Valvole Oil&Gas, Medio Oriente frena nuovi progetti e aumenta i rischi sul 2027
Secondo quanto dichiara Fabio Brevi, amministratore delegato del gruppo bergamasco Omb, la crisi in Medio Oriente sta rallentando i nuovi investimenti e riducendo le richieste di offerta nel comparto delle valvole per Oil&Gas, anche se la produzione del 2026 resta coperta dalle commesse già acquisite. Il settore continua intanto a poggiare su una forte esposizione verso l'area, che assorbe in media un quarto del fatturato complessivo di un'industria nazionale vicina ai 3,5 miliardi di euro. Il trasporto marittimo condizionato dallo stretto di Hormuz rafforza così l'incertezza sulle prospettive successive all'anno in corso.
In evidenza
- L’export italiano di valvole Oil&Gas verso il 2025 cresce oltre il 5%, assicurando una quota mondiale vicina al 10% ma con ordini 2027 a rischio per l’incertezza dal Medio Oriente.
- Omb, con ricavi di 135 milioni di euro e 40% del fatturato in Medio Oriente, soffre la ridotta visibilità futura a causa della dipendenza settoriale dal mercato mediorientale.
- L’Industrial Valve Summit di Bergamo registra 416 espositori (30% in più rispetto al 2024), spingendo Promoberg a pianificare il raddoppio degli spazi espositivi entro il 2028.
Ordini 2026 coperti, incognite sul 2027
Le imprese italiane del settore osservano con preoccupazione l'evoluzione del loro principale mercato di sbocco, mentre il congelamento parziale dei nuovi investimenti non si riflette ancora nei numeri correnti. Dopo un biennio di forte crescita, l'export 2025 avanza ancora di oltre il 5%, consentendo alle aziende italiane di raggiungere in media una quota del 10% sulle esportazioni mondiali. Gli ordini già acquisiti mantengono relativamente stabile il prosieguo del 2026, ma il quadro successivo appare più complesso se la situazione non si sblocca in tempi brevi.
Per Omb, che realizza 135 milioni di euro di ricavi e ottiene il 40% del fatturato in Medio Oriente, il rallentamento dei progetti pesa soprattutto sulla visibilità futura. La dipendenza dell'intero comparto dall'area resta elevata, perché verso il Medio Oriente si indirizza mediamente un quarto del giro d'affari settoriale. Questo rende la filiera particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche e ai possibili ostacoli logistici nei flussi marittimi.
Lombardia fulcro produttivo e vetrina Industrial Valve Summit
Il baricentro industriale nazionale del comparto resta la Lombardia, che concentra circa due terzi delle aziende specializzate. L'area attorno a Bergamo, in un raggio inferiore ai 100 chilometri, rappresenta da sola il 90% del fatturato complessivo del settore in Italia. Questa concentrazione rende il territorio un osservatorio diretto dell'andamento degli investimenti internazionali nelle valvole per Oil&Gas.
A Bergamo si tiene infatti la sesta edizione di Industrial Valve Summit, in programma dal 19 al 21 maggio e organizzata da Promoberg e Confindustria Bergamo. Gli espositori salgono a 416, quasi il triplo rispetto all'esordio del 2015 e il 30% in più rispetto all'edizione del 2024. Crescono soprattutto le aziende estere, con un numero vicino a 100 espositori provenienti da 20 Paesi.
Espansione fieristica e politica industriale del territorio
La presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati, afferma che la crescita della rassegna nasce dalla capacità delle imprese locali di collaborare sui bisogni comuni pur restando concorrenti. A suo giudizio, Industrial Valve Summit si afferma come benchmark internazionale e come esempio concreto di politica industriale territoriale. Il rafforzamento della manifestazione accompagna quindi la visibilità globale di una filiera che mantiene un ruolo rilevante nell'export italiano.
Il successo dell'evento spinge Promoberg a progettare il raddoppio degli spazi espositivi sul territorio per accogliere nuovi operatori. Per l'edizione in corso sono previsti due padiglioni temporanei, mentre l'obiettivo è avere la nuova infrastruttura operativa entro il 2028. L'ampliamento segnala una domanda ancora dinamica sul fronte fieristico, anche mentre il settore affronta un contesto più incerto sul piano commerciale internazionale.
In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato come strumenti di certificazione digitale e tracciabilità, inclusa la registrazione su blockchain delle certificazioni, possano rafforzare la riconoscibilità del Made in Italy sui mercati internazionali. In quell’approfondimento abbiamo anche richiamato il contesto di un export italiano ai massimi, ma esposto a pressioni esterne tra ostacoli commerciali e concorrenza, con effetti diretti su margini e posizionamento delle imprese.
- Forex
- Crypto