.200–$4.900 è l'intervallo previsto per il trading dell'oro la prossima settimana, con volatilità elevata e indicatori tecnici di medio termine che segnalano una probabile tendenza laterale o rialzista.

L’inflazione trainata dalla guerra accelera mentre i negoziati di pace e le rotte di approvvigionamento crollano

Il 12 aprile, l’annuncio da parte di Washington di un piano per bloccare lo Stretto di Hormuz dopo che i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran si sono conclusi senza una soluzione ha innescato uno shock globale nell’approvvigionamento energetico, aumentando i rischi di inflazione. Le ostilità continue tra Stati Uniti, Israele e Iran sono sfociate in una guerra totale in Asia occidentale, facendo salire i prezzi del petrolio e generando una forte ondata inflazionistica legata alle risorse. Nel fine settimana precedente il 13 aprile, i colloqui maratona in Pakistan non sono riusciti a ridurre l’escalation del conflitto, poiché sono persistite le dispute sulle attività nucleari, lo Stretto di Hormuz e il sostegno iraniano ai gruppi militanti. I dati pubblicati venerdì hanno mostrato una netta accelerazione della crescita dei prezzi al consumo negli Stati Uniti a marzo, attribuita in gran parte all’aumento dei prezzi della benzina causato dalla guerra, con conseguente riduzione delle aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel prossimo anno.

La pressione ribassista prevale mentre la volatilità aumenta vicino ai minimi di sessione

I segnali di Momentum su D1 sono ribassisti, poiché sia il MACD (-7,25) che l’ADX (32,49) indicano una pressione di vendita in corso. L’RSI segna 44,84 e indica Vendita, mentre il Stoch RSI segnala condizioni di ipervenduto; il CCI è Neutrale. Il BBP rimane positivo e in ipercomprato a 56,47, mostrando una dominanza degli acquirenti intraday, mentre l’Awesome Oscillator è Neutrale. L’azione dei prezzi mostra un’elevata volatilità, restando più vicina al minimo di sessione ($4.646,19) che al massimo ($4.753,76), con i venditori che controllano i movimenti a breve termine, anche se l’Ichimoku Kijun ($4.486,47) offre un supporto immediato.

Aumenta la probabilità di rialzo mentre i segnali tecnici si allineano in un range volatile

Per la prossima settimana, l’intervallo di negoziazione previsto è compreso tra $4.200 e $4.900, rappresentando una banda di volatilità tipica rispetto ai livelli attuali. La probabilità di un aumento dei prezzi nelle prossime cinque sedute rimane elevata (oltre l’80%) grazie ai segnali di acquisto simultanei dal MA-50 settimanale, RSI, ADX e MACD. Lo scenario di base prevede un movimento laterale all’interno di questa fascia mentre domanda e offerta si equilibrano. Un forte rally sopra la resistenza immediata potrebbe vedere XAU avvicinarsi alla fascia alta dei $4.900, mentre una rottura decisa sotto il supporto potrebbe portare a un ritracciamento verso la regione $4.200 – $4.400.

Viktoras Karapetjanc, analista macro e fondamentale presso Traders Union, vede l’oro in una fascia di supporto in mezzo a rischi geopolitici persistenti e pressioni inflazionistiche. Sottolinea che le vendite dominano ancora nel breve termine, ma il sostegno a lungo termine rimane solido a causa del conflitto in corso in Asia occidentale e delle sue ripercussioni sui mercati energetici. L’analista ritiene che la probabilità di un apprezzamento dei prezzi nella prossima settimana sia elevata, con segnali chiave che indicano un potenziale rialzo nella fascia tra 4.200 e 4.900 dollari. «Se le preoccupazioni inflazionistiche si intensificano e le tensioni geopolitiche persistono, mi aspetto che l’oro metta alla prova la resistenza verso la parte alta dei 4.900 dollari entro la settimana», afferma Karapetjanc.

In precedenza, gli analisti avevano osservato che l’oro mostrava una persistente pressione ribassista a causa di ostacoli tecnici e macroeconomici. L’analisi attuale introduce un cambiamento significativo, poiché il conflitto geopolitico e le pressioni inflazionistiche ora sostengono una probabilità nettamente maggiore di rialzo, rendendo un breakout sopra la banda di volatilità settimanale uno scenario importante da monitorare.

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